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La LAV di Treviso contesta la tradizionale Fiera degli uccelli di Godega di Sant'Urbano, prevista per il 29 marzo. Gli animalisti denunciano le condizioni degli animali esposti in gabbia e chiedono la chiusura dell'evento, definendolo un retaggio medievale.

Critiche alla fiera degli uccelli di Godega

La sezione trevigiana della Lega Anti Vivisezione (LAV) ha espresso forte disapprovazione nei confronti della prossima “Fiera degli osei” di Godega di Sant'Urbano. La manifestazione, in programma per domenica 29 marzo, non si limita all'esposizione di volatili. Include infatti anche animali da cortile, cani e gatti, sollevando preoccupazioni etiche e di benessere animale.

La LAV annuncia la propria presenza all'evento con attivisti. L'obiettivo è monitorare la situazione e sensibilizzare il pubblico. L'associazione mira a far cessare pratiche considerate lesive per gli esseri viventi coinvolti.

Mara Garbuio, responsabile della LAV trevigiana, ha rilasciato una dichiarazione netta. Ha definito la fiera una vetrina di animali imprigionati. Questi animali sarebbero costretti a esibirsi per un pubblico poco attento alle loro necessità. La presenza di cacciatori tra gli organizzatori è vista come un ulteriore elemento critico. Essi rappresentano, secondo l'associazione, l'opposto del rispetto per la vita animale.

Benessere animale e preoccupazioni sanitarie

Le gabbie che ospitano gli uccelli sono al centro delle critiche. Migliaia di persone e centinaia di altre gabbie creano un ambiente stressante. Questo contesto è paragonato a quello dei circhi e degli zoo. La LAV sottolinea come tali condizioni non rispettino la natura degli animali. Causano loro notevole disagio e sofferenza.

Recentemente, la LAV ha documentato un caso simile. Alla sagra degli uccelli di Sacile, sono stati scoperti 28 volatili illegalmente catturati. Questi animali avevano anelli alterati per mascherare la loro origine. Venivano falsamente attribuiti ad allevatori autorizzati, evidenziando un giro di illegalità.

Un altro aspetto sollevato riguarda la salute pubblica. Il 25 marzo, solo due giorni prima della dichiarazione, è stato registrato il primo caso umano di influenza aviaria nel Paese. Inoltre, nella stessa settimana, un focolaio in un allevamento di Campi Bisenzio, in provincia di Firenze, ha portato alla soppressione di 1.000 animali. Questi eventi pongono interrogativi sulla sicurezza sanitaria delle fiere che espongono animali.

Mercificazione e diseducazione

La LAV ribadisce la sua ferma opposizione alla mercificazione degli animali domestici. L'allevamento e il commercio di cani e gatti sono fortemente criticati. L'associazione promuove invece l'adozione da canili e gattili. L'obiettivo è offrire loro una vita migliore, libera dalle costrizioni dei box.

Viene anche evidenziato il costo sociale della detenzione di animali in strutture come canili e gattili. Le spese di mantenimento ricadono sui comuni e, di conseguenza, sui cittadini. L'adozione viene presentata come una soluzione più etica ed economicamente sostenibile.

Un altro punto cruciale riguarda l'aspetto diseducativo della fiera. Portare bambini a vedere animali in condizioni di prigionia innaturali trasmette un messaggio sbagliato. Si insegna che gli animali possono essere detenuti a piacimento. La loro sofferenza e paura diventano fonte di divertimento, anziché di empatia. Questo fenomeno, supportato da studi psicologici e fatti di cronaca, può estendersi anche alle relazioni interpersonali.

Richiesta di chiusura e trasformazione

La LAV chiede la chiusura definitiva di quelle che definisce «assurdi carrozzoni». Questi eventi sono visti come un ritorno al Medioevo. Spesso sono anche terreno fertile per illegalità a danno degli animali. L'associazione auspica una trasformazione di queste fiere. Dovrebbero diventare occasioni di rispetto per tutti gli esseri viventi.

Questo cambiamento porterebbe benefici non solo agli animali. Contribuirebbe anche a una evoluzione culturale verso una società più umana. La sede LAV di Treviso si impegna a vigilare. Saranno presenti alla fiera per controllare le condizioni degli animali. Chiederanno inoltre maggiori controlli alle autorità di polizia. L'intento è verificare il rispetto delle normative sulla detenzione e cura degli animali.

Contesto geografico e normativo

Godega di Sant'Urbano è un comune situato nella provincia di Treviso, nel Veneto. La regione è nota per le sue tradizioni agricole e fieristiche. La “Fiera degli osei” è un evento storico che attira visitatori da diverse aree. La sua origine risale a tempi antichi, legata alla compravendita di volatili e altri animali da fattoria.

Le normative italiane ed europee in materia di benessere animale sono in continua evoluzione. Il Decreto Legislativo 26 marzo 2001, n. 146, recepisce direttive europee sulla protezione degli animali da allevamento. Successivamente, il Decreto Legislativo 26 marzo 2001, n. 147, ha introdotto disposizioni in materia di protezione degli animali utilizzati a fini scientifici. Più recentemente, il Codice Penale italiano prevede reati specifici contro gli animali, come maltrattamento e uccisione.

La LAV si appella a queste normative per rafforzare le proprie richieste. Sottolinea come l'esposizione di animali in condizioni stressanti possa configurare una violazione delle leggi a tutela del loro benessere. La richiesta di controlli più stringenti mira a garantire l'applicazione effettiva di tali disposizioni.

Precedenti e dibattito pubblico

Il dibattito sulla Fiera degli uccelli e su eventi simili non è nuovo. Ogni anno, l'avvicinarsi della manifestazione vede emergere voci critiche da parte di associazioni animaliste. Queste critiche si concentrano sui metodi di detenzione e sulle implicazioni etiche dell'esposizione di animali per scopi ludici o commerciali.

In passato, altre fiere e sagre in Italia sono state oggetto di contestazioni simili. In alcuni casi, le pressioni delle associazioni hanno portato a modifiche nei regolamenti o alla cancellazione di specifiche attività. Il caso di Sacile, citato dalla LAV, dimostra come le problematiche legate alla provenienza degli animali e alla loro detenzione siano reali e documentate.

Il dibattito coinvolge anche il pubblico. Mentre alcuni difendono la tradizione e il valore culturale di questi eventi, altri si allineano alle posizioni delle associazioni animaliste, chiedendo un aggiornamento delle pratiche in linea con una maggiore sensibilità verso il mondo animale. La LAV di Treviso spera che la sua azione possa contribuire a un dialogo costruttivo e a un cambiamento positivo.

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