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Le spoglie di 32 soldati italiani, caduti durante la Prima Guerra Mondiale, sono state rimpatriate dopo oltre un secolo. Una cerimonia si è tenuta al Sacrario di Redipuglia per commemorare il loro sacrificio.

Rientro salme caduti prima guerra mondiale

Un gruppo di 32 militari italiani, scomparsi durante la Prima Guerra Mondiale, ha fatto ritorno in patria. I loro resti, rinvenuti in Slovenia, sono stati accolti con una cerimonia solenne. L'evento si è svolto presso il Sacrario militare di Redipuglia, in provincia di Gorizia.

Alla commemorazione hanno partecipato diverse autorità. Tra queste, la sottosegretaria alla Difesa, Isabella Rauti. Presente anche il Capo di Stato Maggiore dell'Esercito, generale Carmine Masiello. Non è mancata Paola Del Din, Medaglia d'Oro al valor militare, che ha 103 anni.

Commemorazione a Redipuglia per i soldati ignoti

I 32 soldati, tutti ignoti, sono stati scoperti nel 2022. Il ritrovamento è avvenuto nell'area di Vrtojba. Le loro spoglie saranno ora tumulate nel Sacrario militare di Oslavia. Il rimpatrio è stato possibile grazie alla cooperazione tra le autorità italiane e slovene. L'Ufficio per la tutela della cultura e della memoria della Difesa ha svolto un ruolo chiave.

La certezza che si trattasse di militari italiani deriva dal ritrovamento di equipaggiamenti dell'epoca. Questi appartenevano al Regio Esercito. Successive analisi scientifiche hanno confermato l'identità. La sottosegretaria Rauti ha definito il saluto un «impegno morale». Ha sottolineato l'importanza di onorare chi ha combattuto fino all'estremo sacrificio per la Patria.

Un legame tra passato e presente

Isabella Rauti ha evidenziato il legame che unisce i caduti di tutte le guerre. Ha collegato il loro sacrificio agli uomini e donne in uniforme di oggi. Questi ultimi lavorano per la sicurezza del Paese. Difendono i valori di libertà e pace, sia in Italia che all'estero.

Il generale Carmine Masiello ha descritto il rientro come un «atto di giustizia». Ha ammesso che poco si conosce di questi soldati. Non si conoscono i reparti o i nomi. Tuttavia, il loro altissimo senso del dovere è innegabile. Hanno servito l'Italia fedeli al loro giuramento.

Il dovere di custodire la memoria

Il generale Andrea Rispoli, capo dell'Utcmd, ha parlato di un dovere che il tempo non ha cancellato. Ha affermato che cercare, recuperare e custodire la memoria dei caduti è fondamentale. Questo ritorno in patria rappresenta il compimento di tale dovere. Il recupero dei resti è un gesto di rispetto verso chi ha dato la vita.

La cerimonia ha rappresentato un momento di profonda riflessione. Ha ricordato il costo umano della Grande Guerra. Ha sottolineato l'importanza di non dimenticare chi ha sacrificato la propria vita per il Paese. La collaborazione internazionale ha permesso di restituire degna sepoltura a questi soldati.

Domande e Risposte

D: Dove sono state ritrovate le spoglie dei 32 militari?
R: Le spoglie sono state ritrovate in Slovenia, nell'area di Vrtojba.

D: Dove saranno sepolti i militari rientrati in Italia?
R: I militari saranno sepolti nel Sacrario militare di Oslavia.