La Cisl Magna Grecia esprime forte preoccupazione per il futuro occupazionale di Konecta e ChiamaRoma. Il sindacato chiede garanzie concrete e politiche di sviluppo per le province di Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia.
Vertenze occupazionali Konecta e ChiamaRoma
La Cisl Magna Grecia ha posto al centro della sua attenzione le criticità legate alle aziende Konecta e ChiamaRoma. Il sindacato chiede risposte certe riguardo alla continuità lavorativa dei dipendenti. Si sollecita un confronto urgente con le dirigenze aziendali e le istituzioni locali. L'obiettivo è prevenire licenziamenti o trasferimenti non desiderati.
Il segretario generale Daniele Gualtieri ha sottolineato la necessità di soluzioni immediate per la vertenza Konecta. È fondamentale offrire una prospettiva occupazionale credibile. Non si può più fare affidamento solo sugli ammortizzatori sociali. Bisogna affrontare il problema della stabilità del lavoro. Per ChiamaRoma, si chiede di scongiurare esuberi e trasferimenti. Vanno garantiti i diritti dei lavoratori e gli strumenti di tutela contrattuale. La situazione di incertezza per centinaia di famiglie non è più sostenibile.
Priorità per salari, sanità e infrastrutture
L'Esecutivo della Cisl Magna Grecia ha approvato all'unanimità la relazione di Gualtieri. Le priorità includono la tutela dei salari e delle pensioni. Si punta al rafforzamento dei servizi sanitari e sociali. Fondamentale è anche il completamento delle infrastrutture strategiche. La precarietà del lavoro, la disoccupazione e gli effetti del caro energia sono stati temi centrali. L'Esecutivo sostiene le proposte della Cisl per la prossima legge di bilancio. Si chiede una riduzione della pressione fiscale su retribuzioni e pensioni.
Gualtieri ha evidenziato la necessità di affrontare i problemi strutturali del Paese. La perdita di potere d'acquisto delle retribuzioni frena lo sviluppo. Servono politiche industriali che creino occupazione stabile. È necessaria una maggiore equità fiscale e servizi pubblici più efficienti. La Cisl Magna Grecia apprezza l'apertura dei cantieri sulla Statale 106 Jonica. Si chiede però di accelerare sulla progettazione e il finanziamento del tratto verso Reggio Calabria. Il sindacato predilige il tracciato montano a quattro corsie per garantire sicurezza e continuità.
Caro energia e sviluppo produttivo
Le difficoltà legate all'aumento dei costi di carburanti e bollette sono state discusse. Le proteste di agricoltori e autotrasportatori esprimono un disagio reale. Le categorie faticano a sostenere i costi delle proprie attività. Il sindacato sollecita misure di sostegno per piccole imprese e famiglie fragili. Si chiede un maggiore coinvolgimento delle grandi aziende energetiche. È necessario trovare condizioni più sostenibili per i produttori agricoli. La ZES Unica è vista come uno strumento utile per attrarre investimenti. Tuttavia, servono incentivi continui, infrastrutture efficienti e costi energetici competitivi.
Sanità, sicurezza e presenza sindacale
La riunione ha ribadito l'urgenza di rafforzare la sanità e il welfare. È fondamentale contrastare il lavoro nero e lo sfruttamento. Particolare attenzione è stata dedicata alla sicurezza nei luoghi di lavoro. Si chiedono maggiori investimenti in prevenzione e formazione. Non ci si può rassegnare agli infortuni sul lavoro. La Cisl intende investire nella formazione dei propri dirigenti. L'obiettivo è razionalizzare le risorse e rafforzare i presidi territoriali. Si vuole rendere più capillare la presenza del sindacato nelle comunità.
Mobilitazione a Gioia Tauro
Le rivendicazioni territoriali confluiranno nella manifestazione nazionale del 28 novembre a Gioia Tauro. L'evento fa parte della campagna Cisl “Il Patto che unisce: lavoro, salari, welfare per lo sviluppo”. Parteciperanno dirigenti, delegati, lavoratori e pensionati delle province di Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia. Si vuole sostenere un nuovo patto sociale tra Governo e parti sociali. Questo patto dovrebbe basarsi sulla tutela dei redditi, investimenti e crescita dell'occupazione. La Cisl privilegia il confronto, ma non rinuncia alla mobilitazione. Si lotta per tutelare il lavoro e le prospettive di sviluppo delle province interessate.
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