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Assoporti chiede una revisione al ribasso dei prelievi per le Autorità Portuali e una moratoria di tre anni per valutarne l'impatto. L'associazione punta a garantire autonomia finanziaria e operatività.

Richiesta di revisione dei prelievi portuali

Roberto Petri, presidente di Assoporti, ha espresso la posizione dell'associazione riguardo alla riforma portuale. L'obiettivo è trovare un equilibrio finanziario. Non si devono sottrarre troppe risorse alle Autorità di sistema portuale. Questo permetterebbe loro di mantenere autonomia. Così, darebbero a Porti d'Italia spa la forza necessaria. La forza per poter avviare il nuovo percorso.

Petri ha parlato a margine di un workshop a Genova. L'evento si è tenuto a Palazzo San Giorgio. Il tema era «La riforma portuale: strumento di competitività per un Mediterraneo fra Oriente e Occidente». La sua associazione ha suggerito alcuni correttivi. Questi correttivi sono stati presentati all'esame della Commissione trasporti della Camera.

Moratoria di tre anni per valutare l'impatto

Si auspica l'approvazione parlamentare di un periodo cuscinetto. Questo periodo di moratoria durerebbe tre anni. Servirebbe a valutare l'impatto del nuovo percorso. L'impatto sulle Autorità di sistema portuale. Lo ha dichiarato Petri. Ha definito la riforma portuale tracciata dal disegno di legge come «necessaria».

Attualmente, si sta lavorando per ridurre la percentuale. La percentuale delle risorse che le Adsp dovrebbero versare a Porti d'Italia spa. Questo avviene tramite emendamenti. L'ipotesi iniziale prevedeva una percentuale tra il 15% e il 25%. Questa percentuale si basava su tasse portuali e diritti di imbarco incassati dai porti.

Proposte di emendamento per le AdSP

La percentuale iniziale deve essere rivista. Non si chiede una revisione sostanziale. Ma una leggera riduzione al ribasso. Così ha concluso Petri. Alcuni emendamenti in discussione prevedono passaggi importanti. Ad esempio, una Adsp in difficoltà finanziarie non verrebbe soppressa. La prima stesura della legge prevedeva la soppressione. Ora, si propone la commissariamento.

Questo permetterebbe di gestire la situazione. Senza interrompere completamente l'operatività. Si cerca di salvaguardare le singole realtà portuali. Garantendo al contempo la sostenibilità del sistema. La discussione mira a trovare un compromesso. Un compromesso che soddisfi le esigenze di tutte le parti coinvolte. La flessibilità è vista come un elemento chiave.

La riforma mira a migliorare la competitività. La competitività dei porti italiani. Soprattutto nel contesto del Mediterraneo. La posizione di Assoporti è chiara. Si vuole procedere con cautela. Valutando attentamente ogni passo. Per assicurare un futuro solido al sistema portuale nazionale. La collaborazione tra le istituzioni è fondamentale. Per raggiungere questi obiettivi strategici.

Le Autorità di sistema portuale svolgono un ruolo cruciale. Svolgono un ruolo per l'economia del paese. La loro autonomia finanziaria è essenziale. Essenziale per la pianificazione e l'investimento. La proposta di riduzione dei prelievi mira a preservare questa autonomia. La moratoria di tre anni offrirà il tempo necessario. Tempo per analizzare i dati. E per adattare le strategie. La riforma deve essere uno strumento di crescita. Non un onere eccessivo.

La discussione sugli emendamenti continua. L'obiettivo è affinare il testo. Affinare il testo della riforma portuale. Per renderla più efficace e sostenibile. La collaborazione tra governo e operatori del settore è vitale. Per costruire un sistema portuale moderno. Un sistema portuale pronto alle sfide globali. La trasparenza e la condivisione delle informazioni sono prioritarie. Per garantire un processo decisionale informato.