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AVS contesta la realizzazione di un termovalorizzatore in Liguria, definendolo inutile e dannoso. I consiglieri Selena Candia e Jan Casella chiedono alla Regione di bloccare il bando e cercare soluzioni alternative per la gestione dei rifiuti.

Critiche al progetto del termovalorizzatore

La Liguria non necessita di un inceneritore per i rifiuti. Questa è la ferma posizione espressa da Selena Candia, capogruppo regionale di AVS, e Jan Casella, consigliere regionale della stessa formazione politica. Essi ritengono che la priorità debba essere data a impianti per il trattamento intermedio dei rifiuti. Fondamentale, secondo loro, è anche migliorare la raccolta differenziata. L'obiettivo è ridurre al minimo la produzione di scarti.

Secondo i rappresentanti di AVS, l'attuale giunta regionale sta rinunciando alla gestione diretta del ciclo dei rifiuti. Invece di occuparsene direttamente, si preferisce affidare la realizzazione di un termovalorizzatore a soggetti privati. Questo approccio viene giudicato negativamente.

Richiesta di annullamento del bando

Selena Candia e Jan Casella si rivolgono direttamente alla Regione Liguria. Chiedono con urgenza l'annullamento del bando di gara. Questo bando è destinato alla costruzione del nuovo impianto. Essi sostengono che esistano soluzioni più adatte alle specifiche esigenze del territorio ligure. La proposta di AVS punta a un modello di gestione dei rifiuti più sostenibile e integrato.

L'annuncio della pubblicazione del bando entro il prossimo 15 aprile ha accelerato la presa di posizione di AVS. I consiglieri ritengono che la scelta di procedere con un termovalorizzatore sia controproducente. Potrebbe compromettere gli sforzi per promuovere un'economia circolare efficace. Si teme che l'impianto possa incentivare la produzione di rifiuti anziché la loro riduzione.

Alternative per la gestione dei rifiuti

AVS propone un cambio di rotta nella gestione dei rifiuti in Liguria. Invece di concentrarsi su un unico grande impianto di incenerimento, si suggerisce di potenziare le infrastrutture esistenti. Si parla di impianti di trattamento intermedio. Questi potrebbero valorizzare i materiali recuperati dalla raccolta differenziata. L'enfasi è posta sul rafforzamento dell'economia circolare. L'obiettivo è trasformare i rifiuti in risorse.

La raccolta differenziata, se adeguatamente potenziata e gestita, può rappresentare una risorsa fondamentale. Candia e Casella sottolineano l'importanza di investire in tecnologie e processi che massimizzino il recupero di materia. Questo approccio ridurrebbe la quantità di rifiuti destinati allo smaltimento finale. Si eviterebbe così la necessità di impianti come il termovalorizzatore.

La decisione di affidare l'opera ai privati solleva ulteriori interrogativi. AVS teme che gli interessi economici possano prevalere sulla sostenibilità ambientale. La trasparenza e la partecipazione pubblica nel processo decisionale sono considerate essenziali. Si chiede un dibattito aperto sulle migliori strategie per la gestione dei rifiuti in Liguria.

Posizione di AVS e prossimi passi

La posizione di AVS è chiara: il termovalorizzatore non è la soluzione per la Liguria. I consiglieri regionali esprimono preoccupazione per le conseguenze ambientali ed economiche di un tale progetto. Essi invitano l'amministrazione regionale a riconsiderare la propria strategia. Si auspica un dialogo costruttivo per individuare percorsi alternativi. Percorsi che siano realmente in linea con i principi dell'economia circolare e della sostenibilità.

La richiesta di annullare il bando è un appello a fermare un processo che, secondo AVS, è viziato da una visione errata. Si chiede di privilegiare soluzioni che puntino alla prevenzione della produzione di rifiuti. Si vuole anche massimizzare il recupero e il riciclo dei materiali. La salute del territorio e dei suoi cittadini dovrebbe essere la priorità assoluta.