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Il festival Giffoni 2026 presenterà 104 opere, tra lungometraggi e cortometraggi, esplorando temi come crescita, identità e inclusione. L'evento si svolgerà dal 17 al 25 luglio a Giffoni Valle Piana.

Temi in concorso per Giffoni 2026

La prossima edizione di Giffoni, denominata #Giffoni56, affronterà argomenti cruciali. Questi includono il percorso di crescita individuale. Si parlerà anche della costruzione dell'identità personale. Saranno esplorati i legami familiari, in particolare il rapporto tra genitori e figli. Il bisogno di sentirsi parte di un gruppo è un altro tema centrale. La memoria storica avrà spazio. L'inclusione sociale sarà un focus importante. La salute mentale verrà discussa. Si affronterà anche la sostenibilità ambientale. Infine, si tratterà il superamento delle disuguaglianze sociali.

Il tema generale dell'edizione 2026 è «Le cose impossibili». Questo concetto guiderà idealmente tutte le opere selezionate. La manifestazione si terrà a Giffoni Valle Piana, in provincia di Salerno. La durata prevista è dal 17 al 25 luglio.

Selezione cinematografica internazionale

Saranno presentate un totale di 104 opere cinematografiche. Di queste, 42 sono lungometraggi. Le restanti 62 sono cortometraggi. Questi film provengono da diverse nazioni del mondo. La selezione è avvenuta tra migliaia di candidature internazionali. Questo dimostra l'ampia portata globale del festival.

La sezione Elements +3 è dedicata ai più piccoli. I film guidano i bambini in un viaggio di scoperta. Si mira a stimolare la meraviglia. Si celebrano le prime grandi conquiste personali. Un esempio è il film norvegese «Bug's story» di Natalia Malykhina Bratli. Un altro titolo è «The little train» dagli Stati Uniti, diretto da Angel Wang. I protagonisti di queste storie imparano a riconoscere il proprio valore. Imparano anche a guardare il mondo con occhi nuovi.

Storie di crescita e coraggio

La sezione Elements +6 presenta storie di crescita. Si enfatizza il coraggio e la scoperta di sé. Tra i film in concorso c'è l'avventura animata «Born in the jungle». Questa coproduzione coinvolge Lettonia, Polonia e Repubblica Ceca. La regia è di Edmunds Jansons. Un altro titolo è «Garuda: dare to dream». È un'opera prima dall'Indonesia, Taiwan e Corea del Sud. Il regista è Ronny Gani. Gani è noto come digital artist e animatore. Ha lavorato a progetti come «The Avengers» e «Aquaman».

Per la sezione Elements +10, dedicata all'accompagnamento verso la preadolescenza, sono previsti diversi titoli. Tra questi figura la family adventure «Barry & me». Questo film è una coproduzione tedesco-svizzera, diretto da Markus Welter. Un altro film è «Children of the resistance». Racconta la storia di tre bambini durante l'occupazione tedesca in Francia. Il regista è Christophe Barratier. Barratier è già stato candidato all'Oscar per il suo film «Le choristes».

Adolescenza e sfide sociali

La sezione Generator +13 si rivolge agli adolescenti. Presenta opere che esplorano le sfide di questa età. Un esempio è «The altar boys» dalla Polonia, diretto da Piotr Domalewski. Il film narra di un gruppo di adolescenti. Delusi dall'inerzia degli adulti, decidono di combattere le ingiustizie sociali. Utilizzano metodi idealistici ma potenzialmente pericolosi. Un altro film è «Trad» dall'Irlanda, diretto da Lance Daly. Celebra la musica tradizionale irlandese. La musica è vista come strumento di identità e condivisione culturale. Nel cast figura anche Aidan Gillen, noto per il suo ruolo in «Game of Thrones».

In Generator +15 troviamo opere che riflettono su temi complessi. C'è «A Family» dai Paesi Bassi e Belgio, diretto da Mees Peijnenburg. È un dramma familiare su due fratelli. Sono intrappolati nel divorzio dei loro genitori. Un altro film è «Nipster» dalla Svezia, opera prima di Sunniva Eir Tangvik Kveum. Esplora i meccanismi di radicalizzazione. Analizza il bisogno di appartenenza che rende gli adolescenti vulnerabili a movimenti estremisti.

Documentari e cortometraggi

Per i ragazzi più grandi, la sezione Generator +18 include film significativi. Tra questi c'è «3 Weeks after». È una coproduzione serbo-italo-lussemburghese-bulgaro-croata, diretta da Miroslav Terzic. Il film si svolge durante una gita scolastica. Avviene dopo il suicidio di uno studente. I bulli della scuola cercano nuove vittime. Un altro titolo è «Rosemead» dagli Stati Uniti, opera prima di Eric Lin. Lucy Liu interpreta una madre malata. Scopre le tendenze violente del figlio adolescente.

La sezione Gex doc offre uno sguardo approfondito. Esplora le nuove generazioni attraverso i documentari. Tra i titoli c'è «Adam's apple» dagli Stati Uniti, di Amy K. Jenkins. Racconta il percorso di crescita di un adolescente transgender. Un altro documentario è «One in a million». È una coproduzione tra Stati Uniti, Regno Unito e Germania. I registi sono Itab Azzam e Jack MacInnes. Il film segue il difficile percorso di una giovane rifugiata siriana. Affronta esilio, integrazione e ricerca delle proprie radici.

Anche la selezione dei cortometraggi offre prospettive diverse e originali. Si spazia da «The Champion's Mural» dall'Italia, diretto da Massimiliano Pacifico. Questo corto, presentato in Elements +10, è ambientato a Napoli. Racconta storie legate ai murales dedicati a Diego Armando Maradona. Altri cortometraggi provengono dalla sezione Parental Experience. Include opere come «A Sparrow's song» dalla Germania, di Tobias Eckerlin. Questo film affronta il tema del lutto e del potere rigenerante della natura.