Cultura

Grassano: Scopri i Cinti, sentiero storico FAI

19 marzo 2026, 10:26 7 min di lettura
Grassano: Scopri i Cinti, sentiero storico FAI Immagine generata con AI Grassano
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Il sentiero dei Cinti a Grassano, in provincia di Matera, sarà visitabile durante le Giornate FAI il 21 marzo 2026. Un percorso unico che unisce storia geologica, architettura rupestre e tradizioni lucane, guidato da studenti e volontari.

I Cinti di Grassano: Un Viaggio nella Memoria Lucana

Esistono luoghi che vanno oltre la semplice visita turistica. I Cinti di Grassano, situati nel cuore della provincia di Matera, in Basilicata, sono uno di questi. Avvicinandosi con rispetto, si percepisce immediatamente la profondità della loro essenza. Qui, la terra non è solo un elemento fisico, ma un contenitore di memoria, fatica e vita vissuta.

Il sentiero che abbraccia il centro storico di Grassano, denominato appunto "i Cinti", si apre al pubblico in occasione delle Giornate FAI. Questo percorso offre un'immersione in un territorio dove storie millenarie, architettura suggestiva, peculiarità geologiche e antiche tradizioni lucane si fondono armoniosamente. L'itinerario inizia imboccando l'antico selciato che discende dai resti del Castello dei Cavalieri di Malta. Si snoda all'ombra della maestosa Chiesa Madre di Grassano, trasportando i visitatori in un'altra dimensione temporale.

Da un lato, il sentiero si affaccia su un vasto panorama. La scarpata digrada dolcemente verso un paesaggio che sembra infinito. È lo stesso sguardo che Carlo Levi descrisse magistralmente nel suo "Cristo si è fermato a Eboli" (1945). Levi parlava di «un mare di terra biancastra», con «paesi lontanissimi» che apparivano come «vele sperdute». Questo scorcio cattura l'anima della terra lucana.

Dall'altro lato, il percorso costeggia una parete rocciosa imponente. Non si tratta di una semplice parete di terra, ma di un vero e proprio libro di storia geologica. Questa formazione colossale rappresenta uno spaccato della storia geologica della valle del medio Basento. Si osservano strati sovrapposti di sabbie e conglomerati, che sfumano dal rosso ruggine al giallo paglierino. Le stratificazioni si susseguono, si piegano e si interrompono, rivelando tra le loro antiche linee la presenza di conchiglie e fossili. Questi reperti sono testimoni silenziosi di un passato remoto, quando, uno o due milioni di anni fa, quest'area era sommersa dal mare. Era un'antica spiaggia preistorica, poi trasformatasi nella foce di un grande fiume, scomparso con i movimenti tettonici che hanno sollevato la terra.

Camminare lungo i Cinti significa, in definitiva, attraversare un tempo geologico inciso nella terra stessa. Questa "montagna di terra" ha offerto rifugio e spazio all'attività umana nel corso dei secoli. Sono state scavate decine di cantine, una accanto all'altra, ognuna con caratteristiche uniche. Le facciate sono realizzate con mattoni rossi e ciottoli locali, chiamati "chiact' ". Grandi portoni e piccole finestre lasciano filtrare solo un timido raggio di luce. Dietro queste aperture si cela una profondità sorprendente: navate che si inoltrano nella collina, mantenendo una temperatura fresca e un silenzio quasi sacro. In fondo a molte di esse si trova una parte semicircolare, nota come "la sacrestia", dove un tempo veniva custodito il vino migliore.

Questi spazi non erano soltanto luoghi di lavoro, ma veri e propri centri di vita comunitaria. Su questo paesaggio si intrecciano innumerevoli storie. Ci sono le storie dei Cavalieri di Malta, che per secoli dominarono queste terre e possedettero molte di queste cantine. Si narrano le vicende dei briganti, che trovarono in queste grotte rifugio e punti di osservazione strategici. E poi ci sono le storie legate alla tradizione contadina, come quella dei "monachicchi", spiritelli dispettosi che, secondo le leggende, abitavano le cantine più antiche, pronti a fare scherzi ai passanti. Gli anziani ammonivano: "Meglio non passarci al buio". In questo luogo, il confine tra realtà e leggenda rimane sempre sottile e affascinante.

Giovani Ciceroni e Tesori Nascosti: Le Giornate FAI a Grassano

Durante le Giornate FAI, questo luogo straordinario si apre per essere raccontato attraverso gli occhi delle nuove generazioni. Ben 26 studenti dell'Istituto Comprensivo di Grassano, provenienti dalle classi 2A, 2B, 3A, 3B e 3C, assumeranno il ruolo di apprendisti ciceroni. Saranno affiancati dai loro docenti e dai volontari del FAI, guidando i visitatori alla scoperta delle cantine e dei punti panoramici. Il percorso si snoderà dal largo dietro Palazzo Ruggiero fino alle cavità naturali nella roccia, dove sono chiaramente visibili le stratificazioni di sabbia e conglomerato.

L'itinerario prevede la visita di alcune cantine eccezionalmente aperte per l'evento. Tra queste spicca la Cantina Rizzo, che custodisce un antico palmento settecentesco, finemente decorato con la croce dei Cavalieri di Malta. Nella Cantina Santoro, invece, saranno esposte conchiglie fossili. Questi reperti saranno illustrati ai visitatori per ribadire il profondo legame tra la terra di Grassano e l'antico mare che un tempo la ricopriva. Il percorso si configura come un vero e proprio laboratorio a cielo aperto, un luogo dove geologia e storia si incontrano e dialogano.

Il cammino culmina nella Cantina Santoro, un luogo aperto al pubblico solo per questa speciale occasione. Recentemente restaurata, questa cantina è stata riportata all'aspetto originale che possedeva all'inizio del Novecento. Entrando, si ha l'impressione di immergersi negli ambienti autentici dedicati alla vinificazione. Qui sono conservati strumenti originali, meticolosamente curati dal compianto professor Giuseppe Santoro. Il suo lascito prezioso si trasforma oggi in un piccolo museo didattico. Esso ha il compito di raccontare alle nuove generazioni il lavoro, i gesti e i ritmi della civiltà contadina.

Nei Cinti di Grassano, ogni elemento è interconnesso. La geologia ha plasmato la terra, il lavoro umano l'ha abitata e la cultura contadina l'ha resa vibrante di vita. Visitare questo luogo richiede poco: un paio di scarpe comode e uno sguardo curioso. Le Giornate FAI rappresentano un'opportunità preziosa per riscoprire, insieme ai giovani ciceroni e ai volontari, un sito che non si limita a mostrarsi, ma che continua a narrare la sua storia.

Informazioni Pratiche per la Visita

Le visite guidate nei Cinti di Grassano, organizzate nell'ambito delle Giornate FAI 2026, sono supportate dal gruppo di valorizzazione locale "Alla scoperta di Grassano". L'evento si svolgerà esclusivamente nella giornata di sabato 21 marzo 2026. Gli orari di apertura al pubblico saranno dalle 9:30 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 18:00. Il percorso è considerato adatto a tutti, ma si consiglia vivamente l'uso di calzature idonee per camminare comodamente sul sentiero.

Per chi desidera approfondire e scoprire ulteriormente questo luogo affascinante online, è disponibile il sito didattico cintidellamemoria.wordpress.com. La locandina dell'evento, contenente tutti i dettagli specifici, è consultabile per ulteriori informazioni. L'iniziativa mira a promuovere la conoscenza e la valorizzazione del patrimonio storico, geologico e culturale di Grassano, coinvolgendo attivamente la comunità locale e i visitatori.

Le Giornate FAI rappresentano un momento fondamentale per la riscoperta del patrimonio italiano. A Grassano, l'apertura dei Cinti offre un'occasione unica per connettersi con la storia profonda di questo territorio. L'impegno degli studenti come ciceroni sottolinea l'importanza di tramandare la conoscenza alle future generazioni. Questo progetto dimostra come la collaborazione tra istituzioni scolastiche, volontariato e amministrazione locale possa portare a risultati significativi nella valorizzazione dei beni culturali.

La Basilicata, terra ricca di storia e tradizioni, continua a svelare tesori nascosti. I Cinti di Grassano sono un esempio emblematico di come la natura e l'opera dell'uomo possano creare paesaggi di straordinaria bellezza e significato. La visita guidata promette di essere un'esperienza educativa e suggestiva, capace di lasciare un segno profondo in chiunque vi partecipi. La combinazione di elementi geologici unici, testimonianze storiche e tradizioni radicate rende questo percorso imperdibile per gli amanti della cultura e della storia locale.

La partecipazione a eventi come le Giornate FAI è essenziale per la conservazione e la promozione del patrimonio culturale. Sostenere queste iniziative significa contribuire a mantenere vive le storie e le memorie che rendono unici i nostri territori. Grassano, con i suoi Cinti, offre un esempio brillante di come un luogo possa raccontare secoli di storia attraverso la sua stessa conformazione e le tracce lasciate dall'uomo.

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