A Leno è stato inaugurato un innovativo modello socio-sanitario integrato. Questo nuovo sistema mira a migliorare l'accesso ai servizi per i cittadini dei 20 comuni coinvolti, centralizzando informazioni e supporto.
Nuovo punto unico di accesso a Leno
È stato ufficialmente attivato presso la «Casa di comunità» di Leno il Punto Unico di Accesso (PUA). Questo servizio rappresenta una novità fondamentale per l'integrazione socio-sanitaria. L'iniziativa nasce da un accordo tra l'Ambito 9 Bassa Bresciana Centrale e il Distretto Bassa Bresciana Centrale di Asst Garda. L'obiettivo è creare un sistema più efficiente e accessibile per tutti i cittadini.
Il PUA centralizza diverse funzioni. Qui operano già uffici amministrativi e servizi strategici. Tra questi figurano quelli dedicati alla disabilità e alla protezione giuridica. Anche lo sportello per gli assistenti familiari trova spazio in questa nuova struttura. L'idea è quella di offrire un unico punto di riferimento per molteplici esigenze.
Questo modello è il primo del suo genere nella provincia di Brescia. Si conforma alle nuove direttive regionali sull'integrazione dei servizi. L'intento è semplificare l'accesso alle cure e all'assistenza. La collaborazione tra enti diversi è la chiave di volta di questo progetto.
Banca dati condivisa e informazioni multilingue
Una delle innovazioni principali è la creazione di una banca dati condivisa. Tutti gli operatori avranno accesso a informazioni complete sui servizi disponibili. Questo permetterà una gestione più fluida e coordinata degli interventi. I cittadini dei 20 comuni aderenti beneficeranno di schede informative dettagliate. Queste saranno disponibili anche in diverse lingue.
Le lingue previste includono l'arabo, il francese, l'hindi e l'inglese. Saranno presenti anche il russo e l'urdu. Le informazioni saranno reperibili presso gli Uffici dei Servizi Sociali. L'obiettivo è superare le barriere linguistiche e culturali. Si vuole garantire un accesso equo alle informazioni per tutti.
L'iniziativa mira a rendere i servizi più comprensibili. La disponibilità di materiale in più lingue è un passo importante. Questo approccio inclusivo è fondamentale per la comunità.
Accessibilità per non vedenti e non udenti
L'integrazione socio-sanitaria a Leno pone grande attenzione all'accessibilità. È stato siglato un accordo con l'Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti (UICI) di Brescia. Il presidente Nicola Stilla ha collaborato al progetto. Anche l'Ente Nazionale Sordi (ENS) di Brescia è partner. Il presidente Franco Pedrali ha contribuito all'iniziativa.
Grazie a queste collaborazioni, verrà implementato un modello di comunicazione completamente accessibile. Saranno utilizzati contenuti in Lingua dei Segni Italiana (LIS). Verranno predisposti materiali con linguaggio semplificato. Si utilizzeranno font ad alta leggibilità per i testi stampati. A ciò si aggiungono strumenti multilingue e supporti digitali.
L'inclusività è un pilastro del nuovo modello. Si punta a creare un ambiente dove tutti possano accedere alle informazioni. Questo include anche l'uso di social media inclusivi. L'obiettivo è non lasciare indietro nessuno.
Trasferimento di servizi e nuove prospettive
Entro la fine dell'anno, altri servizi si trasferiranno a Leno. Attualmente operano a Ghedi, ex sede dell'Ambito 9. Si tratta del servizio tutela minori e del servizio integrazione lavorativa. La struttura che ospitava i poliambulatori diventerà un polo di integrazione socio-sanitaria. Il centro psicosociale, l'ultimo reparto per acuti rimasto a Leno, sarà spostato a Manerbio.
Questi spostamenti rientrano in una riorganizzazione più ampia. L'intento è concentrare le risorse e ottimizzare i servizi. La creazione di un polo dedicato all'integrazione socio-sanitaria è strategica. Permetterà una maggiore sinergia tra i diversi settori.
La trasformazione mira a creare un sistema sanitario territoriale più forte. La riorganizzazione dei reparti è pensata per migliorare l'efficienza. L'obiettivo finale è servire meglio i cittadini.
Le dichiarazioni degli amministratori
«Prosegue il dettato di legge regionale», ha commentato Cristina Tedaldi, sindaco di Leno. «L'obiettivo è integrare l'aspetto puramente sanitario con i servizi assistenziali. Questo è fondamentale per chi vive condizioni di cronicità e fragilità. Puntiamo a realizzare una vera medicina territoriale». La persona è al centro di questa iniziativa.
Il lavoro delle direttrici è stato determinante. Rossella Goglioni, direttore del distretto Bassa Bresciana Centrale di Asst Garda, e Claudia Pedercini, direttore e responsabile Ufficio di Piano di Ambito 9, hanno creduto nel progetto fin dall'inizio. Per loro, «è stato decisivo smettere di pensare in maniera individuale e intraprendere una visione corale».
Roberta Chiesa, direttore generale di Asst Garda, ha concluso: «L'integrazione tra servizi consente risposte più efficaci, tempestive e vicine ai cittadini. Ringrazio tutti i professionisti coinvolti che hanno sostenuto il progetto». L'impegno collettivo è stato fondamentale per il successo.
Domande frequenti sul nuovo modello socio-sanitario
Cosa prevede il nuovo modello integrato socio-sanitario di Leno?
Il nuovo modello prevede l'istituzione di un Punto Unico di Accesso (PUA) presso la «Casa di comunità» di Leno. Questo PUA centralizza informazioni e servizi socio-sanitari, creando una banca dati condivisa per gli operatori e offrendo schede informative multilingue ai cittadini dei 20 comuni coinvolti. L'obiettivo è migliorare l'accesso e l'efficacia delle cure e dell'assistenza.
Quali sono i benefici per i cittadini dei 20 comuni coinvolti?
I cittadini beneficeranno di un accesso semplificato ai servizi socio-sanitari grazie al PUA. Avranno a disposizione informazioni più chiare e complete, anche in diverse lingue, facilitando la comprensione e l'utilizzo dei supporti disponibili. L'iniziativa mira a rendere i servizi più vicini alle esigenze delle persone, specialmente quelle con cronicità o fragilità.