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La riqualificazione del parco Basaglia a Gorizia porta alla luce storie di internamento psichiatrico. Una discendente ricorda la sua bisnonna, rinchiusa nel 1912.

Rinnovato parco Basaglia a Gorizia

Il parco Basaglia a Gorizia è stato recentemente riqualificato. L'area verde ora presenta un nuovo volto. La riapertura segna un momento importante per la città. Molte persone hanno partecipato all'evento inaugurale.

La riqualificazione porta con sé anche le memorie del passato. Quest'area è stata per decenni luogo di internamento per persone con disturbi psichici. Le storie di chi ha vissuto quei periodi emergono con forza.

La memoria di Patrizia Dughero

Tra i presenti all'inaugurazione c'era Patrizia Dughero. La donna è originaria di Gorizia. Ha voluto essere presente per un motivo molto personale. La sua bisnonna fu internata in questo luogo.

Patrizia ha condiviso un ricordo toccante. «Penso a cosa passò lei qui quando venne internata nel 1912», ha affermato. La bisnonna fu rinchiusa con la motivazione di essere «agitata».

«Ci venne rinchiusa nel 1912 come 'agitata'», ha spiegato Patrizia. Queste parole risuonano con forza nel contesto attuale. La presenza della nipote all'inaugurazione assume un significato profondo. Rappresenta un omaggio alla sua antenata.

Storie di internamento e rinascita

Il parco Basaglia custodisce dunque molte storie. Storie di sofferenza e di vite difficili. L'internamento per motivi psichiatrici era una realtà complessa. Spesso le diagnosi erano sommarie. L'etichetta di «agitata» era frequente.

Oggi, il parco rappresenta un luogo di rinascita. La riqualificazione mira a trasformare uno spazio di memoria in un luogo di aggregazione. Un luogo dove la comunità possa ritrovarsi. Un luogo che guarda al futuro.

Patrizia Dughero ha voluto esserci per questo. Per testimoniare il legame tra passato e presente. Per onorare la memoria della sua bisnonna. La sua presenza sottolinea l'importanza di non dimenticare.

La riqualificazione del parco Basaglia è un simbolo. Simboleggia la volontà di superare le pagine più oscure. Di creare spazi più inclusivi e accoglienti. Un nuovo inizio per un luogo carico di storia.