Eventi

Gradara: "Il Tempo del Gioco" apre al MARV nel 2026

19 marzo 2026, 02:46 7 min di lettura
Gradara: "Il Tempo del Gioco" apre al MARV nel 2026 Immagine da Wikimedia Commons Gradara
AD: article-top (horizontal)

La mostra "Il Tempo del Gioco" celebra la storia ludica dal Settecento agli anni Ottanta. Esposti giochi rari e educativi, con un'area interattiva e contenuti digitali. L'evento si terrà al MARV di Gradara dal 22 marzo al 7 giugno 2026.

Mostra "Il Tempo del Gioco" a Gradara

Il MARV – Museo d’Arte Rubini Vesin di Gradara ospiterà un'esposizione affascinante. La mostra si intitola «Il Tempo del Gioco – Meraviglie ludiche della Collezione Loris Betti». L'inaugurazione è prevista per sabato 21 marzo 2026. L'evento segna l'inizio della primavera nel borgo pesarese.

Questa esposizione è la terza dedicata al tema del gioco dal museo. Le precedenti rassegne hanno riscosso grande successo. Si ricordano «L'arte del gioco. Giochi antichi dalla Collezione Crippa» nel 2023. Poi «Il Gran Gioco del Mondo. Giochi e stravaganze di Giuseppe Maria Mitelli» tra il 2024 e il 2025. Entrambe le iniziative sono state realizzate in collaborazione con la Civica Raccolta delle Stampe “A. Bertarelli” di Milano.

La mostra mira a sottolineare l'importanza del gioco. Non solo come fenomeno storico e sociale. Ma anche come espressione artistica. Il gioco è un potente mezzo di rappresentazione della società. Offre preziosi documenti storici. L'esposizione indaga l'impatto educativo del gioco. Questo attraverso diverse epoche e contesti.

La Collezione Loris Betti in mostra

La Collezione Loris Betti costituisce il cuore dell'esposizione. Presenta una selezione di pezzi rari e curiosi. Questi oggetti permettono di esplorare l'evoluzione del gioco. Il periodo coperto va dalla fine del Settecento agli anni Ottanta del Novecento. La mostra offre una panoramica completa di questa ricca raccolta.

Il percorso espositivo è organizzato in aree tematiche. Un'ampia sezione è dedicata al gioco educativo. Qui si trova una piccola parte dedicata a Pinocchio. Il celebre burattino di Collodi è omaggiato per il centenario della sua nascita. Questo omaggio si lega al tema educativo.

Particolarmente interessanti sono i giochi destinati alle bambine. Questi giocattoli trasmettevano valori specifici. L'importanza della cura domestica era centrale. Il matrimonio era visto come traguardo naturale per la realizzazione femminile. Queste sezioni riflettono la mentalità dell'epoca.

Altre aree tematiche esplorano giochi legati ai viaggi. Vi sono poi giochi ispirati allo sport. Il cinema e il precinema sono rappresentati. Una piccola esposizione di lanterne magiche e proiettori giocattolo è inclusa. Non mancano sezioni dedicate alla pubblicità e all'azzardo.

Giochi dell'oca, tombole, carte e tavolieri offrono uno spaccato unico. Permettono di osservare i mutamenti culturali e sociali. Sono vere e proprie chiavi di lettura. Aiutano a comprendere pensieri e abitudini. Offrono uno sguardo su gusti, sensibilità estetiche e ambizioni delle generazioni passate.

Esperienze interattive e digitali

Il percorso espositivo non è solo da ammirare. Prevede un'area dedicata alla sperimentazione. Qui i visitatori potranno provare alcune riproduzioni dei giochi esposti. Questa interazione permette un coinvolgimento diretto. Offre un'esperienza ludica e didattica.

Per approfondire ulteriormente, sono disponibili contenuti digitali. Questi possono essere consultati in autonomia. I visitatori potranno accedervi tramite il proprio smartphone. Questo arricchisce la visita con informazioni aggiuntive. Offre contesti storici e culturali.

La mostra rimarrà aperta al pubblico fino al 7 giugno 2026. Un'opportunità imperdibile per scoprire la storia del gioco. Un viaggio attraverso epoche e culture. La sede è il MARV, un museo che valorizza il patrimonio artistico e culturale.

La figura di Loris Betti e la sua collezione

Loris Betti ha iniziato a collezionare giochi antichi fin da giovane. La sua passione è cresciuta nel tempo. Ha sviluppato una consapevolezza sempre maggiore del valore culturale del gioco. La lettura del Corriere dei Piccoli da bambino lo ha avvicinato ai giochi su carta.

Nel corso degli anni, ha maturato l'idea di promuovere un'educazione al gioco. Lo considera un fattore culturale e sociale. Vede il gioco come un riflesso delle diverse epoche storiche. Questo interesse si è intrecciato con la sua professione di medico.

Parallelamente, Betti coltiva una passione per la storia. Studia gli aspetti politici, sociali e militari. Questo lo ha portato ad avvicinarsi ai giochi di simulazione storica. Lo affascina lo studio dei giochi come strumenti di comprensione. Permettono di indagare aspettative, valori e immaginari di chi li creava e li utilizzava.

La sua collezione si è ampliata nel tempo. Partendo dai mercatini, ha costruito una rete di intermediari. Questi hanno iniziato a proporgli l'acquisto di giocattoli. Inizialmente in Italia, poi anche in Europa. Grazie ad acquisizioni attente e selezionate, ha creato una delle più importanti collezioni di giocattoli.

La raccolta copre un arco temporale esteso. Va dalla fine del Settecento agli anni Cinquanta e Sessanta del Novecento. Comprende diverse aree di interesse. La collezione non è un semplice accumulo di oggetti. È uno strumento di studio e conoscenza. Un mezzo per indagare il gioco come fenomeno sociale e culturale.

Da qui nasce l'interesse a presentarla in ambito museale. L'obiettivo è promuovere una maggiore consapevolezza del valore del gioco. E dei suoi molteplici significati. La mostra al MARV è un passo importante in questa direzione.

Gradara: un borgo con una forte vocazione ludica

Gradara e il gioco sono un binomio consolidato da quasi trent'anni. Oltre alla celebre Rocca e alla storia di Paolo e Francesca, il borgo è noto per la pratica ludica. Questa permea la vita cittadina in modo significativo.

Gradara vanta diversi primati in questo campo. Ha ospitato una delle ludoteche più grandi e importanti d'Italia. Questa è stata una fucina di iniziative pionieristiche e progetti internazionali. Il borgo ha ideato uno dei principali festival nazionali dedicati al gioco.

Questo festival si chiama «Gradara Ludens». Inoltre, Gradara ha nominato il primo Assessore al Gioco d'Italia. Queste iniziative dimostrano un impegno concreto verso la cultura ludica.

Nei primi anni Novanta, Gradara ha avviato un'attività didattica pionieristica. Utilizzava il gioco come strumento per divulgare il patrimonio storico-artistico. Era rivolta a studenti e insegnanti. Questa sperimentazione trentennale ha portato allo sviluppo di una metodologia originale.

La metodologia unisce gioco e teatro. È racchiusa nella formula «Gradara in gioco». Si traduce in una ricca offerta di proposte didattiche. Queste sono pensate per scuole di ogni ordine e grado. Le scuole che scelgono Gradara per i loro viaggi d'istruzione ne beneficiano.

Il MARV – Museo d’Arte Rubini Vesin è stato inaugurato a Gradara nel 2022. Si trova a Palazzo Rubini Vesin. Il museo valorizza la storia artistica e culturale del territorio. Lo fa attraverso mostre, ricerca e divulgazione. Si concentra sulla grafica e sui linguaggi dell'arte.

Il museo civico gradarese si distingue per un ciclo espositivo unico in Italia. Avviato nel 2023, è interamente dedicato al gioco. Lo interpreta come fenomeno storico, sociale e artistico. Lo considera uno strumento di rappresentazione della società e un documento storico.

Il percorso è iniziato con «L’arte del gioco. Giochi antichi dalla collezione Crippa». Si è svolto da settembre a novembre 2023. In collaborazione con la Civica Raccolta delle Stampe “Achille Bertarelli” di Milano. Sono stati esposti giochi storici come carte e tavolieri del XVIII-XIX secolo.

È proseguito con «Il gran gioco del mondo. Giochi e stravaganze di Giuseppe Maria Mitelli». Questa mostra è stata visitabile da settembre 2024 a febbraio 2025. Anch'essa realizzata con la Bertarelli. Ha presentato oltre cento incisioni dell'artista bolognese (1634–1718). Tra cui la celebre serie de i 33 giochi.

La mostra «Il tempo del gioco. Meraviglie ludiche dalla collezione Loris Betti» prosegue questo ciclo. Sarà aperta al pubblico il 22 marzo 2026. Offre una panoramica sull'evoluzione del gioco tra Ottocento e Novecento. Lo analizza come fenomeno culturale e industriale.

Inserendosi nel contesto di Gradara, il MARV si afferma come centro di riferimento nazionale. Si dedica allo studio e alla divulgazione della cultura del gioco. Lo considera un autentico patrimonio storico, artistico e culturale. La mostra rappresenta un'importante tappa di questo percorso.

Informazioni pratiche sulla mostra

La mostra «Il Tempo del Gioco – Meraviglie ludiche della Collezione Loris Betti» si terrà dal 22 marzo al 7 giugno 2026. Gli orari di apertura sono i seguenti: da mercoledì a venerdì dalle 14:30 alle 17:30. Il sabato e la domenica, gli orari sono 10:00 – 13:00 e 14:30 – 17:30. Il museo osserva un giorno di chiusura il lunedì e il martedì.

Il costo del biglietto d'ingresso è di 5,00 €. La mostra offre un'esperienza completa. È possibile ammirare gli oggetti e anche giocarci. È disponibile un'area con riproduzioni giocabili di alcuni dei giochi esposti. Questo permette un'interazione diretta.

Inoltre, sono presenti contenuti digitali di approfondimento. Questi sono accessibili tramite smartphone. Offrono ulteriori dettagli e contesti sulla collezione e sul gioco.

AD: article-bottom (horizontal)