Politica

Azione Basilicata: Pace definisce "somari" chi vota NO al referendum

18 marzo 2026, 12:51 6 min di lettura
Azione Basilicata: Pace definisce "somari" chi vota NO al referendum Immagine da Wikimedia Commons Genzano di lucania
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Azione Basilicata, tramite il suo vice segretario Aurelio Pace, ha espresso un giudizio severo sugli elettori che si esprimono per il NO al referendum. Pace ha definito "somari" coloro che votano contro la riforma, sostenendo che sia più facile non comprendere la materia. Le sue dichiarazioni hanno suscitato dibattito.

Azione Basilicata: Aurelio Pace critica il voto contrario al referendum

Il dibattito sul referendum ha visto un intervento controverso da parte di Aurelio Pace. Egli ricopre la carica di vice segretario regionale del partito Azione in Basilicata. Le sue affermazioni sono emerse durante un incontro tenutosi a Genzano di Lucania. Questo evento, promosso dalla Lega, mirava a discutere la riforma della giustizia.

Pace, ex consigliere regionale e avvocato, ha utilizzato termini molto forti per descrivere chi si oppone alla riforma. Ha affermato che «buona parte dei somari vota No». Questa dichiarazione è stata pronunciata in presenza di figure politiche di rilievo. Tra questi, il vice presidente della Regione, Pasquale Pepe. Erano presenti anche Sergio Lapenna, presidente del Comitato regionale per il Sì, e Daniele Stolfi.

L'incontro si è svolto il 14 marzo. L'obiettivo era chiarire i punti a favore del referendum. Tuttavia, l'intervento di Pace ha spostato l'attenzione sulla sua critica verso gli elettori. Le sue parole hanno generato sorpresa e reazioni immediate. La sua posizione sembrava ben definita e non un semplice lapsus.

Le ragioni di Aurelio Pace dietro l'attacco ai votanti NO

Aurelio Pace ha ulteriormente argomentato la sua posizione. Ha spiegato che votare NO è una scelta dettata dalla facilità. Secondo il suo punto di vista, è più semplice opporsi senza una reale comprensione. Ha dichiarato: «è più facile votare no nella vita e non capire niente.» Questa frase suggerisce una visione dispregiativa verso chi non approva la riforma.

Pace sembra convinto che la sua analisi sia corretta. Non mostra dubbi sulla validità delle sue affermazioni. La sua critica si estende anche ad altri attori politici e sociali. Ha toccato il tema del sindacato e dei 5 Stelle. Le sue parole sono state riportate da Basilicata24.

L'ex consigliere regionale ha espresso un giudizio netto. La sua opinione è che molti elettori scelgano il NO per pigrizia intellettuale. Non si tratta di un'analisi superficiale, ma di una convinzione profonda. Le sue dichiarazioni sono state fatte durante un evento pubblico.

Critiche al sindacato e ai 5 Stelle: l'opinione di Pace

L'intervento di Aurelio Pace non si è limitato al referendum. Ha rivolto critiche anche a una parte del mondo sindacale. Pace ha attaccato coloro che invitano a votare NO per difendere la Costituzione. Secondo lui, per rispettare la Carta Costituzionale è necessario studiarla. Ha affermato: «bisogna leggerla, interpretarla e impararla.»

Ha poi aggiunto che una parte del sindacato non compie questi passaggi fondamentali. Pace ha dichiarato che questi sindacalisti «non la legge, non la interpreta e non la impara». Ha anche insinuato che alcuni aderiscano al sindacato per evitare di lavorare. Questa è un'accusa grave mossa dal vice segretario di Azione Basilicata.

Successivamente, Pace ha puntato il dito contro i 5 Stelle. Ha ricordato la loro posizione passata sul sorteggio. I 5 Stelle, che promuovevano il principio «uno vale uno», erano a favore del sorteggio. Pace ha ironizzato: «E se uno vale uno?». Ha poi concluso che la verità è che «uno vale uno» ma loro «siete zucche vuote e non valete uno».

Pace ha accusato i 5 Stelle e il Partito Democratico di aver cambiato idea. Secondo lui, questo cambio di rotta è finalizzato a creare una «battaglia politica». Ha sottolineato che la vera battaglia dovrebbe essere far tacere chi non capisce. Dovrebbe essere quella di «mandare i cittadini a votare» e dichiarare che «sul bene dei cittadini valgono più i cittadini che il partito dei fessi».

Contesto politico: il referendum e le posizioni dei partiti

L'episodio si inserisce in un contesto di acceso dibattito politico. Il referendum sulla giustizia ha diviso l'opinione pubblica e i partiti. L'incontro a Genzano di Lucania, promosso dalla Lega, era volto a sostenere il Sì. La presenza del vice presidente della Regione, Pasquale Pepe, sottolinea l'importanza dell'evento.

Sergio Lapenna, presidente del Comitato regionale per il Sì, ha espresso la sua posizione. Ha invocato la separazione fisica degli uffici di PM e giudici. La sua motivazione è che questi professionisti «mangiano insieme e in alcuni casi dormono insieme». Questa affermazione evidenzia una preoccupazione per la possibile commistione di ruoli.

L'intervento di Aurelio Pace, vice segretario di Azione, si discosta dalla linea più moderata che ci si potrebbe aspettare da un partito come quello di Carlo Calenda e Marcello Pittella. Le sue parole, definite uno «scivolone» da alcuni, sembrano invece frutto di una riflessione ponderata. Pace è membro dello staff del presidente del Consiglio regionale, Marcello Pittella.

La critica ai votanti NO, definendoli «somari», è una strategia comunicativa audace. Potrebbe mirare a polarizzare il dibattito e a galvanizzare la base di sostenitori. Tuttavia, rischia anche di alienare una parte dell'elettorato. La sua critica ai sindacati e ai 5 Stelle rafforza la sua immagine di politico schietto e senza peli sulla lingua.

La Basilicata è spesso teatro di dibattiti politici accesi. Le dichiarazioni di Pace aggiungono un ulteriore elemento di discussione. Il referendum sulla giustizia è un tema complesso. Richiede una comprensione approfondita delle sue implicazioni. Le parole di Pace invitano a riflettere sulla qualità del dibattito pubblico. La fonte delle dichiarazioni è Basilicata24.

L'ex consigliere regionale, avvocato di professione, dimostra una notevole sicurezza nelle proprie affermazioni. La sua analisi politica è tagliente. Non esita a usare un linguaggio forte per esprimere il suo dissenso. Questo approccio potrebbe essere interpretato come un segno di forza o come un eccesso di aggressività. La sua critica ai 5 Stelle, in particolare, è molto dura. Li definisce «partito dei fessi».

La Basilicata, con i suoi piccoli centri come Genzano di Lucania, diventa spesso palcoscenico di queste discussioni. La politica locale riflette le tensioni nazionali. Le parole di Pace sono un esempio di come il dibattito possa diventare acceso. La sua critica si estende a chi, secondo lui, non ha una reale comprensione dei temi trattati. Il suo intervento è stato un momento clou dell'incontro. Ha catalizzato l'attenzione dei presenti e dei media.

Le dichiarazioni di Aurelio Pace sono state riportate integralmente da Basilicata24. L'articolo originale menziona anche un precedente intervento del deputato Aldo Mattia. Mattia avrebbe invitato a usare metodi clientelari per convincere gli elettori. Questo dettaglio aggiunge un ulteriore strato di complessità al dibattito politico in Basilicata. La discussione sul referendum è quindi caratterizzata da diverse posizioni e strategie comunicative.

La figura di Aurelio Pace emerge come quella di un politico deciso. Le sue parole sono destinate a far discutere. L'uso del termine «somari» per descrivere gli elettori contrari al referendum è particolarmente incisivo. La sua critica si estende anche a chi, a suo dire, strumentalizza la Costituzione per fini politici. La sua visione è quella di un elettore informato e consapevole. Chi non lo è, rischia di essere etichettato negativamente. La Basilicata continua a essere un territorio fertile per dibattiti politici vivaci.

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