La sanità genovese mostra un divario di genere nei ruoli di vertice. Nonostante la maggioranza femminile tra i medici e infermieri, le posizioni apicali restano dominate dagli uomini. Si discute di strategie per accelerare il cambiamento culturale e le politiche di sostegno.
Donne in sanità: numeri e sfide
Il progresso verso l'uguaglianza di genere procede a rilento. Le trasformazioni digitali e l'intelligenza artificiale accelerano il cambiamento. Tuttavia, il divario di genere globale richiederà ancora 120 anni per essere colmato. Questo dato emerge dal Global Gender Gap Report. A sottolinearlo è Monica Calamai. La direttrice generale dell'Irccs Policlinico San Martino e coordinatrice della Community Donne Protagoniste in Sanità ha aperto i lavori. La sesta convention nazionale dell'associazione si è svolta a Genova.
Nel settore medico, le donne costituiscono il 52% del personale. Nelle professioni infermieristiche, la percentuale sale al 78%. Nonostante questi numeri, la leadership nei ruoli apicali resta un obiettivo distante. Monica Calamai ha evidenziato la necessità di superare la soglia del 30%. Questo per garantire un'incisività reale nei processi decisionali. La disparità è evidente anche a livello territoriale.
Il divario di genere a Genova
Il gender gap è una realtà quotidiana e oggettiva. Lo ha spiegato Alessandro Bonsignore. È il presidente dell'Ordine dei Medici di Genova e Liguria. A Genova, le dottoresse attive sono 3.600. I colleghi uomini sono invece 2.600. È necessaria una sinergia concreta. Soprattutto, serve un cambio culturale. Questo per valorizzare le competenze e la leadership indipendentemente dal genere.
L'assessore regionale alla Sanità, Massimo Nicolò, ha confermato la difficoltà. La parità di genere nei ruoli apicali stenta ancora a realizzarsi. È necessario un impegno maggiore. La Regione sta implementando misure concrete. Tra queste, i nidi gratuiti. Sono stati introdotti proprio per supportare le donne. È fondamentale offrire pari opportunità di carriera. Bisogna affrontare con decisione la gestione familiare, la gravidanza e la cura dei figli.
Il ruolo dell'università e le prospettive future
Anche il mondo accademico gioca un ruolo cruciale. Attualmente, la maggioranza degli studenti di Medicina è femminile. Molte giovani donne vengono assunte nel servizio sanitario. Tuttavia, il divario si accentua quando si sale verso le posizioni apicali. Lo ha affermato Antonio Uccelli. È il rettore eletto dell'Università di Genova. Serve una trasformazione culturale. Bisogna contrastare un modello gerontocratico. Questo modello, con la scusa dell'esperienza, ostacola l'accesso delle giovani colleghe. Inoltre, rende difficile la conciliazione tra vita personale e responsabilità manageriali.
La strada verso la piena parità di genere nella sanità è ancora lunga. Richiede un impegno congiunto. Le istituzioni, le università e gli ordini professionali devono collaborare. L'obiettivo è creare un ambiente di lavoro equo. Un ambiente dove le competenze siano valorizzate al di là del genere. Solo così si potrà garantire una rappresentanza equilibrata ai vertici. E assicurare decisioni più inclusive e rappresentative.