L'autore Michele Rech, Zerocalcare, ha partecipato al festival di Giffoni. Ha confessato la sua perenne insicurezza, affermando di non possedere formule per la felicità e di non sapere come rispondere alle domande dei giovani.
Zerocalcare: "Sono sempre stato impacciato"
Zerocalcare, ospite a Giffoni, ha condiviso apertamente le sue insicurezze. L'autore ha dichiarato di sentirsi da sempre una persona «impicciata». Le sue storie nascono proprio da questi suoi impacci personali. Molti giovani si riconoscono in questo senso di inadeguatezza. Questo porta spesso Zerocalcare a non sapere cosa rispondere alle domande del pubblico. Alcuni pensano che parli di questi temi perché possiede delle risposte. Lui smentisce, affermando di non avere consigli da dare. Se li avesse, starebbe molto meglio, ha spiegato con la sua tipica franchezza romana.
L'incontro a Giffoni è stato uno dei più affollati. I ragazzi hanno posto numerosissime domande all'autore. Le sue opere toccano corde profonde per chi si affaccia alla vita. Affrontano l'insicurezza, ma anche l'impegno civile. Raccontano una politica legata alla storia. Vengono trattati temi come la memoria storica, citando il G8 di Genova. Si parla anche dei conflitti internazionali.
Le influenze e il "do it yourself"
Zerocalcare, autore di «Due Spicci», la serie Netflix che conclude la trilogia iniziata con «Strappare lungo i bordi», ha rivelato le sue ispirazioni. Ha citato la serie di corti «Les Lascars». Questi racconti, ambientati nelle banlieue francesi, lo hanno profondamente colpito. «Ho sempre prestato attenzione alle storie degli ultimi», ha affermato. Usa il suo linguaggio per stimolare l'interesse verso tematiche lontane. Vive in un'epoca priva di orizzonti chiari. A differenza degli anni Settanta, ora «è crollato tutto», ha commentato.
L'influenza della cultura punk è stata fondamentale. «Mi ha influenzato un botto», ha sottolineato. La regola principale è il «do it yourself». Bisogna fare le cose da soli, senza la pretesa della perfezione. Zerocalcare teme di essere frainteso. Si considera molto didascalico. Per questo motivo, pondera ogni sillaba per definire il suo messaggio. Riconosce che questo limita l'interpretazione artistica. È difficile separare l'opera dal personaggio, ha ammesso.
Frustrazione e consigli per i timidi
L'autore vive un forte senso di frustrazione. È cresciuto con valori alti e una spinta all'azione. Questo si riflette nei suoi lavori. Non sa se essere felici sia impossibile. Si è sempre dato un alibi per giustificare la sua infelicità. Ha inseguito l'altrove, l'irrisolto, l'ansia. Si può sopravvivere al vuoto, ma è importante capirne le ragioni. Ha menzionato anche la questione curda, la Palestina e la coscienza antifascista. La lettura è uno strumento potente per acquisire consapevolezza.
Riguardo ai progetti futuri, Zerocalcare ha dichiarato di prendersi una pausa dopo «Due Spicci». Ha poi offerto un consiglio ai giovani timidi. Da ragazzo, nascondeva i suoi disegni. Suggerisce ai ragazzi insicuri di circondarsi di persone intraprendenti. Questa è stata la sua esperienza. Un amico ha inviato un suo lavoro a un editore, perché lui non aveva il coraggio. «Io non sono uno che fa succedere le cose», ha concluso.
Domande e Risposte
D: Quali sono le principali insicurezze che Zerocalcare affronta nelle sue opere?
R: Zerocalcare affronta principalmente il senso di inadeguatezza, fragilità e insicurezza, temi che risuonano profondamente con il pubblico giovane.
D: Come Zerocalcare incoraggia i giovani timidi a perseguire i propri sogni?
R: Consiglia loro di circondarsi di persone intraprendenti che possano spingerli ad agire, citando la sua esperienza personale in cui un amico ha inviato un suo lavoro a un editore.