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Cinque giovani sono stati arrestati nell'Alta Irpinia per possesso di armi rubate e modificate. Il Tribunale del Riesame di Napoli ha confermato le misure cautelari, rigettando i ricorsi presentati dalle difese. Le indagini proseguono.

Ritrovamento armi modificate nell'Alta Irpinia

Un fucile modificato è stato scoperto nascosto all'interno di un muretto a secco. I Carabinieri della Compagnia di Sant'Angelo dei Lombardi hanno effettuato il ritrovamento durante un controllo del territorio. L'arma era stata rubata e la sua canna era stata accorciata illegalmente. Questa modifica rende l'arma più facile da occultare e trasportare. Inoltre, aumenta la sua letalità a breve distanza. Tale alterazione suggerisce un uso illecito dell'arma.

A seguito di questo primo rinvenimento, le forze dell'ordine hanno intensificato le ricerche. L'attività investigativa ha portato al sequestro di ulteriori armi. Sono stati recuperati altri due fucili rubati. Trovata anche una pistola priva di matricola, rendendola non rintracciabile. Sono state rinvenute numerose cartucce di vario calibro. Sono stati inoltre sequestrati diversi componenti di armi da fuoco.

Rete di giovani indagati tra diversi comuni

Le indagini hanno identificato cinque giovani coinvolti. Le loro età variano tra i venti e i trentaquattro anni. Provengono da comuni diversi dell'area, tra cui Lioni, Villamaina, Paternopoli e Gesualdo. Questa provenienza da più centri abitati suggerisce l'esistenza di una rete che collega diverse comunità dell'Alta Irpinia. Il Gip del Tribunale di Avellino, Pasquale Cerrone, ha emesso l'ordinanza di custodia cautelare. La richiesta è giunta dalla Procura, con il sostituto procuratore Cecilia Annecchini a coordinare le indagini.

Quattro dei cinque indagati sono stati condotti in carcere. Il quinto è stato posto agli arresti domiciliari. Le accuse mosse nei loro confronti includono il porto e la detenzione illegale di armi e munizionamento. Contestata anche la ricettazione, dato che le armi risultano essere state rubate.

Confermate le misure cautelari dal Riesame di Napoli

Le difese degli indagati hanno presentato ricorso contro le ordinanze di custodia cautelare. Questa è una procedura standard volta a verificare la legittimità delle misure cautelari applicate. I ricorsi sono stati esaminati dalla Dodicesima Sezione del Tribunale del Riesame di Napoli. Tutti i ricorsi sono stati respinti. Inizialmente sono stati rigettati quelli relativi ai primi tre indagati. Successivamente, sono stati confermati anche i provvedimenti per gli altri due.

I giudici napoletani hanno stabilito che le misure cautelari sono pienamente giustificate. Il quadro indiziario attuale risulta solido. Le indagini condotte dalla Procura di Avellino sono ancora in corso per chiarire tutti gli aspetti della vicenda.

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