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Gradara: "Il Tempo del Gioco" apre al MARV nel 2026

19 marzo 2026, 00:19 7 min di lettura
Gradara: "Il Tempo del Gioco" apre al MARV nel 2026 Immagine da Wikimedia Commons Gradara
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La mostra "Il Tempo del Gioco" sarà visitabile al MARV di Gradara dal 22 marzo al 7 giugno 2026. L'esposizione celebra la storia del gioco attraverso la Collezione Loris Betti.

Mostra "Il Tempo del Gioco" a Gradara

Il MARV – Museo d’Arte Rubini Vesin di Gradara si prepara ad accogliere un evento culturale di rilievo. La mostra intitolata “Il Tempo del Gioco – Meraviglie ludiche della Collezione Loris Betti” aprirà i battenti il prossimo 22 marzo 2026. L'esposizione rimarrà visitabile fino al 7 giugno 2026, offrendo un'immersione completa nel mondo del gioco attraverso i secoli.

Questo evento rappresenta il terzo appuntamento consecutivo che il museo dedica a questo affascinante tema. Le precedenti edizioni hanno riscosso un notevole successo di pubblico e critica. Si ricordano infatti “L’arte del gioco. Giochi antichi dalla Collezione Crippa” nel 2023 e “Il Gran Gioco del Mondo. Giochi e stravaganze di Giuseppe Maria Mitelli” tra il 2024 e il 2025. Entrambe le rassegne sono state realizzate in stretta collaborazione con la prestigiosa Civica Raccolta delle Stampe “A. Bertarelli” del Castello Sforzesco di Milano.

La mostra mira a sottolineare l'importanza fondamentale di preservare e promuovere la cultura del gioco. Il gioco viene qui inteso non solo come fenomeno storico, sociale e artistico. Viene anche considerato un potente mezzo di rappresentazione della società. Inoltre, rappresenta un prezioso documento storico, capace di rivelare molto sulle epoche passate. Particolare attenzione sarà dedicata al suo impatto educativo in diversi contesti storici.

La Collezione Loris Betti in esposizione

Il cuore pulsante dell'esposizione è la Collezione Loris Betti. Questa raccolta comprende una selezione accurata di pezzi rari e curiosi. Essi permettono di esplorare l'evoluzione del gioco in un ampio arco temporale. L'indagine parte dalla fine del Settecento per arrivare fino agli anni Ottanta del secolo scorso. La mostra si propone di offrire una panoramica esaustiva di questa ricca collezione. Il percorso espositivo sarà articolato in diverse aree tematiche, facilitando la comprensione del visitatore.

Un'ampia sezione sarà dedicata al gioco educativo. Qui troverà spazio una piccola ma significativa area dedicata ai giochi con protagonista Pinocchio. Il celebre burattino, nato dalla penna di Carlo Collodi, è omaggiato in occasione del centenario della nascita dello scrittore. Nell'ambito educativo, particolare interesse rivestono i giochi pensati per le bambine. Questi manufatti erano spesso finalizzati a trasmettere valori specifici. Si pensi all'importanza della cura domestica e al matrimonio. Quest'ultimo era visto come un traguardo naturale per la realizzazione femminile, secondo la mentalità dell'epoca.

Le altre sezioni tematiche esploreranno giochi legati ai viaggi, allo sport e al cinema. Sarà presente anche una piccola esposizione dedicata al precinema. Questa includerà lanterne magiche e proiettori giocattolo. Non mancheranno giochi ispirati alla pubblicità e all'azzardo. Giochi classici come i giochi dell'oca, le tomboli, le carte e i tavolieri offriranno un punto di osservazione privilegiato. Permetteranno di cogliere i mutamenti della cultura e della società nel corso del tempo. Essi si configurano come vere e proprie chiavi di lettura. Consentono di comprendere pensieri, abitudini, gusti estetici e ambizioni delle generazioni passate.

Per rendere l'esperienza ancora più interattiva, il percorso espositivo prevede un'area dedicata. Qui i visitatori potranno sperimentare direttamente alcuni dei giochi esposti, attraverso riproduzioni fedeli. Inoltre, saranno disponibili contenuti digitali di approfondimento. Questi potranno essere consultati autonomamente tramite smartphone, arricchendo la visita con ulteriori dettagli e contestualizzazioni.

La genesi della Collezione Loris Betti

Loris Betti ha iniziato la sua avventura nel collezionismo di giochi antichi in giovane età. Il suo interesse per il valore culturale e sociale del gioco è cresciuto costantemente nel tempo. La passione è nata fin dall'infanzia, alimentata dalla lettura del “Corriere dei Piccoli”. Questa rivista lo avvicinò ai giochi proposti su carta. Nel corso degli anni, ha maturato l'idea di promuovere un'educazione al gioco. La intende come un fattore culturale e sociale, ma anche come un riflesso delle diverse epoche storiche.

Questo interesse si è intrecciato con la sua professione di medico. Si è affiancato a una parallela passione per la storia. La sua indagine storica spaziava dagli aspetti politici, sociali e militari. Ciò lo ha portato ad avvicinarsi anche ai giochi di simulazione storica. In questa prospettiva, lo studio dei giochi come strumenti per comprendere le aspettative, i valori e gli immaginari di chi li produceva e li utilizzava è diventato centrale.

Nel corso del tempo, ha ampliato significativamente la sua raccolta. Partendo dai mercatini, ha costruito una preziosa e capillare rete di intermediari e contatti. Questi hanno iniziato a proporgli l'acquisto di giocattoli, prima in Italia e poi anche in ambito europeo. Grazie a una serie di acquisizioni attente e accuratamente selezionate, è riuscito a creare una delle più importanti collezioni di giocattoli esistenti. La collezione copre un arco cronologico che va dalla fine del Settecento agli anni Cinquanta e Sessanta del Novecento. Comprende diverse aree di interesse tematico.

La collezione non è nata come un semplice accumulo di oggetti. È stata concepita come uno strumento di studio e conoscenza. Non un insieme fine a sé stesso, ma un mezzo per indagare il gioco come fenomeno sociale e culturale. Da questa visione deriva l'interesse a presentarla in ambito espositivo museale. L'obiettivo è promuovere una più ampia consapevolezza del valore del gioco e dei suoi molteplici significati.

Gradara: un borgo a vocazione ludica

Gradara e il gioco rappresentano un binomio inscindibile da quasi trent'anni. Oltre alla celebre Rocca e alla storia d'amore di Paolo e Francesca, il borgo medievale è rinomato per la pratica ludica che permea la vita cittadina. Gradara vanta numerosi primati in questo campo. Tra questi, l'aver ospitato una delle ludoteche più grandi e significative d'Italia. Questa è stata una fucina di iniziative pionieristiche e progetti internazionali. Gradara ha anche ideato uno dei principali festival nazionali dedicati al gioco, “Gradara Ludens”. Inoltre, ha nominato il primo Assessore al Gioco d’Italia.

Nei primi anni Novanta, Gradara ha avviato un'attività didattica pionieristica. Questa si basava sull'uso del gioco come strumento per divulgare il patrimonio storico-artistico a studenti e insegnanti. Questa sperimentazione trentennale ha portato allo sviluppo di una metodologia originale. Si tratta di una didattica ludica della storia e del patrimonio culturale. Essa unisce gioco e teatro, racchiusa nella formula “Gradara in gioco”. Questa metodologia si traduce in una ricca offerta di proposte didattiche per scuole di ogni ordine e grado. Molte scuole scelgono Gradara come destinazione per i loro viaggi d’istruzione.

Il MARV – Museo d’Arte Rubini Vesin, inaugurato a Gradara nel 2022 presso Palazzo Rubini Vesin, valorizza la storia artistica e culturale del territorio. Lo fa attraverso mostre, ricerca e divulgazione sulla grafica e sui linguaggi dell’arte. In particolare, il museo civico gradarese si distingue per un ciclo espositivo unico in Italia. Avviato nel 2023, è interamente dedicato al gioco. Il gioco viene interpretato come fenomeno storico, sociale e artistico. È visto come strumento di rappresentazione della società e documento storico.

Il percorso espositivo del MARV sul gioco è iniziato con “L’arte del gioco. Giochi antichi dalla collezione Crippa” (settembre-novembre 2023). Questa mostra, realizzata in collaborazione con la Civica Raccolta delle Stampe “Achille Bertarelli” di Milano, ha esposto giochi storici come carte e tavolieri del XVIII-XIX secolo. È proseguita con “Il gran gioco del mondo. Giochi e stravaganze di Giuseppe Maria Mitelli” (settembre 2024-febbraio 2025). Anche questa, in collaborazione con la Bertarelli, ha presentato oltre cento incisioni dell’artista bolognese (16341718), inclusa la celebre serie dei 33 giochi.

La mostra “Il Tempo del Gioco. Meraviglie ludiche dalla collezione Loris Betti”, che aprirà al pubblico il prossimo 22 marzo 2026, prosegue questo ciclo espositivo. Offre una panoramica sull'evoluzione del gioco tra Ottocento e Novecento. Il gioco viene analizzato come fenomeno culturale e industriale. Inserendosi nel contesto di Gradara, il MARV si afferma come un centro di riferimento nazionale. È un punto di riferimento per lo studio e la divulgazione della cultura del gioco. Questo viene interpretato come autentico patrimonio storico, artistico e culturale.

Informazioni pratiche sulla mostra

La mostra “Il Tempo del Gioco – Meraviglie ludiche della Collezione Loris Betti” sarà aperta al pubblico dal 22 marzo al 7 giugno 2026. Gli orari di visita sono i seguenti: dal mercoledì al venerdì dalle ore 14:30 alle 17:30. Il sabato e la domenica gli orari saranno dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 14:30 alle 17:30. Il museo resterà chiuso il lunedì e il martedì. Il costo del biglietto d'ingresso è di 5,00 euro.

La mostra è pensata per essere sia ammirata che giocata. Sarà infatti a disposizione dei visitatori un'area dedicata con riproduzioni giocabili di alcuni dei giochi in esposizione. Inoltre, contenuti digitali di approfondimento saranno accessibili tramite smartphone. L'iniziativa si inserisce nel ricco calendario di eventi culturali di Gradara, un borgo che da anni promuove attivamente la cultura del gioco e la sua importanza storica e sociale.

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