Condividi
AD: article-top (horizontal)

La Corte di Cassazione ha annullato con rinvio un provvedimento di sorveglianza speciale riguardante Giuseppe Ziparo. La decisione si basa sulla mancata valutazione dell'attualità della sua pericolosità sociale.

Cassazione accoglie ricorso per Ziparo

La Suprema Corte ha dato ragione al ricorso presentato dall'avvocato Arturo Bova. La V Sezione della Cassazione, in udienza camerale, ha annullato la misura di prevenzione. Questa imponeva la sorveglianza speciale per 18 mesi. Prevedeva anche l'obbligo di soggiorno per Giuseppe Ziparo.

La Corte d'Appello di Catanzaro aveva precedentemente confermato tale provvedimento. L'avvocato Bova aveva sollevato dubbi sulla valutazione della pericolosità sociale. La Cassazione ha ritenuto fondate queste argomentazioni.

Pericolosità sociale: il nodo della decisione

Il punto centrale del ricorso riguardava la mancata valutazione dell'attualità della pericolosità sociale di Ziparo Giuseppe. La difesa ha sostenuto che il periodo tra la proposta e l'applicazione della misura non fosse neutro. Al contrario, Ziparo si sarebbe reinserito nel tessuto sociale e lavorativo. Avrebbe partecipato ad attività scolastiche e di volontariato.

Queste attività dimostrerebbero un cambiamento nel suo percorso. La difesa ha anche fatto leva su una precedente concessione. Nel 2025, il Tribunale di Sorveglianza di Catanzaro aveva concesso l'affidamento in prova ai servizi sociali. Ziparo era inoltre stabilmente impiegato.

Questi elementi, secondo la difesa, indicavano un percorso di recupero. La pericolosità sociale attuale non sarebbe stata adeguatamente dimostrata.

Contesto della misura di prevenzione

Giuseppe Ziparo era già stato sottoposto a sorveglianza speciale in passato. Ciò era avvenuto a seguito di reati gravi e reiterati. Le accuse riguardavano la cessione di sostanze stupefacenti e furti. Aveva riportato condanne penali definitive per tali fatti. La prima misura era stata revocata nel 2017.

Una nuova misura era scattata alla fine del 2022. Questo dopo un arresto per possesso di cocaina. L'esecuzione era stata sospesa a causa della custodia cautelare in carcere.

Il Tribunale di Catanzaro aveva motivato la nuova misura evidenziando ulteriori violazioni. Queste sarebbero avvenute dopo la prima sorveglianza speciale. Ziparo era ritenuto a capo di un'associazione dedita allo spaccio. L'attività si svolgeva a Girifalco e nei paesi vicini.

Rinvio per nuova valutazione

La Cassazione, accogliendo il ricorso, ha annullato con rinvio il provvedimento. Ciò significa che la questione tornerà alla Corte d'Appello di Catanzaro. Sarà compito della Corte d'Appello rivalutare la pericolosità sociale di Ziparo Giuseppe. Dovrà considerare le argomentazioni difensive sull'attualità del rischio.

La decisione sottolinea l'importanza della valutazione concreta e aggiornata della pericolosità. Non basta la mera constatazione di precedenti reati. È necessario dimostrare che il soggetto rappresenti ancora un pericolo attuale per la società.

L'avvocato Arturo Bova ha ottenuto un importante risultato per il suo assistito. La vicenda evidenzia la complessità delle misure di prevenzione. Richiedono un'attenta ponderazione di tutti gli elementi. Sia quelli a carico che quelli a favore del soggetto.

AD: article-bottom (horizontal)

Questa notizia riguarda anche: