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La giustizia si pronuncia sul disastroso evento del 2013 a Ginosa e Laterza. Sei persone sono state condannate, mentre ventuno sono state assolte in primo grado. Gli omicidi colposi sono stati dichiarati prescritti.

Sentenza sul disastro di Ginosa e Laterza

Sei condanne e ventuno assoluzioni segnano la conclusione, in primo grado, del processo relativo all'alluvione. L'evento catastrofico si verificò nell'ottobre 2013. Devastò i comuni di Ginosa e Laterza. Causò la morte di quattro persone. Provocò inoltre ingenti danni a infrastrutture, abitazioni, aziende e terreni agricoli. La decisione è stata emessa dal Tribunale di Taranto. La giudice monocratica Luana Loscanna ha pronunciato la sentenza.

Responsabilità e condanne per i dirigenti

Le condanne sono state comminate a ex dirigenti e responsabili dell'Autorità di Bacino della Basilicata. Sono stati ritenuti colpevoli, a vario titolo, dei reati contestati. Le accuse riguardano presunte omissioni nelle attività di pianificazione e pulizia idraulica. A Mariano Tramutoli, ex dirigente dell'Ufficio Piani e Programmi, è stata inflitta una pena di un anno di reclusione. La pena è sospesa. Stessa condanna per Giovanni Di Bello, suo successore. Anche Carmelo Paradiso, ex dirigente dell'Ufficio Piani e Programmi, ha ricevuto un anno con pena sospesa. Giuseppe D'Alise, ex dirigente dell'Ufficio Affari generali e organizzativi, è stato condannato a un anno con pena sospesa. Un anno e sei mesi, sempre con sospensione condizionale, per gli ex segretari generali dell'Autorità di Bacino Mario Cerverizzo e Antonio Anatrone. Tutti i condannati dovranno anche risarcire i danni alle parti civili. Il risarcimento sarà liquidato in sede civile.

Prescrizione omicidi colposi e assoluzioni

Le contestazioni di omicidio colposo per la morte di Rosa Pignalosa, Giuseppe Bari, Chiara Moramarco e Pino Bianculli erano già state dichiarate prescritte. La prescrizione è avvenuta nel corso dell'udienza preliminare. Il Tribunale ha inoltre assolto altri 21 imputati. Tra questi figura l'ex presidente della Provincia di Taranto, Gianni Florido. L'assoluzione è motivata dal fatto che «il fatto non sussiste». Il Tribunale ha disposto la trasmissione degli atti alla Procura. L'obiettivo è valutare la posizione della Regione Puglia, settore Difesa del suolo. L'avvocato Michele Colonna, legale di una delle parti civili, ha commentato la sentenza. Ha affermato: «Nessuna sentenza potrà restituire ciò che quelle famiglie hanno perduto, ma il riconoscimento del diritto al risarcimento rappresenta un passaggio importante».

Contesto e conseguenze dell'alluvione

L'alluvione del 2013 a Ginosa e Laterza rappresentò un evento drammatico per il territorio tarantino. Le piogge intense causarono l'esondazione dei corsi d'acqua. L'acqua invase abitazioni, attività commerciali e terreni agricoli. Le quattro vittime persero la vita a causa della furia degli elementi. Le infrastrutture subirono danni ingenti, con conseguenze economiche e sociali significative per la comunità. Il processo ha cercato di accertare le responsabilità. Le indagini si sono concentrate sulla gestione del territorio e sulla prevenzione del rischio idrogeologico. La decisione del Tribunale di Taranto chiude una fase giudiziaria importante. Tuttavia, il dibattito sulla prevenzione e sulla gestione delle emergenze idrogeologiche rimane aperto. La trasmissione degli atti alla Procura sulla Regione Puglia sottolinea la complessità delle responsabilità. La questione della tutela del suolo e della pianificazione territoriale è cruciale per evitare future tragedie.

Domande frequenti sull'alluvione di Taranto

Cosa è successo durante l'alluvione di Ginosa e Laterza nel 2013?
L'alluvione del 2013 a Ginosa e Laterza, nel Tarantino, è stata causata da piogge intense che hanno provocato l'esondazione dei corsi d'acqua, causando quattro vittime e ingenti danni a infrastrutture, abitazioni, aziende e terreni agricoli.

Qual è stato l'esito del processo per l'alluvione?
Il processo di primo grado si è concluso con sei condanne e ventuno assoluzioni. Gli omicidi colposi sono stati dichiarati prescritti. Gli atti relativi alla Regione Puglia sono stati trasmessi alla Procura.

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