La Corte d'Appello ha respinto la sospensione della condanna per l'ospedale San Martino. La struttura dovrà pagare oltre 3 milioni di euro per la morte di Pamela Poletti, avvenuta dopo un parto. I giudici hanno proposto una conciliazione.
Morte Pamela Poletti: appello respinto
La Corte d'Appello ha negato la sospensione della condanna. Il San Martino di Genova dovrà versare più di 3 milioni di euro. La somma è dovuta per il decesso di Pamela Poletti. La donna, 38 anni, è morta dopo un lungo coma. Questo era sopraggiunto a seguito di un parto complicato. I giudici hanno comunque suggerito una proposta conciliativa. La cifra offerta è inferiore a quella stabilita in primo grado. Le parti valuteranno l'offerta nelle prossime settimane.
Pamela Poletti era residente a Rapallo. Lavorava come commessa in un supermercato. Dopo aver dato alla luce il suo terzo figlio, il 17 agosto 2012, rimase gravemente invalida. Il piccolo nacque sano tramite cesareo presso il San Martino. Poche ore dopo, la madre entrò in coma. La causa fu un'encefalopatia post-anossica. Questa era stata provocata da un forte shock emorragico. L'evento aveva causato un doppio arresto cardiocircolatorio.
La famiglia, assistita dall'avvocato Enrico Peratello, sostiene che l'emorragia non fu riconosciuta. La diagnosi arrivò con notevole ritardo. L'intervento chirurgico per fermarla fu eseguito troppo tardi. I periti del tribunale hanno confermato che queste omissioni causarono l'invalidità totale. Pamela fu ridotta in uno stato di minima coscienza per tre anni. La donna è deceduta il 21 giugno 2015. La morte fu dovuta a una polmonite. Gli esperti la collegarono alle complicanze pregresse. Al suo fianco, fino all'ultimo, c'erano il marito e i figli. C'erano anche i suoi genitori e i tre fratelli.
Risarcimento danni malasanità San Martino
L'ospedale San Martino aveva rifiutato un accordo stragiudiziale. Il tribunale civile di Genova ha emesso una sentenza il 14 novembre 2025. Il giudice Maria Cristina Scarzella ha condannato l'ospedale. La somma totale da versare ai parenti è di 3,2 milioni di euro. Questo risarcimento è tra i più alti mai riconosciuti in Liguria per casi di malasanità. La quantificazione del danno da lungo periodo di coma è stata determinante.
Sul fronte penale, l'inchiesta si era conclusa con l'imputazione coatta. Due medici del San Martino furono accusati di omicidio colposo. La decisione del gip andò contro il parere della Procura. Entrambi i medici furono poi prosciolti. La causa fu l'intervenuta prescrizione dei reati.
La direzione sanitaria del San Martino ha sempre difeso la propria posizione. Dopo la sentenza di primo grado, l'ospedale ha dichiarato le conclusioni della consulenza tecnica d'ufficio non condivisibili. La richiesta di risarcimento è stata giudicata eccessiva. Pur riconoscendo il dramma umano, la direzione ha chiesto l'appello. Ora la Corte d'Appello ha confermato la condanna. La sospensione è stata rigettata. L'esecutività della condanna di primo grado resta valida. Si apre comunque la strada a una conciliazione con una base economica più contenuta.
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