Il rischio pandemico supera gli investimenti
Ginevra, 18 maggio 2026. Il mondo si trova sull'orlo di danni pandemici ancora maggiori. A dieci anni dall'Ebola e sei dalla catastrofe del COVID-19, la situazione non è migliorata. Le epidemie sono più frequenti e più dannose.
Questo è l'allarme lanciato dal Global Preparedness Monitoring Board (GPMB) nel suo nuovo rapporto, «A World on the Edge: Priorities for a Pandemic-Resilient Future». Il documento evidenzia come gli investimenti nella preparazione alle pandemie non tengano il passo con i rischi crescenti.
Investimenti insufficienti e rischi in aumento
Nonostante nuove iniziative abbiano migliorato alcuni aspetti della preparazione, questi sforzi sono vanificati da fattori come la frammentazione geopolitica, i disordini ecologici e l'aumento dei viaggi globali. A ciò si aggiunge una diminuzione degli aiuti allo sviluppo ai livelli del 2009.
Il rapporto analizza un decennio di emergenze sanitarie internazionali, dall'Ebola in Africa occidentale al COVID-19 e al mpox. L'impatto su sistemi sanitari, economie e società è sempre più grave.
Arretramento su accesso a cure e vaccini
Su indicatori chiave, come l'accesso equo a diagnostici, vaccini e terapie, il mondo sta facendo passi indietro. I vaccini contro il mpox hanno raggiunto i paesi a basso reddito quasi due anni dopo l'inizio dell'epidemia, un tempo ancora maggiore rispetto ai 17 mesi del COVID-19.
Le conseguenze delle emergenze sanitarie vanno oltre la salute e l'economia. Ebola e COVID-19 hanno eroso la fiducia nei governi, le libertà civili e le norme democratiche. La risposta politicizzata, gli attacchi alle istituzioni scientifiche e la polarizzazione hanno lasciato le società meno resilienti.
Un mondo più diviso e indebitato
Il rischio reale e imminente è che una nuova pandemia colpisca un mondo più diviso, più indebitato e meno capace di proteggere i propri cittadini rispetto a dieci anni fa. Tutti i paesi sarebbero esposti a impatti sanitari, sociali ed economici potenzialmente maggiori.
Il rapporto riconosce il potenziale dell'intelligenza artificiale e delle tecnologie digitali nel migliorare la preparazione, soprattutto per il monitoraggio delle minacce. Tuttavia, senza una governance efficace e salvaguardie, potrebbero peggiorare la sicurezza sanitaria e ampliare le disparità nell'accesso.
Soluzioni esistono, ma manca fiducia ed equità
«Il mondo non manca di soluzioni», ha dichiarato la Co-Presidente del GPMB, S.E. Kolinda Grabar-Kitarovic. «Ma senza fiducia ed equità, queste soluzioni non raggiungeranno chi ne ha più bisogno. I leader politici, l'industria e la società civile possono ancora cambiare la traiettoria della preparazione globale, se trasformeranno i loro impegni in progressi misurabili prima che colpisca la prossima crisi».
Il GPMB, che concluderà il suo mandato nel 2026, identifica tre priorità concrete per invertire la rotta: istituire un meccanismo di monitoraggio permanente e indipendente per tracciare il rischio pandemico; promuovere l'accesso equo a vaccini, test e terapie salvavita attraverso la conclusione dell'Accordo sulle Pandemie; garantire finanziamenti robusti sia per la preparazione che per le risposte immediate.
La preparazione è un test di leadership politica
«Se fiducia e cooperazione continueranno a deteriorarsi, ogni paese sarà più esposto quando colpirà la prossima pandemia. La preparazione non è solo una sfida tecnica, è un test di leadership politica», ha affermato la Co-Presidente del GPMB, Joy Phumaphi.
Il rapporto sottolinea che la leadership sarà messa alla prova quest'anno, mentre i governi lavorano per finalizzare l'Accordo sulle Pandemie dell'OMS e concordare una dichiarazione politica significativa delle Nazioni Unite sulla prevenzione, preparazione e risposta alle pandemie.
Il rapporto 2026 del GPMB viene presentato oggi a margine della 79ª Assemblea Mondiale della Sanità.