Un'indagine sul caporalato a Taranto ha portato a sei arresti domiciliari. L'operazione 'Terra di Confine' ha svelato un presunto sistema di sfruttamento della manodopera agricola, coinvolgendo anche un ex carabiniere.
Operazione 'Terra di Confine' svela rete di sfruttamento
Le forze dell'ordine hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare. Sei persone sono ora agli arresti domiciliari. L'indagine è stata condotta dai Carabinieri di Taranto. L'operazione è stata denominata 'Terra di Confine'. Si ipotizza un sistema di intermediazione illecita. Questo sistema avrebbe favorito lo sfruttamento della manodopera agricola. La richiesta di misure cautelari è arrivata dalla Procura di Taranto. Il provvedimento è stato emesso dal gip del Tribunale.
Diciannove persone indagate nel tarantino e materano
Il numero totale degli indagati nell'inchiesta ammonta a 19. Tra questi figurano datori di lavoro. Sono stati coinvolti anche intermediari. Vi sono poi soggetti ritenuti vicini al ruolo di 'caporali'. Questa ricostruzione è basata sull'impostazione accusatoria. L'indagine ha interessato diverse aree. Le attività investigative si sono svolte nel territorio di Ginosa, in provincia di Taranto. Sono state esaminate anche diverse zone agricole del Materano. La presunta rete avrebbe operato per reclutare manodopera. Si trattava principalmente di lavoratori stranieri. Il sistema avrebbe gestito il loro trasferimento. Successivamente, li avrebbe messi a disposizione delle aziende agricole. Questo è quanto emerso dalle prime ricostruzioni.
Coinvolto un ex carabiniere nell'indagine
Un ex militare dell'Arma dei Carabinieri è stato coinvolto. L'uomo, ora in congedo, avrebbe avuto contatti con uno degli indagati principali. Secondo le prime informazioni, l'ex carabiniere avrebbe fornito informazioni. Queste riguardavano controlli o attività di interesse per l'indagato. I rapporti tra i due sarebbero stati accertati durante le indagini. L'ex militare è stato sentito dagli inquirenti. La sua posizione è al vaglio degli investigatori. Questo elemento aggiunge un ulteriore livello di complessità all'indagine. Le autorità stanno approfondendo ogni aspetto della vicenda. L'obiettivo è chiarire il ruolo di ciascun soggetto.
Indagine avviata dopo il monitoraggio dei braccianti
Le indagini sono partite nel mese di luglio 2023. Il punto di partenza è stato l'avvistamento di numerosi braccianti. Questi venivano raccolti in punti prestabiliti. Successivamente, venivano trasportati verso i campi dove avrebbero lavorato. Per ricostruire i movimenti e le attività, sono state impiegate diverse tecniche investigative. Sono stati effettuati pedinamenti. Le intercettazioni telefoniche e ambientali sono state fondamentali. L'uso di droni ha permesso di monitorare aree estese. Sono state analizzate anche le tracce satellitari dei mezzi di trasporto. Questi strumenti hanno consentito di mappare gli spostamenti e le connessioni tra i vari soggetti. La Procura ha coordinato tutte le operazioni.