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I cambi di stagione possono accentuare i sintomi del reflusso gastroesofageo. Il Professor Furnari spiega le ragioni di questo peggioramento e offre consigli pratici per alleviare il disturbo.

Perché il reflusso peggiora con i cambi di stagione

Il disturbo da reflusso gastroesofageo tende a manifestarsi con maggiore intensità durante i passaggi stagionali. Questo fenomeno non è casuale ma legato a diversi fattori ambientali e fisiologici. L'organismo umano subisce infatti adattamenti significativi per fronteggiare le variazioni di temperatura e luce.

Questi cambiamenti possono influenzare il sistema nervoso autonomo. Tale sistema regola funzioni corporee involontarie, inclusa la motilità esofagea e la secrezione acida dello stomaco. Alterazioni nella sua attività possono quindi incidere negativamente sulla gestione del reflusso.

Fattori scatenanti legati alle stagioni

Le variazioni climatiche giocano un ruolo cruciale. L'aumento o la diminuzione delle temperature possono alterare la pressione sanguigna e la circolazione. Questi effetti sistemici possono influenzare la funzionalità del cardias, la valvola che separa esofago e stomaco.

Anche l'esposizione alla luce solare, che cambia con le stagioni, ha un impatto. La luce regola il ritmo circadiano, il nostro orologio biologico interno. Disturbi in questo ritmo possono influenzare la produzione di ormoni e neurotrasmettitori. Alcuni di questi sono implicati nella regolazione della digestione.

Il Professor Manuele Furnari, esperto in Gastroenterologia presso il Policlinico San Martino di Genova, sottolinea come questi fattori esterni interagiscano con la predisposizione individuale. La sensibilità del tratto gastrointestinale alle variazioni ambientali varia da persona a persona.

Consigli pratici per gestire il reflusso stagionale

Per mitigare il peggioramento dei sintomi, il Professor Furnari suggerisce alcune strategie. È fondamentale mantenere uno stile di vita sano e regolare le proprie abitudini alimentari. Evitare pasti abbondanti, soprattutto la sera, è un primo passo importante.

Si consiglia di limitare il consumo di cibi e bevande che possono irritare la mucosa esofagea. Tra questi rientrano caffè, alcolici, cibi grassi e piccanti. Anche il fumo di sigaretta aggrava la condizione e andrebbe eliminato.

Mantenere un peso corporeo nella norma è un altro fattore protettivo. L'eccesso di peso, specialmente addominale, aumenta la pressione sullo stomaco. Questo facilita la risalita degli acidi nell'esofago. L'attività fisica regolare, ma non subito dopo i pasti, aiuta a migliorare la motilità gastrointestinale.

Il Professor Furnari raccomanda di dormire con la testa leggermente sollevata. Questo riduce il rischio di reflusso notturno. In caso di sintomi persistenti o severi, è indispensabile consultare il proprio medico curante o uno specialista gastroenterologo. La diagnosi corretta e un piano terapeutico personalizzato sono essenziali per una gestione efficace del disturbo.

Quando consultare il medico

Non bisogna sottovalutare i segnali del proprio corpo. Sintomi come bruciore di stomaco frequente, difficoltà a deglutire, o sensazione di nodo alla gola meritano attenzione medica. Questi possono essere campanelli d'allarme di condizioni più serie.

Il medico potrà valutare la situazione specifica del paziente. Potrà prescrivere esami diagnostici se necessario. La terapia farmacologica, se indicata, mira a ridurre la produzione di acido o a migliorare la motilità esofagea. La gestione del reflusso è un percorso che richiede attenzione e costanza.