Grassano: il sentiero dei Cinti si svela con le Giornate FAI
Il sentiero dei Cinti a Grassano apre le sue porte durante le Giornate FAI 2026. Un percorso unico tra storia, geologia e antiche tradizioni lucane, guidato da giovani studenti.
Sentiero dei Cinti: un viaggio nella memoria di Grassano
A Grassano, in provincia di Matera, esiste un luogo speciale. Non si tratta di una semplice visita turistica, ma di un'immersione profonda nella storia e nella terra. I Cinti di Grassano sono un percorso che abbraccia il centro storico. Offrono un'esperienza che va oltre la vista, toccando l'ascolto e la memoria. La terra qui non è solo materia inerte. È un racconto di fatica, vita e tradizioni antiche.
Questo antico sentiero acciottolato invita a un viaggio nel tempo. Si snoda dai resti del Castello dei Cavalieri di Malta. Prosegue all'ombra della Chiesa Madre. L'itinerario permette di scoprire un intreccio unico. Storie, architettura, geologia e cultura lucana si fondono in un'unica narrazione. È un invito a esplorare un patrimonio di inestimabile valore.
Il percorso si apre su un paesaggio mozzafiato. Da un lato, una scarpata offre una vista sconfinata. Si ammira un panorama che sembra non avere fine. Questo è lo stesso sguardo che Carlo Levi immortalò in «Cristo si è fermato a Eboli». Descrisse un «mare di terra biancastra» con «paesi lontanissimi» come «vele sperdute».
Geologia e storia: le stratificazioni dei Cinti
L'altro lato del sentiero è dominato da una parete viva. Non è una semplice parete di terra. È un libro aperto sulla storia geologica. Racconta la storia della valle del medio Basento. Strati sovrapposti di sabbie e conglomerati creano un affresco naturale. I colori variano dal rosso ruggine al giallo paglierino. Queste stratificazioni si piegano e si interrompono. Segnano il passaggio di ere geologiche.
Tra queste antiche linee, affiorano conchiglie e fossili. Sono piccoli testimoni di un passato remoto. Ci ricordano che qui, circa uno o due milioni di anni fa, esisteva il mare. Era un'antica spiaggia preistorica. Successivamente, divenne la foce di un grande fiume. Questo fiume scomparve con il sollevamento tettonico della regione.
Camminare lungo i Cinti significa attraversare il tempo. È un'esperienza che rimane impressa nella terra. La «montagna di terra» ha offerto riparo all'uomo per secoli. Ha permesso la creazione di un paesaggio antropizzato unico.
Le cantine scavate: cuore pulsante della tradizione
All'interno di questa «montagna di terra», l'uomo ha scavato decine di cantine. Sono disposte una accanto all'altra. Ognuna presenta caratteristiche uniche. Le facciate sono realizzate con mattoni rossi e ciottoli locali, chiamati «chiact'». Grandi portoni e piccole finestre lasciano filtrare solo un sottile raggio di luce. Questo crea un'atmosfera suggestiva.
Dietro queste facciate, si aprono profondità inaspettate. Navate fresche e silenziose si inoltrano nella collina. Raggiungono una parte semicircolare chiamata «la sacrestia». Qui si custodiva il vino migliore. Queste cantine non erano solo luoghi di lavoro. Erano veri e propri centri di vita comunitaria.
Su questo paesaggio si intrecciano molteplici storie. Si narra dei Cavalieri di Malta. Furono signori di queste terre per secoli. Possedettero molte di queste cantine. Si raccontano le gesta dei briganti. Trovavano rifugio e punti di osservazione tra queste grotte. E poi ci sono le storie della tradizione contadina. Si parla dei «monachicchi». Erano spiritelli dispettosi che si dice abitassero le cantine più antiche. Facevano scherzi ai passanti. Gli anziani ammonivano: «Meglio non passarci al buio».
Giovani ciceroni e FAI: un futuro per la memoria
Durante le Giornate FAI, questo luogo si apre a nuove prospettive. Sarà raccontato attraverso gli occhi dei giovani. Ben 26 studenti dell'Istituto Comprensivo di Grassano parteciperanno attivamente. Provengono dalle classi 2A, 2B, 3A, 3B e 3C. Saranno apprendisti ciceroni. Guidati da docenti e volontari, offriranno una prospettiva fresca e appassionata.
Gli studenti saranno divisi in 4 gruppi. Accompagneranno i visitatori lungo il percorso. Guideranno tra le cantine e i punti di osservazione. L'itinerario parte da largo dietro Palazzo Ruggiero. Arriva fino alle cavità nella roccia. Qui sono visibili le stratificazioni di sabbia e conglomerato. Sarà un'occasione per imparare e insegnare.
L'itinerario prevede la visita di alcune cantine speciali. Tra queste, la Cantina Rizzo. Conserva un palmento settecentesco. È decorato con la croce dei Cavalieri di Malta. Nella cantina Santoro, saranno esposte conchiglie fossili. Saranno illustrate ai visitatori. Questo rafforzerà il legame tra la terra e il mare antico. Il percorso diventa un laboratorio a cielo aperto. Geologia e storia si incontrano in modo didattico.
La Cantina Santoro: un museo della civiltà contadina
Il cammino si conclude nella Cantina Santoro. Sarà eccezionalmente aperta al pubblico. Questo luogo è stato recentemente restaurato. Ha riacquistato l'aspetto dei primi del Novecento. Entrare qui significa immergersi negli ambienti originali della vinificazione. Si riscoprono gli strumenti originali. Sono conservati con cura dal compianto professor Giuseppe Santoro.
Questo lascito prezioso è diventato un piccolo museo didattico. Racconta alle nuove generazioni il lavoro. Descrive i gesti e i tempi della civiltà contadina. È un patrimonio da preservare e valorizzare. La cantina Santoro rappresenta la sintesi perfetta dell'essenza dei Cinti.
Nei Cinti di Grassano tutto è interconnesso. La geologia ha plasmato la terra. Il lavoro umano l'ha abitata. La cultura contadina l'ha resa viva. Visitare questo luogo è un'esperienza semplice ma profonda. Bastano un paio di scarpe comode e la curiosità dello sguardo. Le Giornate FAI sono un'opportunità preziosa. Permettono di riscoprire questo luogo unico. Insieme ai giovani ciceroni e ai volontari, si ascolta la sua storia.
Informazioni pratiche per la visita
Le visite guidate nei Cinti di Grassano durante le Giornate FAI 2026 sono organizzate dal gruppo di valorizzazione locale. L'evento si svolgerà esclusivamente sabato 21 marzo 2026. Gli orari di apertura sono due fasce: dalle 9:30 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 18:00. Il percorso è accessibile a tutti. Si consigliano scarpe idonee per camminare comodamente. Per approfondire e scoprire questo luogo online, è disponibile il sito didattico cintidellamemoria.wordpress.com. La locandina allegata fornirà ulteriori dettagli sull'evento.
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