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Gradara: "Il Tempo del Gioco" dal 22 marzo 2026

19 marzo 2026, 16:21 7 min di lettura
Gradara: "Il Tempo del Gioco" dal 22 marzo 2026 Immagine da Wikimedia Commons Gradara
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A Gradara apre al pubblico la mostra "Il Tempo del Gioco". L'esposizione, visitabile dal 22 marzo al 7 giugno 2026, celebra la storia del gioco attraverso la Collezione Loris Betti. Un'immersione ludica nel passato.

Mostra "Il Tempo del Gioco" a Gradara

Il MARV – Museo d’Arte Rubini Vesin di Gradara ospiterà una nuova esposizione. Si intitola "Il Tempo del Gioco – Meraviglie ludiche della Collezione Loris Betti". L'inaugurazione è prevista per sabato 21 marzo 2026. La mostra si protrarrà fino al 7 giugno 2026. Sarà un viaggio affascinante nella storia del gioco. Un'occasione unica per ammirare una ricca raccolta di giochi d'epoca. Questa iniziativa segna il terzo evento del MARV sul tema del gioco. Le precedenti rassegne hanno riscosso grande successo. Si citano "L'arte del gioco. Giochi antichi dalla Collezione Crippa" nel 2023. E "Il Gran Gioco del Mondo. Giochi e stravaganze di Giuseppe Maria Mitelli" tra il 2024 e il 2025. Entrambe le esposizioni sono state realizzate in collaborazione con la Civica Raccolta delle Stampe "A. Bertarelli" di Milano.

Valore culturale e storico del gioco

L'esposizione "Il Tempo del Gioco" mira a sottolineare l'importanza di preservare la cultura ludica. Il gioco viene presentato non solo come fenomeno storico e sociale. Viene anche analizzato come espressione artistica. È un potente mezzo di rappresentazione della società. Funge da prezioso documento storico. Particolare attenzione è rivolta all'impatto educativo del gioco. Questo aspetto viene indagato attraverso diverse epoche e contesti. La Collezione Loris Betti offre una selezione di pezzi rari. Questi oggetti permettono di esplorare l'evoluzione del gioco. Il periodo coperto va dalla fine del Settecento agli anni Ottanta del secolo scorso. La mostra intende fornire una panoramica completa. Il percorso espositivo è articolato in aree tematiche distinte. Un'ampia sezione è dedicata al gioco educativo. Include una piccola parte su giochi dedicati a Pinocchio. Il celebre burattino è un omaggio a Collodi. Quest'anno si celebra il centenario della sua nascita. Nell'ambito educativo, risaltano i giochi pensati per le bambine. Questi giocattoli trasmettevano valori dell'epoca. Si promuoveva l'importanza della cura domestica. Il matrimonio era visto come traguardo naturale per la realizzazione femminile. Altre sezioni esplorano giochi legati ai viaggi. Ci sono quelli ispirati allo sport, al cinema e al precinema. Una piccola esposizione di lanterne magiche e proiettori giocattolo arricchisce l'offerta. Non mancano giochi legati alla pubblicità e all'azzardo. Giochi dell'oca, tombole, carte e tavolieri offrono uno sguardo privilegiato. Permettono di osservare i mutamenti della cultura e della società. Sono chiavi di lettura per comprendere pensieri e abitudini. Si analizzano gusti, sensibilità estetiche e ambizioni delle generazioni passate. Il percorso espositivo prevede un'area interattiva. Qui i visitatori potranno sperimentare riproduzioni dei giochi. Saranno disponibili anche contenuti digitali. Questi approfondimenti potranno essere consultati tramite smartphone.

La Collezione Loris Betti: una passione per il gioco

Loris Betti ha iniziato a collezionare giochi antichi in giovane età. La sua passione è cresciuta nel tempo. Ha sviluppato una consapevolezza del valore culturale e sociale del gioco. La lettura del "Corriere dei Piccoli" ha acceso il suo interesse. Lo avvicinò ai giochi su carta. Nel corso degli anni, ha maturato l'idea di promuovere un'educazione al gioco. Lo considera un fattore culturale e sociale. Vede il gioco come un riflesso delle diverse epoche storiche. Questo interesse si è intrecciato con la sua professione di medico. Ha anche una profonda passione per la storia. Ha studiato gli aspetti politici, sociali e militari. Questo lo ha portato ad avvicinarsi ai giochi di simulazione storica. Lo studio dei giochi lo affascina. Li considera strumenti per comprendere le aspettative. Analizza i valori e gli immaginari di chi li produceva e utilizzava. Nel tempo, ha ampliato la sua raccolta. Ha iniziato a frequentare mercatini. Ha costruito una rete di intermediari e contatti. Questi hanno iniziato a proporgli acquisti. Prima in Italia, poi in Europa. Grazie ad acquisizioni attente e selezionate, ha creato una delle più importanti collezioni di giocattoli. La raccolta copre un arco temporale dalla fine del Settecento agli anni Cinquanta e Sessanta del Novecento. Comprende diverse aree di interesse. La collezione non è un semplice accumulo di oggetti. È uno strumento di studio e conoscenza. Non è un fine a sé stesso. È un mezzo per indagare il gioco come fenomeno sociale e culturale. Da qui nasce l'interesse a presentarla in mostre museali. L'obiettivo è promuovere una maggiore consapevolezza del valore del gioco e dei suoi significati.

Gradara: un legame storico con il gioco

Gradara e il gioco sono un binomio consolidato da quasi trent'anni. Oltre alla celebre Rocca e alla storia di Paolo e Francesca, il borgo medievale è noto per la pratica ludica. Gradara vanta numerosi primati in questo campo. Ha ospitato una delle ludoteche più grandi d'Italia. Questa è stata una fucina di iniziative pionieristiche e progetti internazionali. Ha ideato uno dei principali festival nazionali dedicati al gioco, "Gradara Ludens". È stata nominata la prima Assessore al Gioco d'Italia. Nei primi anni Novanta, Gradara ha avviato un'attività didattica pionieristica. Utilizzava il gioco come strumento per divulgare il patrimonio storico-artistico. Si rivolgeva a studenti e insegnanti. Questa sperimentazione trentennale ha portato allo sviluppo di una metodologia originale. Si tratta di didattica ludica della storia e del patrimonio culturale. Unisce gioco e teatro. È racchiusa nella formula "Gradara in gioco". Offre un'ampia gamma di proposte didattiche. Sono pensate per scuole di ogni ordine e grado. Queste scuole scelgono Gradara per i loro viaggi d'istruzione. Il MARV – Museo d’Arte Rubini Vesin è stato inaugurato a Gradara nel 2022. Si trova a Palazzo Rubini Vesin. Valorizza la storia artistica e culturale del territorio. Lo fa attraverso mostre, ricerca e divulgazione. Si concentra sulla grafica e sui linguaggi dell'arte. Il museo civico di Gradara si distingue per un ciclo espositivo unico in Italia. È iniziato nel 2023. È interamente dedicato al gioco. Lo interpreta come fenomeno storico, sociale e artistico. È uno strumento di rappresentazione della società e documento storico. Il percorso è iniziato con "L’arte del gioco. Giochi antichi dalla collezione Crippa" (settembre-novembre 2023). In collaborazione con la "Achille Bertarelli" di Milano. Ha esposto giochi storici come carte e tavolieri del XVIII-XIX secolo. È proseguito con "Il gran gioco del mondo. Giochi e stravaganze di Giuseppe Maria Mitelli" (settembre 2024-febbraio 2025). Anch'essa in collaborazione con la Bertarelli. Ha presentato oltre cento incisioni dell'artista bolognese (16341718). Tra cui la celebre serie de i 33 giochi. La mostra "Il tempo del gioco. Meraviglie ludiche dalla collezione Loris Betti" aprirà il 22 marzo 2026. Prosegue questo ciclo espositivo. Offre una panoramica sull'evoluzione del gioco tra Ottocento e Novecento. Lo analizza come fenomeno culturale e industriale. Inserendosi nel contesto di Gradara, il MARV si afferma come centro di riferimento nazionale. Si dedica allo studio e alla divulgazione della cultura del gioco. Lo considera un autentico patrimonio storico, artistico e culturale.

Informazioni pratiche sulla mostra

La mostra "Il Tempo del Gioco – Meraviglie ludiche della Collezione Loris Betti" sarà visitabile dal 22 marzo al 7 giugno 2026. Gli orari di apertura sono i seguenti. Da mercoledì a venerdì: dalle 14:30 alle 17:30. Il sabato e la domenica: dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 14:30 alle 17:30. Il lunedì e il martedì il museo resterà chiuso. Il costo del biglietto d'ingresso è di 5,00 €. La mostra è pensata per essere ammirata e anche per essere giocata. Sarà disponibile un'area dedicata. Qui i visitatori potranno provare alcune riproduzioni dei giochi esposti. Saranno inoltre disponibili contenuti digitali di approfondimento. Questi potranno essere consultati gratuitamente tramite il proprio smartphone. L'iniziativa si inserisce nel ricco calendario di eventi culturali di Gradara. Il borgo medievale si conferma meta ideale per chi cerca arte, storia e divertimento.

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