Un uomo di 65 anni, indagato per i presunti "cecchini del weekend" a Sarajevo, ha negato di aver mai combattuto in Bosnia. Ha ammesso di aver millantato esperienze di guerra per frustrazione, ispirato da racconti di altri.
Indagato milanese nega coinvolgimento nei cecchini di Sarajevo
Un uomo di 65 anni, residente nell'Alessandrino, è al centro di un'indagine per omicidio volontario. L'accusa riguarda i cosiddetti 'cecchini del weekend'. Si tratta di italiani che negli anni '90 avrebbero combattuto a fianco delle milizie serbo-bosniache. L'uomo, un ex impiegato del Comune di Genova, ha recentemente parlato con la sua legale, Licia Sardo. Ha negato fermamente di aver partecipato a scontri o di essere stato un 'tiratore turistico'.
Le sue dichiarazioni sono state rese nell'ambito dell'inchiesta condotta dal pm Alessandro Gobbis. L'indagine mira a fare luce sul coinvolgimento di cittadini italiani nei conflitti balcanici. L'uomo ha ammesso di aver raccontato di aver fatto parte di un gruppo paramilitare serbo. Tuttavia, ha precisato di non aver mai effettivamente combattuto in Bosnia.
Millantate esperienze di guerra per frustrazione
L'indagato ha spiegato il motivo delle sue affermazioni. Ha dichiarato di aver agito per frustrazione. Non era riuscito a realizzare il suo desiderio di combattere per un ideale. Ha quindi attribuito a sé stesso avventure sentite da altri. Queste vicende erano reali, ma lui non ne era il protagonista. Ha definito il suo comportamento come 'stupido'.
Ha affermato di non essere mai stato nei Balcani, nemmeno per una vacanza. Ha anche negato di aver fatto parte di formazioni militari o paramilitari. Il suo desiderio di combattere è sempre rimasto inespresso. Le sue parole suggeriscono un tentativo di compensare un sogno irrealizzato.
Incontri con ex militari e persone facoltose
L'uomo ha descritto gli individui che lo avrebbero ispirato. Li ha conosciuti frequentando poligoni di tiro tra Piemonte, Lombardia e Liguria negli anni '90. Alcuni di loro erano ex appartenenti alla Folgore, riconoscibili dai tatuaggi. Altri erano Bersaglieri, professionisti o figli di famiglie benestanti. Li ammirava per il loro coraggio e la loro apparente audacia.
Queste persone si presentavano spesso con auto di lusso, come Maserati o Mercedes. L'indagato li ha incontrati una mezza dozzina di volte. Condividevano anche momenti conviviali, come andare a mangiare una pizza. I loro racconti alimentavano la sua fantasia.
Racconti di combattimenti e ideali
I racconti ascoltati riguardavano combattimenti con paramilitari serbi. Si parlava di attività di cecchinaggio, ma non contro civili. L'obiettivo sarebbero stati i militari. I viaggi avvenivano spesso con piccoli aerei. Il rientro in Italia poteva avvenire via mare, dalla costa del Montenegro.
Questi individui non venivano pagati. Agivano spinti da motivi ideologici. L'indagato ha dichiarato di essere un estimatore di Milosevic. Credeva nella 'grande Serbia', come loro. Non ricorda i nomi dei suoi interlocutori, a distanza di trent'anni. Non li rivelerebbe per una questione etica, per non coinvolgere persone che ritiene innocenti o già decedute.
Posizione sull'indagine e armi sequestrate
Riguardo ai 'tiratori turistici' che sparavano sui civili per divertimento, l'indagato li definisce 'disumani'. Tuttavia, ipotizza che possa trattarsi di una montatura. Le persone che ha conosciuto non agivano in quel modo. Tornavano provati dalle esperienze vissute, non con il sorriso sulle labbra.
Ammette che in guerra i civili possono morire o essere feriti. Sottolinea però che non dovrebbe accadere volontariamente. L'indagato si aspetta che la sua posizione venga archiviata. La vicenda gli ha causato notti insonni. Spera inoltre di riavere indietro le sue armi sequestrate: 5 carabine e 2 armi corte, regolarmente detenute.
Domande frequenti
Chi sono i "cecchini del weekend"?
I "cecchini del weekend" sono persone accusate di essersi recate in Bosnia negli anni '90 per combattere a fianco di milizie serbo-bosniache, sparando sui civili durante l'assedio di Sarajevo.
Cosa ha dichiarato l'indagato milanese?
L'indagato ha negato di aver mai combattuto in Bosnia, affermando di aver millantato esperienze di guerra per frustrazione. Ha ammesso di aver ascoltato racconti da ex militari e persone facoltose, ma di non aver mai partecipato attivamente ai conflitti.
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