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Spediporto Genova festeggia 80 anni con un'assemblea pubblica. Il presidente Giachero sottolinea la necessità di convergere su obiettivi comuni, ridurre la burocrazia e promuovere una visione strategica per il futuro del settore logistico.

Spediporto Genova celebra 80 anni di storia

L'associazione Spediporto ha tenuto la sua assemblea pubblica presso la Borsa di Genova. L'evento assume un significato speciale quest'anno, poiché l'organizzazione celebra il suo ottantesimo anniversario. La diretta dell'incontro è stata trasmessa da Primocanale. Il tema scelto, «Celebrate our past and build our future», collega la tradizione degli spedizionieri, ripartiti dopo la guerra nel 1946, alle sfide attuali e ai progetti futuri di Spediporto, con un occhio di riguardo all'innovazione e all'internazionalizzazione.

L'associazione ha vissuto periodi di ricostruzione e trasformazioni industriali. Ha affrontato crisi tecnologiche, globali e conflitti. Nonostante ciò, ha sempre mantenuto il focus sulla competenza e sull'attenzione verso i propri associati. Una visione internazionale è considerata fondamentale, specialmente ora. È importante comunicare al mondo ciò che Genova sta realizzando in termini di opere e soluzioni. Strumenti come la zona logistica semplificata e gli investimenti nell'aeroporto sono cruciali per il Nord Ovest e l'Europa.

Giachero: meno burocrazia per cogliere opportunità

Andrea Giachero, presidente di Spediporto, ha evidenziato l'importanza dell'assemblea pubblica come momento di confronto. Questo dialogo è rivolto alle istituzioni, alla politica e alle amministrazioni. L'obiettivo è analizzare l'anno trascorso e affrontare le criticità emerse. Problemi geopolitici imprevedibili hanno influenzato la situazione. Si cerca di attuare azioni correttive e mantenere la rotta in un periodo delicato per il territorio. La riqualificazione tramite opere importanti impatta sull'operatività.

La situazione geopolitica può trasformarsi in un'opportunità. Dalle crisi possono nascere nuove possibilità. Questo approccio è condiviso. La chiave è l'adattabilità, dimostrata da Spediporto negli 80 anni di attività. L'associazione ha attraversato ricostruzioni e crisi globali. Ha sempre mantenuto un forte senso di competenza e attenzione per i propri associati. Una prospettiva internazionale è ritenuta essenziale. È necessario presentare al mondo ciò che Genova sta facendo in termini di ristrutturazioni e soluzioni innovative. La zona logistica semplificata e gli investimenti aeroportuali sono esempi significativi.

Focus sull'aeroporto e la Blue Economy

I prossimi dieci anni saranno caratterizzati da grandi opere infrastrutturali. Il terzo valico, la diga e la viabilità autostradale dovrebbero essere completati entro questo decennio. L'aeroporto è fondamentale per evitare l'isolamento. Va promosso a livello regionale e in relazione alla Blue Economy. Genova è un hub crocieristico tra i più importanti d'Europa. È necessario attrarre flussi di mobilità che oggi scelgono destinazioni più vicine, come Barcellona.

Si punta a coinvolgere importanti gruppi come MSC, che considera Genova un hub principale. La parte merci non può prescindere dagli aerei in arrivo. Si lavora per creare integrazioni con le attività portuali. Tuttavia, si riconosce la difficoltà di questo processo. Da due anni si discute della necessità di un partner industriale. Questo partner dovrebbe supportare il processo in corso e portare competenze, relazioni e una visione a lungo termine. Serve qualcuno che incentivi e attragga flussi di mobilità.

La Green Logistic Valley: una visione per il futuro

È necessario un salto di qualità nella riflessione. Richiedere maggiore efficienza, opere, semplificazione e connessioni descrive una necessità, ma non una visione completa. In questo ottantesimo anno, Spediporto deve proporre una visione strategica. Questa visione è denominata Green Logistic Valley. L'idea si basa sulla convinzione che un territorio cresca veramente quando i suoi grandi progetti generano comunità, competenze, innovazione, coesione e cultura industriale. Il riferimento ad Adriano Olivetti è sostanziale, non ornamentale.

Nella tradizione dell'impresa italiana, Olivetti comprese che la fabbrica non può essere separata dal suo territorio. Il profitto non è l'unico metro di misura. L'impresa moderna deve migliorare il contesto in cui opera. La Green Logistic Valley, se adottata come progetto strategico, può rappresentare questa maturità. La Zona Franca Doganale, all'interno della Zona Logistica Semplificata, non è un dettaglio normativo. È uno strumento chiave per trasformare la posizione geografica in un vantaggio competitivo duraturo. La semplificazione amministrativa, la possibilità di insediare lavorazioni e la riduzione dei tempi sono cruciali. L'integrazione tra funzioni portuali e retroportuali rafforza la vocazione internazionale del territorio. Tuttavia, la coerenza del disegno è fondamentale. Nessuno strumento funziona se non inserito in una visione più ampia.

Criticità nell'intermodalità ferroviaria

Emerge un punto critico sull'efficienza intermodale del sistema portuale del Mar Ligure Occidentale. Il report dell'Autorità Portuale indica un calo dei volumi containerizzati via ferrovia nel 2025. Si sono attestati a 322.451 TEU, con un decremento dell'11,6% rispetto all'anno precedente. Sono stati movimentati 7.935 treni, in calo del 14,2%. Le ragioni sono note: interruzioni sulla rete, lavori imponenti e riorganizzazione dei servizi. Si sta investendo nel futuro, ma non si può attendere all'infinito il completamento del Terzo Valico e il quadruplicamento della linea. Questo permetterà di raggiungere Milano.

Se il traffico marittimo cresce e quello ferroviario arranca, il sistema si indebolisce nel passaggio cruciale tra porto e mercato. La competitività di un porto oggi non si misura solo dalla capacità di servire la nave. Si misura soprattutto dalla capacità di servire la merce. Questo significa garantire tempi certi e affidabilità.