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Una tragica fatalità colpì la banda di Grassano un secolo fa. Il 17 settembre si terrà una commemorazione sul luogo dell'incidente per ricordare le quattro vittime e i feriti.

Commemorazione per la banda di Grassano

Un evento doloroso segnò la storia di Grassano cento anni fa. La banda musicale del paese stava tornando a casa dopo un'esibizione. Erano le prime ore del 17 settembre 1926. I musicisti avevano suonato per tre giorni a Oliveto Lucano, in provincia di Matera. Erano circa 46 persone. Salirono su un piccolo camion per il viaggio di ritorno.

Il mezzo percorreva la strada in contrada Parata. Si trovava nel territorio di Garaguso, sempre nel Materano. Improvvisamente, il camion uscì dalla carreggiata. Precipitarono in una scarpata profonda. L'incidente ebbe conseguenze devastanti.

Il bilancio della tragedia

Quattro giovani musicisti persero la vita in quell'orribile schianto. Oltre una ventina di altri componenti della banda rimasero gravemente feriti. La notizia si diffuse rapidamente, gettando nello sconforto l'intera comunità di Grassano. La musica, che doveva portare gioia, si trasformò in fonte di immenso dolore.

Questo tragico evento è rimasto impresso nella memoria collettiva. Viene tramandato di generazione in generazione all'interno delle famiglie del paese. La musica della banda, un tempo motivo di orgoglio, portava con sé il ricordo di quella notte fatale.

Ricordo sul luogo dell'incidente

Per non dimenticare e onorare la memoria dei defunti, la comunità si riunirà nuovamente. Il prossimo 17 settembre, a esattamente cento anni di distanza, si terrà una commemorazione. Il luogo scelto è la contrada Parata, teatro della sciagura. Sarà un momento di raccoglimento e riflessione.

Durante la cerimonia verrà svelata una targa commemorativa. Sarà deposta anche una corona d'alloro. Questi gesti simbolici serviranno a ricordare i musicisti scomparsi. La loro passione per la musica si è interrotta bruscamente in quel tragico viaggio.

La ricostruzione della storia

La ricostruzione di quella tragica notte e del viaggio della banda sarà affidata a Pino Mafaro. Il giornalista presenterà i fatti con la sua consueta accuratezza. Sarà presente anche il professore e compositore Domenico Spadafino. Egli ripercorrerà la ricca storia musicale della formazione di Grassano.

L'evento non si limiterà alla sola commemorazione. Si vuole anche celebrare la lunga tradizione musicale del paese. La banda ha rappresentato un importante punto di riferimento culturale per generazioni. La sua storia merita di essere raccontata e preservata.

Mostra e podcast sulla tragedia

Per approfondire ulteriormente la vicenda, è stata organizzata una mostra. L'esposizione si terrà a Palazzo Materi, a Grassano. Il titolo è «Il silenzio e l'eco: il viaggio della Banda di Grassano attraverso i documenti». Sarà visitabile fino al 22 settembre. La mostra presenterà documenti inediti e testimonianze.

All'interno della mostra sarà esposta una scultura in bronzo. L'opera è stata donata da Angelo Bonamassa. Lui è un cittadino di Grassano che vive in Svizzera. Inoltre, tramite un Qr code, sarà possibile ascoltare un podcast. Questo è stato realizzato da Nicola Bonamassa**. Il podcast approfondisce la tragedia della banda.

Promotori dell'iniziativa

Il percorso della memoria è stato reso possibile grazie alla collaborazione di diverse realtà. L'iniziativa è promossa dalla biblioteca comunale «Don Carmine Rotunno». La biblioteca è diretta da don Pino Daraio. Hanno collaborato anche l'attuale Banda di Grassano «Peppe Caruso». Presenti anche l'amministrazione comunale e i comitati delle feste patronali.

La partecipazione di queste diverse entità dimostra l'importanza dell'evento. Si vuole mantenere viva la memoria di un fatto che ha segnato profondamente il territorio. La cultura e la storia locale sono valori da preservare.

Presenza delle autorità

Alla commemorazione del 17 settembre parteciperanno diverse autorità. Saranno presenti i sindaci dei quattro Comuni legati alla vicenda. Si tratta di Grassano, Garaguso, Oliveto Lucano e Calciano. Sarà presente anche il presidente della Provincia di Matera, Francesco Mancini.

La presenza delle istituzioni sottolinea il valore storico e sociale dell'evento. Si vuole dare un segnale di vicinanza alle famiglie colpite dalla tragedia. La memoria collettiva è un patrimonio da custodire.

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