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Un anziano di 88 anni a Bari è stato prosciolto da un'accusa di omicidio. La decisione è stata presa a causa di un vizio di mente che lo rende incapace di affrontare un processo. I fatti risalgono al 2022 in una casa di riposo.

Anziano prosciolto da omicidio in Rsa

Un uomo di 88 anni, residente a Giovinazzo, è stato scagionato dall'accusa di omicidio. La decisione è stata presa dalla giudice per le indagini preliminari di Bari, Anna De Simone. L'uomo era imputato per la morte del suo compagno di stanza in una struttura per anziani. La morte è avvenuta nel settembre del 2022.

L'imputato è stato prosciolto in via definitiva. La motivazione principale è legata a un vizio totale di mente. Questa condizione rende l'uomo irreversibilmente incapace di sostenere un processo giudiziario. La decisione è stata comunicata il 22 aprile.

I fatti nella casa di riposo San Gabriele

I tragici eventi si sono verificati all'alba del 30 agosto 2022. La scena si è svolta all'interno della Rsa San Gabriele. Questa struttura si trova nel quartiere San Paolo di Bari. L'indagine è stata coordinata dalla pubblico ministero Luisiana Di Vittorio.

Secondo la ricostruzione delle forze dell'ordine, l'88enne avrebbe raggiunto il letto del suo compagno di stanza. La vittima aveva 93 anni e dormiva in quel momento. L'aggressore avrebbe colpito ripetutamente il volto e la testa della vittima. Gli attacchi sarebbero avvenuti con il manicotto rigido del deambulatore.

La morte della vittima e le conseguenze legali

Le ferite riportate dalla vittima sono state gravissime. A seguito dei colpi subiti, l'uomo è entrato in coma. Purtroppo, è deceduto pochi giorni dopo, l'8 settembre 2022. La vittima era un ospite della casa di riposo.

L'imputato, difeso dall'avvocato Giuseppe Mitolo, era accusato di omicidio aggravato. Le aggravanti contestate riguardavano la minorata difesa della vittima e la crudeltà dell'atto. Tuttavia, la perizia psichiatrica ha stabilito l'incapacità totale di intendere e di volere al momento dei fatti.

Prosciolto per infermità mentale

La giudice Anna De Simone ha accolto la richiesta di proscioglimento. La sentenza riconosce l'infermità mentale totale dell'imputato. Questa condizione ha impedito all'88enne di comprendere la gravità delle sue azioni. Inoltre, gli impedisce di partecipare attivamente al procedimento giudiziario.

La casa di riposo San Gabriele è stata teatro di questo triste evento. La vicenda solleva interrogativi sulla gestione della salute mentale degli ospiti nelle strutture residenziali. La procura ha seguito attentamente le indagini per chiarire tutti gli aspetti della vicenda.

La vicenda giudiziaria

Il processo è stato interrotto prima ancora di entrare nel vivo. La valutazione dell'incapacità di stare in giudizio ha prevalso. La decisione della gip di Bari chiude la fase giudiziaria per l'imputato. La sua condizione di salute mentale è stata la chiave per la risoluzione del caso.

La difesa dell'88enne ha lavorato per dimostrare l'incapacità del suo assistito. Le prove raccolte hanno supportato la tesi dell'infermità mentale. Questo ha portato alla decisione di proscioglimento per non imputabilità.

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