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Il traffico marittimo globale ha registrato un aumento del 4,4% nel primo trimestre del 2026. Nonostante i volumi in crescita, le compagnie di navigazione vedono diminuire i propri margini di profitto a causa di eccesso di capacità e calo dei noli. La resilienza delle catene logistiche diventa cruciale.

Traffico container in aumento nel 2026

Il settore marittimo globale ha mostrato segnali di ripresa nei primi mesi del 2026. Il traffico mondiale di container ha superato i 47 milioni di Teu. Questo dato rappresenta un incremento del 4,4% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Già nel 2025 si era registrata una crescita, con 193 milioni di Teu movimentati. L'anno precedente aveva segnato 184,3 milioni di Teu.

L'analisi del Centro Studi Fedespedi, giunta alla sua XI edizione, esamina le performance delle principali compagnie di navigazione merci. La relazione include i bilanci del 2025 e i risultati del primo trimestre del 2026. Dieci società sono state oggetto di studio per le loro performance economico-finanziarie.

Compagnie di navigazione: margini in contrazione

Nonostante l'aumento dei volumi, i bilanci delle compagnie di navigazione mostrano un quadro meno roseo rispetto all'eccezionale esercizio del 2024. Nel 2025, tutte le società analizzate hanno registrato una flessione del fatturato. Le variazioni sono comprese tra un -2% e un -26,6%. Questo trend negativo è proseguito nei primi mesi del 2026.

Ricavi e margini hanno subito un'ulteriore diminuzione. Diversi fattori contribuiscono a questa contrazione. Tra questi spiccano l'eccesso di offerta di stiva e la flessione dei noli marittimi. Anche l'aumento del costo del carburante incide negativamente. Le tensioni geopolitiche in Medio Oriente continuano a condizionare rotte e tempi di navigazione, complicando ulteriormente la situazione.

Migliora la puntualità delle navi

Un dato positivo emerge invece riguardo alla puntualità delle navi. Nei primi cinque mesi del 2026, la percentuale di navi arrivate in orario si è mantenuta costantemente sopra il 60%. L'unica eccezione si è registrata nel mese di febbraio, con una puntualità del 58,3%. Questo indica un miglioramento nell'efficienza operativa delle compagnie.

Il presidente di Fedespedi, Alessandro Pitto, ha commentato i risultati. «I volumi continuano a crescere, ma l'eccesso di capacità disponibile e il calo dei noli stanno riducendo i margini di profitto delle compagnie», ha dichiarato. Ha aggiunto che i margini stanno tornando «su livelli più fisiologici».

Catene logistiche e sfide future

Alessandro Pitto ha sottolineato l'importanza della capacità di adattamento delle catene logistiche. In uno scenario globale in continua riconfigurazione, con rotte influenzate da eventi come quelli nel Canale di Suez e nello Stretto di Hormuz, questa capacità diventa un fattore competitivo decisivo. Le sfide logistiche richiedono soluzioni innovative e flessibili.

L'analisi di Fedespedi evidenzia anche la concentrazione del mercato. Le società appartenenti alle tre grandi alleanze marittime (Gemini Cooperation, Ocean Alliance, Premier Alliance), insieme a MSC, controllano l'80% dell'offerta di capacità e il 52% delle navi. La flotta totale a disposizione delle compagnie analizzate a fine 2025 era di 3.175 navi, circa il 42% delle portacontainer globali.

Crisi Mar Rosso e riorganizzazione rotte

La crisi nel Mar Rosso e nel Golfo Persico ha avuto un impatto significativo sui transiti. Nel primo trimestre del 2026, i passaggi attraverso il Canale di Suez sono diminuiti del 47,2% rispetto ai picchi del 2023. Per le sole portacontainer, il calo è stato del 68%. Lo Stretto di Hormuz vede transitare una media di 10 navi al giorno, un numero drasticamente inferiore rispetto alle 60 del periodo precedente alle ostilità.

I paesi del Golfo stanno attivamente riorganizzando i propri corridoi logistici. L'obiettivo è aggirare lo Stretto di Hormuz. Si utilizzano porti esterni come gateway. Da questi porti partono poi servizi terrestri diretti verso le varie località del Golfo Persico. Tra febbraio e aprile 2026, si è registrato un aumento significativo dei booking in porti come Salalah (+154,6%), Aqaba (+114,4%) e Jeddah (+90,6%).

Geografia dei traffici marittimi

La crescita dei volumi tra gennaio e maggio 2026, rispetto all'anno precedente, è stata trainata principalmente dai flussi in uscita verso il Far East (+8,8%). Anche i traffici verso l'Africa Sub-sahariana (+14,8%) e l'America Latina (+4,4%) hanno contribuito positivamente. Al contrario, l'export europeo ha mostrato una flessione del -4,6%.

Questi dati delineano un quadro complesso per il settore marittimo. La crescita dei volumi è un segnale incoraggiante. Tuttavia, la pressione sui margini e le sfide logistiche globali richiedono strategie mirate. La resilienza e l'adattabilità delle catene logistiche si confermano elementi chiave per il futuro del trasporto marittimo.