Condividi

Manifestanti si sono riuniti al confine tra Italia e Slovenia per protestare contro i controlli e chiedere il ritorno alla libera circolazione. L'iniziativa, denominata "C'era una volta Schengen", critica le politiche governative e gli ingenti costi dei presidi.

Protesta simbolica al confine italo-sloveno

Un presidio si è tenuto al valico di Stupizza, sul confine con la Slovenia. L'evento è stato organizzato dal Circolo di Sinistra italiana della Benečija e del Cividalese. L'obiettivo era manifestare contro quella che viene definita la 'militarizzazione delle frontiere'.

La protesta chiedeva esplicitamente il 'ripristino di Schengen'. I partecipanti hanno esposto bandiere e cartelli. La richiesta principale era quella di 'confini liberi' tra i due stati. Diverse organizzazioni hanno aderito all'iniziativa.

Tra queste figurano Avs Fvg, Anpi Valli del Natisone, Arci Ci Va, Pd Fvg, Cgil Fvg, M5s Fvg, Patto per l'Autonomia, Skgz, Ics, Open Fvg e Rete Dasi. La partecipazione dimostra un ampio sostegno alla causa.

Critiche alla politica dei controlli di frontiera

I promotori hanno diffuso un manifesto intitolato 'C'era una volta Schengen'. In esso, i controlli ai valichi di frontiera sono definiti 'pura propaganda politica'. Si sottolinea come questi presidi rappresentino il 'modus operandi della destra ideologica'.

Il documento critica apertamente il governo e i suoi rappresentanti. Si menzionano specificamente Meloni, Piantedosi, Fedriga e Roberti. Secondo i manifestanti, essi sfruttano la presenza delle forze dell'ordine. Lo scopo sarebbe quello di 'solleticare una percezione di sicurezza'. Questa percezione, affermano, non sarebbe più compresa nemmeno dal loro elettorato.

Viene evidenziato anche l'aspetto economico. Il mantenimento della macchina burocratica dei controlli comporta costi elevati. Si parla di 'decine di migliaia di euro al giorno' di denaro pubblico. Dal 2023, la spesa supererebbe i 20 milioni di euro. Queste risorse, secondo i manifestanti, potrebbero essere impiegate diversamente per il territorio.

Difesa dello spazio Schengen e libera circolazione

La libera circolazione delle persone e dei lavoratori è considerata un pilastro fondamentale dell'Unione Europea. I promotori dell'iniziativa hanno ribadito questo concetto. Hanno sottolineato l'importanza storica dello spazio Schengen.

Quest'ultimo rappresenta una conquista fondamentale per chi vive nelle zone di confine. La protesta è nata anche in occasione dei 22 anni dall'ingresso della Slovenia nell'UE. I manifestanti hanno dichiarato la loro volontà di 'difenderla'.

La mobilitazione mira a sensibilizzare l'opinione pubblica. Si vuole riportare l'attenzione sui principi di integrazione europea. Questi principi sembrano essere messi in discussione dalle attuali politiche di controllo.

Domande e Risposte

Perché si protesta al confine con la Slovenia?

La protesta si è svolta per chiedere il ripristino dello spazio Schengen e criticare quella che viene definita la 'militarizzazione delle frontiere' da parte del governo italiano. I manifestanti ritengono i controlli una forma di propaganda politica e uno spreco di risorse pubbliche.

Cosa è lo spazio Schengen e perché è importante?

Lo spazio Schengen è un'area composta da 27 paesi europei che hanno abolito i controlli alle frontiere interne. Permette la libera circolazione delle persone, rendendo più semplice viaggiare, lavorare e vivere tra i paesi membri. È considerato una delle conquiste fondamentali dell'integrazione europea.

Quanto costano i controlli alle frontiere?

Secondo i promotori della protesta, i controlli alle frontiere costano decine di migliaia di euro al giorno. Dal 2023, la spesa complessiva avrebbe superato i 20 milioni di euro. Queste cifre sono state utilizzate per sostenere la critica allo spreco di risorse pubbliche.