Cronaca

Gravedona: 1600 firme contro cemento sulla Serenella

19 marzo 2026, 04:45 6 min di lettura
Gravedona: 1600 firme contro cemento sulla Serenella Immagine generata con AI Gravedona ed uniti
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Oltre 1.600 cittadini di Gravedona ed Uniti hanno firmato una petizione per impedire la cementificazione dell'ultimo spazio verde pubblico sul lago, la Serenella. Il progetto prevede la costruzione di un ristorante stellato, un hotel di lusso e una spa, ma i residenti temono la perdita di un luogo di aggregazione.

Petizione popolare per la Serenella a Gravedona

Una mobilitazione civica senza precedenti ha scosso le sponde del Lago di Como, precisamente a Gravedona ed Uniti. Oltre 1.600 cittadini hanno unito le loro voci e firme per esprimere un netto rifiuto alla cementificazione dell'area denominata Serenella. Questo spazio rappresenta l'ultimo lembo di terra libero e accessibile pubblicamente affacciato sul lago.

La raccolta firme è stata promossa con determinazione da Marta Sandra Riella. La signora Riella, insegnante in pensione e stimata campionessa di tennis nella categoria over 70, ha guidato l'iniziativa con passione. Il suo impegno ha permesso di raccogliere un numero considerevole di adesioni in un lasso di tempo relativamente breve, dimostrando la forte sensibilità della comunità locale.

L'obiettivo primario della petizione era chiaro: preservare la Serenella dall'imminente trasformazione urbanistica. L'area, infatti, è destinata a diventare sede di un complesso turistico di alto profilo. Questo includerà un ristorante stellato, un albergo di lusso e una spa, progetti che secondo i promotori priveranno la cittadinanza di un bene comune prezioso.

La questione ha assunto una rilevanza tale da approdare direttamente nelle aule del Consiglio comunale di Gravedona ed Uniti. La petizione è stata discussa durante un'apposita seduta, portando il dibattito politico e pubblico al centro dell'attenzione. L'eco della protesta si è diffusa rapidamente, coinvolgendo diverse categorie di persone.

I cittadini contro il progetto di lusso

Le firme raccolte da Marta Sandra Riella provengono da un campione eterogeneo della popolazione. Tra i firmatari figurano residenti storici del comune, villeggianti abituali, proprietari di seconde case, turisti di passaggio e persino cittadini stranieri. Questa diversità di provenienza sottolinea l'ampia preoccupazione suscitata dal progetto edilizio.

La signora Riella ha espresso chiaramente le motivazioni che animano la protesta: «Sono le firme di residenti, villeggianti, proprietari di seconde case, turisti, italiani e stranieri», ha dichiarato. «Siamo tutti preoccupati per il progetto. La Serenella rappresenta uno degli ultimi spazi verdi pubblici a lago, punto di incontro, socialità e identità, che ci verrà tolto a beneficio di pochi».

Le parole dell'insegnante in pensione evidenziano la percezione che la Serenella non sia solo un appezzamento di terreno, ma un vero e proprio cuore pulsante della vita comunitaria. La sua natura di spazio aperto e pubblico la rende un luogo fondamentale per la socializzazione e per la costruzione dell'identità locale. La sua trasformazione in una struttura privata e di lusso è vista come una sottrazione di valore collettivo.

La petizione ha messo in luce un contrasto di visioni sul futuro di Gravedona ed Uniti. Da un lato, la volontà di preservare aree verdi e spazi pubblici come patrimonio comune. Dall'altro, l'ambizione di sviluppare il turismo attraverso investimenti in strutture ricettive di alto livello.

La storia della Serenella e il dono di Alessandro Scuri

L'area della Serenella non è un luogo qualunque, ma porta con sé una storia affascinante legata a una figura eclettica del passato. Il terreno fu un vero e proprio dono alla comunità di Gravedona da parte di Lazzaro Giovanni Battista Scuri, meglio conosciuto come Alessandro Scuri. Quest'uomo visse a cavallo tra il XIX e il XX secolo, distinguendosi per una vita ricca di esperienze e talenti.

Alessandro Scuri era uno scienziato poliedrico, ma anche un musicista, un pittore e persino un circense. La sua inventiva si manifestò nella creazione di strumenti musicali innovativi, come lo Scyriphonium, un complesso strumento composto da quattro trombe unite in un unico corpo. Non solo, fu anche un inventore nel campo delle armi, ideando un fucile a quattro canne con un unico grilletto e un unico mirino.

La sua fama lo portò a esibirsi e a essere apprezzato presso le più alte corti europee. Tra i suoi estimatori e spettatori figuravano lo Zar Nicola di Russia, Re Edoardo VII d'Inghilterra, Francesco Giuseppe d'Austria e il Sultano di Turchia. La sua figura rappresenta un pezzo di storia e cultura che si lega indissolubilmente al territorio di Gravedona.

Il dono della Serenella da parte di un personaggio così illustre aggiunge un ulteriore valore affettivo e storico all'area. La sua preservazione acquista quindi un significato che va oltre la semplice tutela ambientale o urbanistica, toccando le corde della memoria collettiva e del patrimonio storico-culturale locale.

La replica del Sindaco e le preoccupazioni per il futuro

Di fronte alla petizione e alle preoccupazioni espresse dai cittadini, il Sindaco di Gravedona ed Uniti ha fornito una risposta ufficiale. Il primo cittadino ha cercato di rassicurare la popolazione riguardo all'impatto del progetto sul suolo pubblico e sulla fruibilità degli spazi.

«Il piano non sottrae affatto spazio ai cittadini», ha difeso il progetto il Sindaco. Ha inoltre aggiunto che le opere realizzate in regime di concessione, una volta scaduti i termini previsti, torneranno nella piena disponibilità del Comune. Questa dichiarazione mira a sottolineare la temporaneità dell'intervento edilizio e il ritorno finale del bene alla collettività.

Tuttavia, la durata della concessione prevista è di ben 60 anni. Questo lungo periodo temporale solleva dubbi sulla reale efficacia della promessa di un futuro ritorno alla piena disponibilità pubblica. Sessant'anni rappresentano un lasso di tempo considerevole, durante il quale l'area sarà gestita privatamente e destinata a un uso esclusivo.

Inoltre, le preoccupazioni dei cittadini non si limitano alla sola questione della proprietà futura. Vi è una forte perplessità riguardo alla necessità di un nuovo sviluppo edilizio in un'area già dotata di strutture ricettive. Nel paese dell'alto Lario, infatti, esistono già diversi alberghi in vendita e altre strutture ricettive che versano in stato di abbandono.

L'ipotesi di sfruttare e riqualificare queste strutture esistenti viene avanzata come alternativa alla nuova lottizzazione. Quest'ultima prevede un intervento di quasi 20.000 metri quadrati di superficie e la costruzione di 25.000 metri cubi di nuove edificazioni. Il tutto avviene sulle sponde di un lago che, secondo quanto riportato, ha visto una crescita costante degli immobili negli anni, sollevando interrogativi sulla sostenibilità a lungo termine.

La discussione in Consiglio comunale ha evidenziato una spaccatura tra la visione di sviluppo turistico intensivo e la richiesta di preservazione degli spazi verdi e della qualità della vita per i residenti. La battaglia per la Serenella continua, con i cittadini che sperano ancora in un ripensamento del progetto.

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