Oltre 2.900 attività commerciali al dettaglio hanno cessato l'attività in Liguria tra il 2019 e il 2025. Questa drastica riduzione, pari all'11,8% del totale, ha comportato una perdita economica stimata di 443 milioni di euro.
Crisi del commercio al dettaglio in Liguria
Un numero preoccupante di negozi ha abbassato le serrande in Liguria. Tra il 2019 e il 2025, sono scomparse ben 2.952 attività commerciali. Questo dato rappresenta una contrazione dell'11,8% rispetto al totale delle imprese regionali.
La desertificazione commerciale ha generato un impatto economico notevole. Si stima una perdita di ricchezza di circa 443 milioni di euro. Questo fenomeno si estende su tutto il territorio, da Sarzana a Ventimiglia.
A lanciare l'allarme è Confesercenti. L'associazione ha analizzato i dati relativi alle aperture e chiusure di esercizi commerciali nella regione. I numeri emersi sono definiti «allarmanti».
Proposta di legge per la rigenerazione urbana
Di fronte a questa emergenza, Confesercenti ha intrapreso un'azione concreta. È stata depositata presso la Corte di Cassazione una proposta di legge di iniziativa popolare. Il suo titolo è «Misure per la rigenerazione urbana del commercio e dei servizi di prossimità».
Il presidente di Confesercenti Genova, Massimiliano Spigno, ha commentato la situazione. «I dati sono chiari e impietosi», ha affermato. Il commercio al dettaglio sta vivendo una crisi molto profonda.
Sono necessari interventi strutturali e radicali da parte del legislatore. L'obiettivo è permettere ai piccoli commercianti di competere ad armi pari. Devono poter affrontare la concorrenza dei giganti della grande distribuzione e dell'e-commerce.
Richiesta di equilibrio e mobilitazione nazionale
L'associazione non chiede trattamenti di favore. Richiede piuttosto il ripristino di una situazione di equilibrio. «Siamo stufi di essere visti dallo Stato come un bancomat», ha dichiarato Spigno.
Confesercenti non si rassegna alla scomparsa del commercio di prossimità. Per questo motivo, è stata lanciata una grande mobilitazione in tutte le città italiane. L'iniziativa mira a sensibilizzare l'opinione pubblica.
Si vuole sottolineare la necessità di un profondo riordinamento del settore. Parallelamente, si stanno raccogliendo firme. Queste saranno presentate a Camera e Senato affinché le richieste vengano discusse.
Impatto per provincia: La Spezia la più colpita
L'analisi dei dati provinciali rivela scenari differenti. La provincia de La Spezia risulta essere la più colpita. Si registra una perdita del 16,4% delle imprese a livello provinciale.
Nel solo capoluogo, La Spezia, il calo è ancora più marcato, attestandosi al 16,9%. Questi dati sono peggiori rispetto alla media nazionale.
Segue la provincia di Savona. Qui si osserva un calo del 14,8% a livello provinciale e del 12,5% nel capoluogo.
Le province di Genova e Imperia mostrano una tenuta relativa. Genova registra una contrazione del 9,9% sul totale provinciale e del 9,4% nel Comune capoluogo. La città metropolitana mostra una resilienza leggermente superiore alla media italiana.
Imperia segna il calo più contenuto nel capoluogo, pari al -6,4%. Tuttavia, la provincia nel suo complesso perde l'11,2% delle sue attività commerciali.
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