La Cassazione ha reso definitiva la condanna di Sergio Frisinghelli per l'omicidio del vicino. L'uomo sconterà la pena con lavori di pubblica utilità, evitando il carcere. La decisione conferma la sentenza di primo grado.
Omicidio vicino, condanna definitiva per lavori socialmente utili
Sergio Frisinghelli, 61 anni, non tornerà in carcere. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dalla Procura della Repubblica. Questo annullamento rende definitiva la sentenza di primo grado. Frisinghelli aveva ucciso il suo vicino di casa a Santa Margherita Ligure tre anni fa.
La Suprema Corte ha confermato la decisione. Il ricorso del pubblico ministero mirava a rivalutare la condanna. La pena per Frisinghelli è stata sostituita con lavori di pubblica utilità. Questa misura è prevista dalla riforma Cartabia. L'uomo è un noto artigiano e giardiniere della zona. Potrà riprendere la sua attività nel Comune di Santa Margherita Ligure.
Frisinghelli aveva anche prestato servizio nella Protezione Civile locale. Non sconterà nemmeno un giorno di detenzione. La sua condanna è di due anni e venti giorni di reclusione. La pena è stata comminata per eccesso colposo in legittima difesa. La difesa è stata curata dall'avvocato Claudio Zadra.
La dinamica dell'aggressione e la reazione
I fatti risalgono a un pomeriggio d'estate del 2023. La vittima, Alessio Grana, era descritto come una persona aggressiva. Testimoni e documenti confermano questo aspetto. Grana aveva già avuto alterchi con altri vicini quel giorno. La polizia locale era intervenuta in precedenza. Poco prima delle 20, al rientro di Frisinghelli, la situazione è degenerata.
Grana si è presentato davanti alla porta di Frisinghelli. Era armato di un grosso mattarello. Portava anche un oggetto appuntito di alluminio. Ha colpito Frisinghelli al braccio e alla testa. Sentendosi aggredito, Frisinghelli ha reagito d'istinto. Ha afferrato un grosso coltello da caccia. L'arma, lunga 14 centimetri, era riposta vicino al frigorifero.
Frisinghelli ha colpito Grana all'addome. La vittima è deceduta poco dopo. Frisinghelli ha confessato immediatamente ai carabinieri. Inizialmente era stato accusato di omicidio volontario. Ha poi scelto il rito abbreviato. La Procura aveva richiesto una pena di 9 anni e 4 mesi di reclusione.
La sentenza di primo grado e la derubricazione del reato
Il 25 giugno 2024, il tribunale di Genova ha emesso la sentenza di primo grado. La giudice Angela Nutini ha derubricato il reato. L'accusa è passata da omicidio volontario a eccesso colposo in legittima difesa. La sentenza ha riconosciuto che Frisinghelli ha reagito a un'aggressione ingiusta. Tuttavia, ha ravvisato una sproporzione nell'uso della forza.
La giudice ha motivato la decisione. «Se è vero che l'aggressione con il bastone e il ferro giustificava anche il ricorso al coltello, è certo che esso non andasse direzionato verso un organo vitale», ha dichiarato. La condanna è stata fissata in due anni e venti giorni di reclusione. Su richiesta dell'avvocato Claudio Zadra, la pena è stata immediatamente sostituita. La sostituzione è avvenuta ai sensi della riforma Cartabia con lavori di pubblica utilità.
L'appello e la decisione finale della Cassazione
La Procura ha impugnato la sentenza di primo grado. La considerava troppo mite. Il 26 novembre 2025, la Corte d'Assise d'Appello di Genova si è pronunciata. Il giudice Alessandro Farina presiedeva il collegio. La Corte ha accolto l'appello incidentale della difesa. Ha dichiarato la sentenza inappellabile.
Secondo la legge Cartabia, le condanne a pene sostitutive come i lavori socialmente utili non sono impugnabili. Ci sono eccezioni, ma non ricorrevano nel caso specifico. Il procuratore della Repubblica ha quindi trasformato il ricorso in appello in un ricorso per cassazione. Mercoledì, la Suprema Corte ha dichiarato inammissibile questo ultimo tentativo di impugnazione. La condanna a lavori socialmente utili è quindi definitiva.
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