La nautica italiana, leader mondiale nei megayacht, affronta quattro sfide cruciali per la sua espansione: alta tassazione, costi energetici elevati, complessità burocratica e lentezza della giustizia civile. Confindustria Nautica chiede interventi mirati per mantenere la competitività.
Ostacoli alla crescita del settore nautico
Il settore della nautica italiana eccelle a livello globale, specialmente nella produzione di megayacht, superando la cantieristica navale tradizionale. Questo comparto genera significativi ritorni economici e occupazionali, con moltiplicatori finanziari di 5.2 e occupazionali di 7.1. Tuttavia, la sua piena espansione è frenata da quattro criticità principali. Queste includono una pressione fiscale ritenuta eccessiva, l'alto costo dell'energia che incide sui bilanci aziendali. Si aggiungono le difficoltà normative nei rapporti con le pubbliche amministrazioni e i tempi eccessivamente lunghi della giustizia civile. Queste problematiche sono state evidenziate da Piero Formenti, presidente di Confindustria Nautica. Le sue dichiarazioni sono avvenute durante il convegno di Confindustria intitolato "Genova e la Liguria capitali dell'economia del mare 2026". L'evento si è focalizzato sul ruolo del "motore blu" per la crescita economica e occupazionale, tenutosi nel capoluogo ligure.
Normative e semplificazione per il settore
Nonostante le sfide, il dialogo con le istituzioni ha portato a progressi. Il Decreto Legislativo "valorizzazione risorsa mare" ha visto un buon lavoro di squadra, con il raggiungimento di compromessi soddisfacenti. Formenti ha sottolineato che il percorso verso una piena efficacia normativa è ancora lungo. È necessario un impegno costante per rendere le norme più incisive e realmente di supporto alle imprese. L'obiettivo è una semplificazione concreta che favorisca l'operatività delle aziende. La strada della semplificazione è promettente, ma servono ulteriori sforzi e interventi significativi. Questi sono indispensabili per allineare il settore nautico italiano ai regimi fiscali e normativi più vantaggiosi presenti in altri paesi europei. Esempi concreti di tali regimi favorevoli si riscontrano in Malta e in Grecia. L'adeguamento a questi standard è cruciale per mantenere la competitività internazionale.
Formazione e opportunità per i giovani
Un altro aspetto fondamentale per la crescita del settore è la formazione. Formenti ha evidenziato come la nautica offra opportunità lavorative molto interessanti per i giovani. Queste opportunità includono anche retribuzioni superiori rispetto ad altri settori produttivi. Nonostante queste attrattive, le aziende associate a Confindustria Nautica segnalano una persistente difficoltà nel reperire figure professionali qualificate. La carenza di personale specializzato rappresenta un collo di bottiglia significativo. Questo problema limita la capacità delle imprese di espandere la propria produzione e di cogliere appieno le potenzialità di mercato. Investire nella formazione tecnica e professionale diventa quindi una priorità strategica. È necessario formare nuove generazioni di lavoratori con le competenze richieste dal mercato.
Il futuro della nautica italiana
Il settore nautico italiano possiede un potenziale enorme, come dimostrano i suoi primati mondiali. La leadership nell'export di megayacht e la capacità di generare occupazione sono punti di forza innegabili. Tuttavia, per liberare completamente questo potenziale, è essenziale affrontare le criticità evidenziate. La riduzione della pressione fiscale, la stabilizzazione dei costi energetici e la semplificazione burocratica sono passi urgenti. Anche una riforma efficace della giustizia civile contribuirebbe a creare un ambiente più favorevole agli investimenti. Confindustria Nautica si impegna a dialogare con le istituzioni per trovare soluzioni concrete. L'obiettivo è garantire un futuro prospero e competitivo per la nautica italiana, un vero "motore blu" per l'economia nazionale. La collaborazione tra imprese, governo e sistema formativo è la chiave per superare gli ostacoli e rafforzare la posizione di eccellenza del Made in Italy nel mondo.