Condividi

La Liguria registra un preoccupante aumento dei crimini ambientali, scalando posizioni nella classifica nazionale. Particolarmente grave la situazione dei reati contro gli animali.

Aumento crimini ambientali in Liguria

I reati a danno dell'ambiente in Liguria mostrano una tendenza all'incremento. Questo dato si pone in contrasto con l'andamento generale delle altre regioni italiane. In soli due anni, la Liguria è passata dal dodicesimo all'ottavo posto nella graduatoria nazionale. Questo posizionamento è ancora più allarmante se si considera la ridotta estensione territoriale della regione. L'analisi percentuale sulla popolazione la collocherebbe in una situazione ancora più critica, secondo Stefano Bigliazzi, presidente di Legambiente Liguria. I dati sono definiti «estremamente preoccupanti».

Crimini contro gli animali: Liguria al secondo posto

La Liguria si distingue negativamente per i crimini contro gli animali, attestandosi al secondo posto assoluto in Italia. La regione è superata solo dalla Sicilia, precedendo la Puglia. La maggior parte di questi reati è legata alla pesca illegale. Tuttavia, non vanno trascurati il traffico di specie animali e il bracconaggio. Questi crimini rappresentano una grave minaccia per la biodiversità locale. La situazione richiede interventi mirati e un rafforzamento dei controlli sul territorio.

Dati nazionali e provinciali

A livello nazionale, si osserva una diminuzione dei reati ambientali denunciati, con un calo di 4.855 casi rispetto all'anno precedente. Il dato totale si attesta a 35.735. La Liguria, invece, ha visto un aumento costante. Nel 2024 si registravano 1.520 reati, posizionandosi al 12° posto. L'anno successivo, i casi salirono a 1.720 (10° posto). Nell'anno di riferimento del dossier, i reati sono stati 1.863, portando la regione all'8° posto. Sono state 1.791 le persone denunciate a seguito di 50.467 controlli effettuati. Le forze dell'ordine svolgono un lavoro encomiabile nel far emergere gli illeciti. Tuttavia, si assiste a una recrudescenza della criminalità «in giacca e cravatta». Questa tipologia di reato sfrutta aziende e attività apparentemente lecite per arricchirsi. La provincia con il maggior numero di illeciti registrati è quella di Genova.

Tipologie di reati ambientali

Dopo i reati contro gli animali, che contano 678 casi, le infrazioni più comuni riguardano il ciclo dei rifiuti. Si registrano infatti 406 casi relativi alla gestione illecita dei rifiuti. Segue il ciclo del cemento, con 317 episodi. Quest'ultimo settore ha visto un aumento di 2 posizioni nella classifica regionale. Il presidente di Legambiente Liguria sottolinea come la criminalità organizzata non si limiti a spaccio, estorsioni e violenza. Essa include anche, e soprattutto, reati ambientali, corruzione e riciclaggio. Questi crimini si celano dietro una parvenza di legalità. Per questo motivo, necessitano di indagini sempre più complesse e approfondite. È fondamentale «accendere un faro su queste dinamiche» per contrastarle efficacemente.