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Gradara: "Il Tempo del Gioco" apre al MARV dal 22 marzo 2026

19 marzo 2026, 06:31 7 min di lettura
Gradara: "Il Tempo del Gioco" apre al MARV dal 22 marzo 2026 Immagine da Wikimedia Commons Gradara
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La mostra "Il Tempo del Gioco" celebra la storia del giocattolo al MARV di Gradara. Dal 22 marzo al 7 giugno 2026, un viaggio ludico attraverso epoche e culture.

Mostra "Il Tempo del Gioco" a Gradara

Il MARV – Museo d’Arte Rubini Vesin di Gradara si prepara ad accogliere un evento imperdibile. La nuova esposizione dedicata al mondo del gioco aprirà le sue porte al pubblico il prossimo 21 marzo 2026. L'inaugurazione segna l'inizio di un'esperienza unica nel suo genere.

La mostra, intitolata «Il Tempo del Gioco – Meraviglie ludiche della Collezione Loris Betti», promette di affascinare visitatori di ogni età. Celebra la storia e il valore intrinseco del gioco. Il tutto attraverso una raccolta eccezionale di giocattoli d'epoca. Questa è la terza iniziativa del MARV su questo affascinante tema. Le precedenti rassegne hanno riscosso notevole successo.

Si ricordano infatti «L'arte del gioco. Giochi antichi dalla Collezione Crippa» nel 2023. E «Il Gran Gioco del Mondo. Giochi e stravaganze di Giuseppe Maria Mitelli» tra il 2024 e il 2025. Entrambe le esposizioni sono state realizzate in partnership con la Civica Raccolta delle Stampe “A. Bertarelli” di Milano.

Un Viaggio nella Storia del Gioco

L'obiettivo primario de «Il Tempo del Gioco» è sensibilizzare sull'importanza di preservare e valorizzare la cultura ludica. Il gioco viene presentato non solo come fenomeno storico e sociale. Viene anche analizzato come espressione artistica e documento storico. Si indaga il suo impatto educativo attraverso diverse epoche e contesti culturali.

La Collezione Loris Betti offre una selezione meticolosa di pezzi rari e curiosi. Questi permettono di tracciare l'evoluzione del gioco. Il percorso copre un arco temporale esteso. Inizia dalla fine del Settecento e arriva fino agli anni Ottanta del secolo scorso. La mostra mira a fornire una panoramica completa di questa ricca raccolta.

Il percorso espositivo è organizzato in aree tematiche ben definite. Un’ampia sezione è dedicata al gioco educativo. Qui trova spazio una piccola area dedicata a Pinocchio. Il celebre burattino, creato da Carlo Collodi, è omaggiato in occasione del centenario della sua nascita. Questo aspetto sottolinea il valore pedagogico del gioco.

Particolarmente interessanti sono i giochi pensati per le bambine. Questi miravano a trasmettere valori specifici. Spesso enfatizzavano la cura domestica e il matrimonio. Considerati traguardi naturali per la realizzazione femminile nell'epoca di riferimento. Altre sezioni esplorano giochi legati ai viaggi. E ancora quelli ispirati allo sport, al cinema e al precinema. Quest'ultimo include lanterne magiche e proiettori giocattolo.

Non mancano aree dedicate alla pubblicità e all'azzardo. Giochi come il Gioco dell'Oca, le tombole e i tavolieri offrono uno spaccato privilegiato. Permettono di osservare i mutamenti culturali e sociali nel tempo. Essi fungono da chiavi di lettura per comprendere abitudini, gusti estetici e ambizioni delle generazioni passate.

Interattività e Approfondimenti Digitali

Un elemento distintivo della mostra è l'area interattiva. Qui i visitatori potranno sperimentare direttamente alcuni dei giochi esposti. Questa sezione permette un coinvolgimento diretto. Rende l'esperienza più memorabile e divertente. Si offre la possibilità di toccare con mano la storia del gioco.

Inoltre, la mostra integra contenuti digitali avanzati. Questi sono accessibili tramite smartphone. Consentono approfondimenti autonomi. Offrono ulteriori dettagli storici e contestuali. Un modo moderno per arricchire la visita. La mostra rimarrà aperta al pubblico fino al 7 giugno 2026. Un periodo esteso per permettere a tutti di visitarla.

La Collezione Loris Betti: Passione e Cultura

La passione di Loris Betti per i giochi antichi nasce fin dall'infanzia. La lettura del «Corriere dei Piccoli» lo avvicina ai giochi su carta. Nel tempo, sviluppa una consapevolezza crescente del valore culturale e sociale del gioco. La sua visione va oltre la semplice collezione. Mira a promuovere un'educazione ludica.

Il gioco è inteso come fattore culturale e sociale. È anche un riflesso delle epoche storiche. Questo interesse si intreccia con la sua professione di medico. E con una parallela passione per la storia. La sua ricerca storica abbraccia aspetti politici, sociali e militari. Questo lo porta ad avvicinarsi ai giochi di simulazione storica.

Betti è affascinato dallo studio dei giochi. Li considera strumenti per comprendere aspettative, valori e immaginari. Sia di chi li produceva che di chi li utilizzava. Nel corso degli anni, ha ampliato la sua raccolta. Ha costruito una rete capillare di intermediari. Inizia ad acquistare giocattoli in Italia e poi in Europa.

Grazie ad acquisizioni attente e selezionate, ha creato una delle più importanti collezioni di giocattoli. Copre un arco temporale dalla fine del Settecento agli anni Cinquanta e Sessanta del Novecento. La collezione non è un semplice accumulo. È uno strumento di studio e conoscenza. Un mezzo per indagare il gioco come fenomeno sociale e culturale.

Da qui nasce l'interesse a presentarla in contesti museali. L'obiettivo è promuovere una maggiore consapevolezza del valore del gioco. E dei suoi molteplici significati. La mostra al MARV rappresenta un'importante occasione per condividere questa passione.

Gradara: Un Borgo Intriso di Cultura Ludica

Gradara e il gioco sono un binomio inscindibile da quasi trent'anni. Oltre alla celebre Rocca e alla storia di Paolo e Francesca, il borgo medievale è noto per la sua vocazione ludica. Gradara vanta numerosi primati in questo campo. Ha ospitato una delle ludoteche più grandi d'Italia.

È stata fucina di iniziative pionieristiche e progetti internazionali. Ha ideato uno dei principali festival nazionali dedicati al gioco. Si chiama «Gradara Ludens». Gradara è stata anche la sede della nomina del primo Assessore al Gioco d'Italia. Un riconoscimento della sua importanza nel settore.

Nei primi anni Novanta, Gradara ha avviato un'attività didattica innovativa. Basata sul gioco come strumento per divulgare il patrimonio storico-artistico. Questa sperimentazione trentennale ha portato allo sviluppo di una metodologia originale. Unisce gioco e teatro. È racchiusa nella formula «Gradara in gioco».

Questa metodologia si traduce in un'ampia offerta didattica. È rivolta alle scuole di ogni ordine e grado. Molte scelgono Gradara come meta per i loro viaggi d'istruzione. Il borgo offre un'esperienza educativa unica. Unisce storia, arte e divertimento.

Il MARV: Un Centro di Eccellenza Ludica

Il MARV – Museo d’Arte Rubini Vesin è stato inaugurato a Gradara nel 2022. Sorge a Palazzo Rubini Vesin. Il museo valorizza la storia artistica e culturale del territorio. Lo fa attraverso mostre, ricerca e divulgazione. Si concentra sulla grafica e sui linguaggi dell'arte.

Il museo civico gradarese si distingue per un ciclo espositivo unico in Italia. Avviato nel 2023, è interamente dedicato al gioco. Il gioco è interpretato come fenomeno storico, sociale e artistico. È visto come strumento di rappresentazione della società e documento storico.

Il percorso espositivo è iniziato con «L’arte del gioco. Giochi antichi dalla collezione Crippa». Esposta tra settembre e novembre 2023. In collaborazione con la Civica Raccolta delle Stampe “Achille Bertarelli” di Milano. Sono stati esposti giochi storici come carte e tavolieri del XVIII-XIX secolo.

È proseguito con «Il gran gioco del mondo. Giochi e stravaganze di Giuseppe Maria Mitelli». Tra settembre 2024 e febbraio 2025. Anch'essa in collaborazione con la Bertarelli. Presentava oltre cento incisioni dell'artista bolognese (1634–1718). Tra cui la celebre serie de i 33 giochi.

La mostra «Il Tempo del Gioco. Meraviglie ludiche dalla collezione Loris Betti» prosegue questo ciclo. Aprirà al pubblico il 22 marzo 2026. Offre una panoramica sull'evoluzione del gioco tra Ottocento e Novecento. Lo analizza come fenomeno culturale e industriale. Inserendosi nel contesto di Gradara, il MARV si afferma come centro di riferimento nazionale. Si dedica allo studio e alla divulgazione della cultura del gioco. Interpretato come autentico patrimonio storico, artistico e culturale.

Informazioni Utili sulla Mostra

La mostra «Il Tempo del Gioco – Meraviglie ludiche della Collezione Loris Betti» sarà visitabile dal 22 marzo al 7 giugno 2026. Gli orari di apertura sono i seguenti: dal mercoledì al venerdì dalle 14:30 alle 17:30. Il sabato e la domenica dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 14:30 alle 17:30. Il lunedì e il martedì il museo resterà chiuso.

Il costo del biglietto d'ingresso è di 5,00 euro. La mostra è pensata per essere sia ammirata che giocata. È disponibile un'area con riproduzioni giocabili di alcuni dei giochi esposti. I visitatori sono incoraggiati a interagire. Sono inoltre presenti contenuti digitali di approfondimento. Accessibili tramite il proprio smartphone per un'esperienza completa.

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