Un testimone chiave ha raccontato in tribunale la sua fuga dalla coppia accusata dell'omicidio di Martino Caldarelli. Le difese contestano le prove raccolte.
Testimone racconta la sua fuga drammatica
La Corte d'Assise di Teramo ha ascoltato una nuova testimonianza nel processo per l'omicidio di Martino Caldarelli. L'uomo, 48enne dj di Isola del Gran Sasso, fu ucciso nell'aprile 2025. Fu adescato online, poi accoltellato e colpito con una pala. Il suo corpo fu infine gettato in un laghetto in Val Vibrata.
Gli imputati sono Andrea Cardelli, 41 anni, di Corropoli, e Alessia Di Pancrazio, 26 anni, di Giulianova. Sono accusati di omicidio aggravato, occultamento di cadavere e rapina. Entrambi sono in carcere dall'anno scorso.
La Procura, rappresentata dalla pm Elisabetta Labanti, ha presentato il racconto di un uomo scampato alla coppia pochi giorni prima del delitto. L'uomo ha dichiarato di essere stato sequestrato e minacciato di morte. Ha spiegato di conoscere Andrea Cardelli da 20 anni, ma di non aver mai avuto timore prima di quella sera. I due si incontravano regolarmente per un caffè.
Quella sera di aprile, Cardelli lo avrebbe invitato a casa sua. La compagna, Alessia Di Pancrazio, non si sentiva bene. All'arrivo, però, Cardelli gli puntò un coltello alla gola. Di Pancrazio iniziò a colpirlo con un bastone.
Minacce di morte e furti durante il sequestro
La coppia avrebbe accusato il testimone di un comportamento ambiguo verso la donna. Iniziò una notte di terrore. L'uomo fu costretto a salire in auto. La coppia commise diversi furti su auto parcheggiate a Giulianova. Successivamente, in una strada di campagna, Di Pancrazio avrebbe detto: «dammi una prova d'amore».
Cardelli colpì il testimone con un pugno. «Mi dicevano che dovevo morire quella sera», ha raccontato l'uomo. Parlavano di dove potevano ucciderlo. In alternativa, gli dissero che se fosse tornato a casa, avrebbe dovuto uccidere sua madre e suo nipote. Sapevano dove si trovava.
La sua salvezza arrivò grazie a un momento di distrazione della coppia. Tornando a casa, Di Pancrazio si sentì male. Cardelli rimase con lei. L'uomo approfittò dell'occasione per prendere le chiavi dell'auto e fuggire. Si recò in ospedale, dove i medici gli diagnosticarono 20 giorni di prognosi.
Indagini e ritrovamento del corpo
In aula è intervenuto anche il brigadiere capo Massimo Rubini dei Carabinieri di Teramo. Ha descritto le ricerche di Martino Caldarelli e il ritrovamento del corpo. Sono state effettuate analisi nell'abitazione di Cardelli. Furono trovati oggetti bruciati in un terreno vicino, tra cui una pala. Ritrovarono anche arredi della casa, come un tappeto e una tenda. Un coltello fu recuperato nel fango.
L'avvocato di Alessia Di Pancrazio, Nazario Giuliani, ha sottolineato la mancanza di impronte o tracce biologiche degli imputati sugli oggetti. Ha affermato che non è ancora chiaro se quelle siano le armi del delitto. Ha chiesto un quadro probatorio completo.
L'avvocato di Andrea Cardelli, Marco Cerioni, ha espresso perplessità sulla ricostruzione dei fatti. Ha contestato l'inconcludenza degli elementi probatori. Ha sottolineato l'importanza delle dichiarazioni che Cardelli farà in aula.
I familiari della vittima, costituitisi parte civile, erano presenti in aula. Il processo si preannuncia come uno dei più significativi per la cronaca della provincia di Teramo.
L'autopsia ha rivelato che Martino Caldarelli fu ucciso con quattro coltellate, una delle quali recise la vena giugulare. Fu poi colpito con una pala e legato a un tronco prima di essere gettato nel lago. Durante l'interrogatorio, Cardelli si avvalse della facoltà di non rispondere. Di Pancrazio aveva confermato la confessione iniziale, accusando il compagno e dichiarandosi terrorizzata da lui.
Domande frequenti
Chi sono gli imputati nel processo per l'omicidio Caldarelli?
Gli imputati sono Andrea Cardelli, 41 anni, e Alessia Di Pancrazio, 26 anni, ex conviventi.
Cosa ha raccontato il testimone scampato alla coppia?
Il testimone ha descritto un sequestro avvenuto pochi giorni prima dell'omicidio, durante il quale fu minacciato di morte, picchiato e costretto a partecipare a furti d'auto. Riuscì a fuggire approfittando di un momento di distrazione della coppia.