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L'ex amministratore delegato di Aspi, Giovanni Castellucci, dal carcere di Opera, afferma di non aver avuto responsabilità operative sul viadotto Polcevera, limitandosi a dare un indirizzo generale. La sua dichiarazione avviene nel contesto del processo per il crollo del Ponte Morandi.

Castellucci: "Solo indirizzo su Polcevera, non responsabilità operative"

Giovanni Castellucci, figura centrale nel processo per il tragico cedimento del Ponte Morandi, ha rilasciato dichiarazioni significative. L'ex amministratore delegato di Aspi ha parlato in collegamento dal carcere di Opera. Sta scontando una pena di sei anni per il disastro del bus di Acqualonga.

Le sue parole si concentrano sul suo ruolo riguardo al viadotto Polcevera. Castellucci ha sottolineato di non aver mai avuto un incarico diretto per la gestione del ponte. Ha affermato: «Io non presi mai in carico il Polcevera».

L'indirizzo generale e le basi non tecniche

L'ex AD ha spiegato che il suo contributo si è limitato a fornire una direzione. Questa direzione si basava su un'idea di fondo. «Diedi un indirizzo sulla base di un'idea di fondo», ha dichiarato Castellucci.

Ha aggiunto che questa idea era legata al concetto di retrofitting. «Se il retrofitting andava prima o poi fatto», ha spiegato, «la mia idea era banale, e cioè 'facciamolo'». Ha però precisato che questa era un'idea formulata su basi non tecniche. Non si trattava quindi di decisioni operative o ingegneristiche.

Distinzione tra ruoli: AD e capo struttura tecnica

Castellucci ha ulteriormente chiarito la distinzione tra il suo ruolo di amministratore delegato e quello di responsabile di una struttura tecnica. «Fare l'AD è una cosa», ha affermato, «fare il capo di una struttura tecnica un'altra».

Con questa affermazione, ha ribadito la sua estraneità alle responsabilità operative dirette. La sua posizione è che il suo mandato si concentrava sulla gestione generale e strategica, non sui dettagli tecnici o sulla manutenzione specifica del viadotto.

Il contesto del crollo del Ponte Morandi

Il Ponte Morandi è crollato il 14 agosto 2018. La tragedia causò la morte di 43 persone. L'evento ha scosso profondamente la città di Genova e l'intero paese. Il processo in corso mira a chiarire le responsabilità di quanto accaduto.

Le dichiarazioni di Castellucci, sebbene provenienti da un contesto di pena già scontata per un altro evento, sono rilevanti per il dibattimento. Offrono la sua prospettiva sulla catena di comando e sulle decisioni prese prima del crollo. La sua difesa si basa sulla separazione tra la gestione aziendale e la responsabilità tecnica.

Le indagini e le future udienze

Le indagini sul crollo hanno coinvolto diverse figure e società. L'obiettivo è accertare eventuali negligenze o mancate manutenzioni. Le dichiarazioni dell'ex AD saranno vagliate attentamente dai giudici.

Il processo prosegue con l'audizione di testimoni e la presentazione di perizie. La comunità attende risposte chiare e giustizia per le vittime. Le parole di Castellucci aggiungono un ulteriore elemento al complesso quadro probatorio.

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