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Una cerimonia a Girifalco ha ricordato le sei vittime dell'incidente aereo del 31 ottobre 1977 a Monte Covello. L'evento ha visto la partecipazione di autorità militari, civili e familiari dei caduti, sottolineando il legame tra la comunità e l'Arma dei Carabinieri.

Commemorazione a Girifalco per le vittime dell'incidente

La comunità di Girifalco ha reso omaggio alle vittime dell'incidente aereo avvenuto a Monte Covello. L'evento si è svolto il 31 ottobre, anniversario della tragedia del 1977. Sei carabinieri persero la vita in quell'occasione. La commemorazione ha ribadito il profondo legame tra la cittadina calabrese e l'Arma dei Carabinieri. La partecipazione della popolazione ha testimoniato la vicinanza a 49 anni di distanza dal tragico evento.

La cerimonia ha avuto inizio con una messa nella chiesa di San Rocco. La funzione religiosa è stata officiata da diversi sacerdoti, tra cui il cappellano militare della Legione Carabinieri "Calabria". Erano presenti importanti figure dell'Arma. Tra questi, il comandante interregionale "Culqualber", generale Claudio Domizi. Presente anche il comandante della Legione "Calabria", generale Lorenzo Sabatino. Una rappresentanza dell'Arma di Catanzaro ha partecipato alla funzione. Erano presenti anche autorità locali, come il vice sindaco di Girifalco e il sindaco di Amaroni. Non sono mancati i familiari dei carabinieri caduti. Hanno preso parte anche delegati di associazioni professionali militari. Erano presenti anche rappresentanze del dipartimento Aereo e Navale. Hanno partecipato anche membri dell'Associazione Nazionale Carabinieri.

Durante la celebrazione, il generale Lorenzo Sabatino ha evidenziato il legame storico tra Girifalco e l'Arma. Ha lodato la sentita partecipazione della cittadinanza. Ha sottolineato l'intensità della presenza popolare alla commemorazione. Questo evento ha avuto luogo a quasi mezzo secolo dalla tragedia. Il generale ha ringraziato tutti i presenti. Ha espresso gratitudine anche alle massime autorità dell'Arma intervenute. Ha posto l'accento sul valore del sacrificio dei caduti. Ha ricordato che persero la vita durante un'importante attività di servizio. L'obiettivo era effettuare ricognizioni in aree difficili. Queste zone erano caratterizzate dalla presenza di consorterie criminali di tipo 'ndranghetistico.

La dinamica del tragico incidente aereo

L'incidente aereo si verificò nel primo pomeriggio del 31 ottobre 1977. Il contatto radio con l'elicottero AB 205 si interruppe improvvisamente. A bordo viaggiavano i sei militari che persero la vita. L'elicottero era impegnato in una missione di ricognizione. Il generale Enrico Mino, comandante generale dell'Arma dei Carabinieri, si trovava in Calabria. La sua visita mirava a conoscere direttamente i territori interessati dalle attività delle cosche della 'ndrangheta. Queste organizzazioni criminali erano particolarmente attive in quel periodo. Erano note per i sequestri di persona. Il generale Mino, insieme ai suoi collaboratori, stava sorvolando aree strategiche. Le zone sorvolate includevano Rosarno, Taurianova e Reggio Calabria. L'obiettivo era monitorare le attività criminali.

Le ricerche dell'elicottero iniziarono immediatamente dopo la perdita del contatto radio. Purtroppo, i resti del velivolo furono ritrovati solo a tarda sera. L'elicottero era precipitato in una zona impervia. Si trovava alle pendici del versante est di Monte Covello. La località esatta del ritrovamento è stata identificata come Rimitello. La forte nebbia presente al momento dell'incidente ha probabilmente contribuito alla tragedia. La visibilità ridotta ha reso le condizioni di volo estremamente pericolose. La dinamica esatta dell'incidente è stata oggetto di indagini. Tuttavia, le condizioni meteorologiche avverse sono considerate un fattore determinante. La perdita dell'elicottero rappresentò un duro colpo per l'Arma dei Carabinieri.

Le vittime e il loro sacrificio

Tra le vittime dell'incidente aereo di Monte Covello vi erano figure di spicco dell'Arma dei Carabinieri. Il generale Enrico Mino, comandante generale dell'Arma, perse la vita nel tragico evento. La sua presenza in Calabria testimoniava l'impegno dell'Arma nella lotta alla criminalità organizzata. Il colonnello Francesco Friscia, comandante della Legione Carabinieri di Catanzaro, era anch'egli a bordo. La sua perdita rappresentò un duro colpo per la struttura territoriale dell'Arma in Calabria. Il tenente colonnello Luigi Vilardo, aiutante di campo del generale Mino, condivise il destino del suo superiore. La sua vicinanza al comandante generale sottolineava l'importanza della missione.

Il tenente colonnello Francesco Sirimarco, comandante del Centro elicotteri carabinieri di Pratica di Mare, era un esperto pilota. La sua presenza evidenziava il ruolo cruciale del supporto aereo nelle operazioni di controllo del territorio. Il tenente Francesco Cerasoli, pilota della Base elicotteri di Vibo Valentia, era un altro membro dell'equipaggio. La sua conoscenza del territorio e delle condizioni di volo locali era fondamentale. Infine, il brigadiere Costantino Di Fede, anch'egli del Centro elicotteri di Pratica di Mare, completava l'equipaggio. Il sacrificio di questi uomini è stato ricordato con profonda commozione. La loro dedizione al dovere in un'area ad alto rischio criminale è stata sottolineata.

Il generale Sabatino ha ricordato il valore del loro sacrificio. Ha sottolineato che persero la vita durante un'attività di servizio cruciale. Questa attività era volta a contrastare la 'ndrangheta. L'operazione mirava a effettuare ricognizioni sui territori infestati dalla criminalità. La loro missione era fondamentale per la sicurezza della regione. La loro morte rappresenta una perdita significativa per l'Arma e per il Paese. La commemorazione a Monte Covello ha visto la deposizione di due corone d'alloro al Monumento eretto sul luogo della tragedia. Questo gesto simboleggia il ricordo perenne del loro coraggio e della loro dedizione.

Il contesto della 'ndrangheta in Calabria negli anni '70

L'incidente aereo di Monte Covello avvenne in un periodo di forte attività della 'ndrangheta in Calabria. Negli anni '70, le organizzazioni criminali calabresi erano particolarmente attive. I sequestri di persona a scopo di estorsione erano una delle loro principali fonti di guadagno. La 'ndrangheta aveva consolidato la sua influenza su vaste aree del territorio. Le istituzioni statali, e in particolare l'Arma dei Carabinieri, intensificarono gli sforzi per contrastare questo fenomeno. Le ricognizioni aeree, come quella effettuata dall'elicottero precipitato, erano strumenti essenziali. Permettevano di monitorare le aree a rischio. Consentivano di raccogliere informazioni sulle attività criminali.

La presenza del generale Mino in Calabria sottolineava la priorità data dal comando generale dell'Arma alla lotta contro la criminalità organizzata. La sua visita mirava a coordinare meglio le strategie operative. L'obiettivo era colpire le strutture della 'ndrangheta. La regione era teatro di scontri e tensioni. La lotta alla 'ndrangheta richiedeva un impegno costante e risorse significative. L'incidente aereo mise in luce i pericoli affrontati quotidianamente dalle forze dell'ordine. Operare in territori controllati dalla criminalità organizzata comportava rischi elevati. La nebbia e le condizioni ambientali difficili potevano aggravare ulteriormente tali rischi. La memoria di quel tragico evento serve a ricordare il coraggio di chi opera in prima linea.

La commemorazione a Girifalco non è solo un momento di ricordo per i caduti. È anche un'occasione per riflettere sull'importanza della legalità. Sottolinea la necessità di un impegno continuo contro ogni forma di criminalità organizzata. Il legame tra la comunità e le forze dell'ordine è fondamentale. La partecipazione attiva dei cittadini alle cerimonie di commemorazione rafforza questo legame. Dimostra che la memoria delle vittime non svanisce. Il sacrificio dei sei carabinieri rimane un monito. Ricorda il prezzo pagato per la sicurezza e la giustizia in Calabria e in tutta Italia. La storia di quell'incidente è parte integrante della cronaca di un territorio complesso.

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