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Una panchina gialla è stata installata nel polo universitario di Gorizia per commemorare Giulio Regeni. L'iniziativa mira a preservare la memoria del ricercatore e promuovere la libertà di ricerca.

Una panchina gialla per Giulio Regeni

Una panchina di colore giallo è stata inaugurata oggi nel chiostro del polo universitario di Santa Chiara. La sede goriziana dell'Università di Udine ospita ora questo simbolo. L'installazione commemora Giulio Regeni, giovane ricercatore friulano. La cerimonia si è svolta nel decimo anniversario della sua tragica scomparsa. L'evento ha visto la partecipazione dei genitori di Giulio.

L'idea di dedicare una panchina a Regeni è partita da don Alberto De Nadai. L'iniziativa ha ottenuto il sostegno degli atenei di Udine, Trieste e Nova Gorica. Il Comune di Gorizia ha concesso il suo patrocinio. Questo progetto si inserisce in un'iniziativa nazionale più ampia. Si chiama "Le università per Giulio Regeni". L'obiettivo è promuovere la libertà di ricerca. Il progetto è supportato dalla Fondazione Elena Cattaneo, Fandango e Ganesh produzioni.

Presenti genitori e istituzioni

Alla cerimonia di inaugurazione erano presenti Paola Deffendi e Claudio Regeni, genitori di Giulio. Hanno partecipato anche rappresentanti delle istituzioni universitarie. Erano presenti delegati del Comune di Gorizia. Hanno preso parte anche studenti e membri della comunità locale. Quest'ultima aveva conosciuto Giulio in passato. Era sindaco del Consiglio comunale dei ragazzi di Fiumicello. Dopo la posa della panchina, è stato proiettato un documentario. Il film si intitola "Giulio Regeni. Tutto il male del mondo".

Un simbolo di memoria e libertà

La panchina gialla rappresenta un punto di incontro tra diversi valori. Lo ha sottolineato Renata Kodilja, delegata dell'ateneo friulano per la sede di Gorizia. «Questa panchina unisce il ricordo del ricercatore, il valore della libertà di studio e l'impegno per l'inclusione», ha affermato. La panchina diventa così un monito tangibile. Ricorda l'importanza della ricerca libera e del pensiero critico. L'iniziativa vuole promuovere l'inclusione sociale.

Laura Zanin, delegata alle pari opportunità dell'Università di Udine, ha evidenziato il ruolo della panchina. La considera «un presidio di memoria». Servirà a ricordare alle future generazioni un principio fondamentale. «Libertà di ricerca, pensiero ed espressione vanno sempre preservate», ha dichiarato Zanin. La panchina gialla vuole essere un luogo di riflessione. Invita a non dimenticare il sacrificio di Giulio Regeni. Promuove la difesa dei diritti umani e della libertà accademica. L'evento rafforza il legame tra la comunità locale e l'università.

L'importanza della memoria attiva

L'installazione della panchina gialla a Gorizia assume un significato profondo. Va oltre il semplice ricordo di una persona. Diventa un simbolo concreto dell'impegno civile. Le università, attraverso questa iniziativa, ribadiscono il loro ruolo sociale. Promuovono la cultura della legalità e del rispetto dei diritti. La scelta del colore giallo non è casuale. Spesso associato alla speranza e alla rinascita. In questo contesto, rappresenta la speranza di giustizia. E la volontà di costruire un futuro basato sulla verità.

La collaborazione tra diverse istituzioni è un altro aspetto cruciale. L'Università di Udine, quella di Trieste e l'ateneo di Nova Gorica dimostrano unità d'intenti. Il patrocinio del Comune di Gorizia sottolinea l'importanza dell'evento per la città. La presenza dei genitori di Giulio Regeni conferisce un'emozione particolare alla cerimonia. La loro partecipazione testimonia la forza del loro legame con il figlio. E il loro impegno a non dimenticare.

Il progetto nazionale «Le università per Giulio Regeni» mira a creare una rete di memoria. Diffondere il messaggio di libertà di ricerca in tutto il paese. La Fondazione Elena Cattaneo e gli altri partner contribuiscono a dare risonanza all'iniziativa. Il docufilm proiettato dopo la posa della panchina offre un ulteriore spunto di riflessione. Permette di approfondire la figura di Giulio Regeni. E le circostanze della sua morte. Un evento che segna la comunità locale. E rafforza l'impegno per la difesa dei valori democratici.