Economia

Puglia e Basilicata: un quarto dei divani italiani, 611 aziende

23 marzo 2026, 11:50 5 min di lettura
Puglia e Basilicata: un quarto dei divani italiani, 611 aziende Immagine generata con AI Gravina in puglia
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Il distretto del mobile imbottito tra Puglia e Basilicata rappresenta un quarto delle aziende italiane del settore. Con 611 imprese attive, queste regioni guidano la produzione nazionale, impiegando oltre 9.000 persone e mostrando segnali di vitalità economica.

Distretto del Divano: Cuore Produttivo Appulo-Lucano

Un'analisi approfondita rivela la straordinaria concentrazione di aziende specializzate nella produzione di divani e poltrone in Puglia e Basilicata. Queste due regioni meridionali ospitano infatti un quarto dell'intero comparto nazionale. Si tratta di un totale di 611 realtà imprenditoriali attive nel settore.

La ripartizione geografica vede la Puglia primeggiare con 493 aziende. La Basilicata contribuisce significativamente con altre 118 imprese. Questo dato sottolinea l'importanza strategica di questo distretto industriale per l'economia italiana nel settore dell'arredamento.

La forza lavoro impiegata in questo comparto è altrettanto notevole. Secondo i dati forniti dall'Inps, sono ben 9.214 le persone che lavorano direttamente nella produzione di mobili imbottiti in queste aree. Questo numero rappresenta il 41% del totale nazionale degli addetti nel settore.

La dimensione media delle aziende è considerevole, con una media di oltre 15 dipendenti per realtà. Questo indica una struttura produttiva solida e ben radicata sul territorio, capace di generare occupazione qualificata e di sostenere l'indotto.

Unioncamere Puglia: La Ricerca sul Distretto Murgiano

Le cifre emergono dalla ricerca intitolata 'Mobile imbottito: il distretto murgiano'. Questo studio è stato commissionato dalla Filca Cisl Bari e realizzato da Unioncamere Puglia. I risultati sono stati presentati dal direttore generale Luigi Triggiani durante un importante incontro.

L'evento, intitolato 'Mobile imbottito, dalla crisi al patto', si è tenuto ad Altamura, in provincia di Bari. Alla presentazione hanno partecipato figure di spicco del mondo sindacale e imprenditoriale, tra cui la segretaria generale della Cisl, Daniela Fumarola.

La ricerca offre uno spaccato dettagliato della struttura e delle performance del distretto. Analizza le dinamiche occupazionali, la localizzazione delle imprese e i flussi commerciali, fornendo dati preziosi per comprendere le sfide e le opportunità del settore.

La presentazione ad Altamura ha rappresentato un momento cruciale per il confronto tra le parti sociali. L'obiettivo è stato quello di delineare strategie condivise per affrontare le criticità e rafforzare la competitività del distretto del mobile imbottito.

Concentrazione Geografica e Poli Produttivi

L'indagine di Unioncamere Puglia evidenzia una forte concentrazione geografica delle attività produttive. Le province di Bari e Barletta-Andria-Trani emergono come i principali poli industriali del settore. In queste due province si concentrano ben 412 aziende, pari a circa il 67% del totale regionale.

Anche l'occupazione segue questa tendenza, con 7.172 dipendenti impiegati nelle sole province di Bari e Barletta-Andria-Trani. Questo dato rappresenta l'82% degli addetti totali del distretto appulo-lucano.

La struttura delle imprese è ulteriormente definita dalla presenza di un 'triangolo del salotto'. Questo nucleo produttivo si articola attorno ai comuni di Altamura, Santeramo in Colle e Matera. In particolare, Altamura ospita 192 aziende, Santeramo in Colle ne conta 62, mentre Matera ne registra 103.

L'apparato produttivo si irradia poi verso altre importanti località. Gravina in Puglia si distingue con 39 aziende. Seguono Bari con 35 e Modugno con 27 realtà imprenditoriali attive nel settore del mobile imbottito.

Export in Crescita: Gli Stati Uniti Principale Mercato

Il comparto del mobile imbottito appulo-lucano dimostra una notevole vocazione all'esportazione. Nel 2024, l'export della regione ha raggiunto la cifra considerevole di 411 milioni di euro. Una performance che conferma la qualità e la competitività dei prodotti realizzati in quest'area.

La maggior parte di questo valore, pari all'82% del totale del distretto, è generata dalle imprese situate nelle province di Bari e Barletta-Andria-Trani, che hanno contribuito con 343 milioni di euro.

La crescita dell'export è stata significativa. Rispetto al 2020, si è registrato un aumento del 14%. Questo dato testimonia la capacità del settore di recuperare e prosperare anche in contesti economici complessi.

Il principale mercato di sbocco per i divani e le poltrone prodotti in Puglia e Basilicata sono gli Stati Uniti. Le esportazioni verso gli USA hanno raggiunto i 120 milioni di euro nel 2024. Si tratta di un incremento del 68% rispetto al dato del 2020, a dimostrazione della forte domanda americana per il design e la qualità italiana.

Seguono altri importanti mercati europei. La Francia rappresenta il secondo mercato, con esportazioni per 54 milioni di euro. Il Regno Unito si posiziona al terzo posto con 51 milioni di euro. Completano la top five il Belgio, con 22 milioni di euro, e il Canada, con 11 milioni di euro.

Dalla Crisi alla Ripresa: Segnali di Vitalità

Il distretto del mobile imbottito non è esente da sfide storiche. Dopo un periodo di grande espansione negli anni Novanta, il settore ha attraversato una fase di crisi negli anni Duemila. Questo periodo ha comportato la perdita di oltre un terzo delle imprese e dei dipendenti attivi.

Tuttavia, la ricerca commissionata da Filca Cisl Bari e realizzata da Unioncamere Puglia evidenzia segnali incoraggianti di ripresa e vitalità. I dati relativi al secondo trimestre del 2025, confrontati con lo stesso periodo del 2020, mostrano un quadro complesso ma positivo.

Si registra una diminuzione del numero di imprese, pari a 83 unità, che corrisponde a un calo dell'11,9%. Questo dato potrebbe riflettere un processo di consolidamento e ristrutturazione del settore, con imprese più piccole che potrebbero aver cessato l'attività o essersi integrate in realtà più grandi.

Contemporaneamente, si osserva un aumento significativo del numero di addetti. Le posizioni lavorative sono cresciute di 994 unità, con un incremento del 12,0%. Questo dato è particolarmente rilevante, poiché indica che, nonostante la riduzione del numero di aziende, l'occupazione complessiva nel settore è in aumento.

Questo fenomeno suggerisce una maggiore efficienza produttiva e una possibile specializzazione delle imprese rimaste. Potrebbe anche indicare un aumento della produzione per singola azienda, compensando la diminuzione del numero totale di realtà imprenditoriali. La ricerca, come riportato da ANSA, sottolinea quindi la resilienza e la capacità di adattamento di questo importante distretto industriale italiano.

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