Il Partito Democratico di Giulianova contesta la decisione di ridurre il servizio di chirurgia ospedaliera. La trasformazione da UOSD a "week surgery" è vista come un grave peggioramento per l'accesso alle cure e un danno per la comunità.
Chirurgia ospedaliera ridimensionata a Giulianova
La chirurgia dell'ospedale di Giulianova subirà una trasformazione significativa. Non sarà più un'Unità Operativa Semplice Dipartimentale (UOSD). Diventerà una "week surgery". Questa modifica è stata definita una «scelta politica» dai rappresentanti del Partito Democratico locali. La decisione, secondo loro, priva i cittadini di un servizio chirurgico quotidiano. Viene vista come un attacco diretto ai diritti fondamentali della comunità.
Il consigliere regionale Dino Pepe e i consiglieri comunali Alessandra Matone e Oreste Marchionni hanno espresso forte preoccupazione. Hanno rilasciato una nota congiunta per denunciare la situazione. Sottolineano che non si tratta di una semplice riorganizzazione tecnica. È una manovra che limita l'accesso alle cure. Indebolisce il ruolo dell'ospedale nel territorio.
Impatto sui cittadini e sulle liste d'attesa
Le conseguenze di questa trasformazione saranno tangibili per i cittadini. Si prevede un inevitabile allungamento delle liste d'attesa. I pazienti dovranno affrontare maggiori disagi. Anche le loro famiglie ne risentiranno. Aumenterà la necessità di spostarsi verso altre strutture sanitarie. Questo comporterà costi economici e sociali per l'intera collettività.
I rappresentanti del PD evidenziano come, ancora una volta, siano i cittadini a pagare il prezzo di queste decisioni. Particolarmente colpiti saranno i soggetti più fragili. Il loro diritto a un'assistenza sanitaria pubblica, capillare e tempestiva si vede ristretto. Questo accade, ricordano, dopo un precedente aumento delle tasse per i cittadini abruzzesi.
Il PD contro lo smantellamento della sanità pubblica
Il Partito Democratico ribadisce la propria contrarietà. Non possono accettare che la sanità pubblica venga progressivamente smantellata. Le logiche di taglio non devono prevalere sulla tutela della salute. Difendere la sanità territoriale significa garantire servizi efficienti. Devono essere continui e accessibili, non ridotti o depotenziati.
Questa decisione viene definita un «passo indietro inaccettabile». Contraddice i principi di equità e universalità del sistema sanitario nazionale. Un ospedale come quello di Giulianova deve poter rispondere quotidianamente alle esigenze di cura. Deve rappresentare un presidio fondamentale di sicurezza e assistenza per l'intero territorio.
Richiesta di revisione e confronto
I consiglieri del PD non intendono rimanere a guardare. Chiedono con forza alla Regione di rivedere immediatamente la decisione. Sollecitano l'apertura di un confronto serio. Questo dialogo dovrebbe coinvolgere le istituzioni locali, i professionisti sanitari e i cittadini. Il partito si impegna a battersi in tutte le sedi istituzionali. L'obiettivo è garantire il diritto alla salute. Vogliono che venga restituita al presidio ospedaliero di Giulianova la piena funzionalità del servizio chirurgico.