Il processo Morandi a Genova entra nella fase finale con le repliche dei Pubblici Ministeri. Si discute sulla prevedibilità del difetto di costruzione e sulla validità delle prove raccolte sulle macerie. La sentenza è attesa entro fine maggio.
Udienza cruciale per il processo Morandi
Il tribunale di Genova si prepara a un'udienza decisiva. Il processo per il crollo del ponte Morandi, iniziato quattro anni fa, sta volgendo al termine. Sono 57 gli imputati ancora coinvolti nel procedimento. La tragedia del 14 agosto 2018 causò la morte di 43 persone.
L'udienza odierna, iniziata alle 9:30, è dedicata alle repliche dei pubblici ministeri Walter Cotugno e Marco Airoldi. Questo intervento potrebbe protrarsi per tutta la giornata. Successivamente, le parti civili avranno a disposizione circa mezz'ora. Tra queste figurano i familiari delle vittime e i residenti della zona colpita. L'avvocato Luca Cesareo rappresenterà queste parti. Potrebbe discutere del versamento di provvisionali.
Il difetto di costruzione era prevedibile?
Le difese degli imputati hanno puntato molto sull'argomento del difetto di costruzione. Hanno sostenuto che il vizio nella pila 9 fosse occulto e quindi non intercettabile. I magistrati potrebbero ribattere a questa tesi. Potrebbero evidenziare come il difetto fosse in realtà prevedibile. A supporto di questa idea, potrebbero citare una relazione di Riccardo Morandi del 1985. L'ingegnere Emmanuele Codacci Pisanelli ha già espresso opinioni simili in precedenti interviste.
La prevedibilità del difetto è un punto chiave. Se dimostrata, potrebbe indebolire le argomentazioni difensive. La discussione si concentra sulla reale conoscibilità del problema strutturale. Questo aspetto è fondamentale per l'esito del processo.
Dubbi sulla validità delle prove sulle macerie
Un altro nodo cruciale riguarda l'eccezione di nullità. Questa è stata sollevata dall'avvocato Marcello D'Ascia. Egli difende alcuni imputati di Autostrade per l'Italia. L'eccezione riguarda l'incidente probatorio sugli esami delle macerie del ponte. Se accolta, potrebbe invalidare le prove raccolte. Ciò comporterebbe, in teoria, l'annullamento del processo.
Secondo D'Ascia, gli esami non avrebbero valore legale. Sono iniziati prima che alcuni indagati fossero formalmente iscritti nel registro. Questo avrebbe impedito loro di nominare consulenti. Le perizie sulle macerie, poi rimosse dal greto del torrente Polcevera, sarebbero quindi viziate. Anche i legali di altri imputati, inclusi quelli di Giovanni Castellucci, hanno aderito a questa eccezione. La difesa di Castellucci punta a un'accusa di 18 anni e sei mesi.
D'Ascia ha sottolineato una mancata analisi. Non sarebbe stata esaminata la porzione di macerie della pila 9 sotto il reperto 132. Questo specifico elemento potrebbe provare il degrado del ponte limitato al punto del vizio occulto. I PM potrebbero decidere di non approfondire questo aspetto. Ciò eviterebbe rischi in appello o in Cassazione. Tuttavia, questa scelta potrebbe ripresentare il problema in future fasi processuali.
Verso la sentenza: le prossime tappe
Dopo l'udienza odierna, rimangono solo tre udienze. Queste sono fissate per il 13, 14 e 15 aprile. Saranno dedicate agli interventi finali degli avvocati difensori. Successivamente, il tribunale si aggiornerà. Una nuova udienza è prevista per fine maggio. In quell'occasione, i giudici comunicheranno la data della sentenza. La lettura del dispositivo potrebbe avvenire prima di agosto. Le motivazioni complete richiederanno più tempo. Il presidente del collegio, Paolo Lepri, ha anticipato circa sei mesi.
La complessità del caso richiede un'analisi approfondita. Le decisioni prese in questa fase finale saranno determinanti. L'attesa per la conclusione di questo lungo iter giudiziario è alta. La città di Genova spera in un verdetto che faccia piena luce sulle responsabilità del crollo.
Domande frequenti sul processo Morandi
Chi sono i principali imputati nel processo Morandi?
Tra i principali imputati nel processo Morandi figurano dirigenti ed ex dirigenti di Autostrade per l'Italia, tra cui Giovanni Castellucci, per il quale è stata chiesta una pena di 18 anni e sei mesi. Sono coinvolti anche tecnici e funzionari legati alla manutenzione e alla progettazione del ponte.
Qual è la questione centrale riguardo al difetto di costruzione del ponte Morandi?
La questione centrale riguarda la natura del difetto di costruzione della pila 9. Le difese sostengono fosse un vizio occulto, non prevedibile né intercettabile. La procura, invece, mira a dimostrare che il difetto fosse prevedibile, citando anche relazioni tecniche preesistenti al crollo.