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La Liguria registra un preoccupante incremento degli incidenti sul lavoro che coinvolgono la popolazione femminile. Un numero significativo di questi eventi è riconducibile ad aggressioni e violenze, colpendo in particolare il personale impiegato nei settori sanitario e dell'assistenza.

Aumento degli infortuni femminili in Liguria

I dati recenti evidenziano una tendenza in crescita per quanto riguarda gli incidenti occorsi alle lavoratrici nella regione Liguria. Un aspetto particolarmente allarmante riguarda la percentuale di questi eventi legati a episodi di aggressione e violenza. Questo fenomeno colpisce in modo sproporzionato le donne, spesso impiegate in ambiti lavorativi considerati più a rischio.

I settori maggiormente interessati da questa problematica includono la sanità, l'assistenza sociale, il commercio e i servizi pubblici. Queste aree sono caratterizzate da una maggiore esposizione a rischi di natura psicosociale, che possono sfociare in situazioni di stress, conflittualità e, nei casi più gravi, aggressioni fisiche o verbali.

L'incontro organizzato dalla Uil Liguria, intitolato «Sicurezza: femminile plurale», ha messo in luce queste criticità. La segretaria nazionale del sindacato, Ivana Veronese, ha partecipato attivamente alla discussione, sottolineando l'urgenza di affrontare il tema con misure concrete.

I settori più esposti e le cause degli incidenti

Secondo un'analisi del dossier Donne Inail, la Liguria presenta una concentrazione femminile elevata in comparti lavorativi che comportano rischi psicosociali significativi. La sanità e l'assistenza sociale vedono una presenza femminile del 74,7%. I servizi domestici raggiungono il 90% di occupazione femminile, mentre il confezionamento di abbigliamento si attesta al 71,6%. Anche le attività finanziarie e assicurative registrano una quota femminile del 56,8%.

Nella regione ligure, il settore sanitario riveste un'importanza particolare. Purtroppo, proprio in questo ambito si verificano numerosi episodi di aggressione e violenza sul posto di lavoro. Si stima che il 5,5% di tutti gli infortuni che colpiscono le donne derivi direttamente da aggressioni. Di questi, una percentuale considerevole, pari al 44%, coinvolge specificamente il personale sanitario.

Nel corso dell'anno 2025, sono stati registrati complessivamente 18.640 casi di infortunio in Liguria. Di questi, 14.889 si sono verificati durante l'orario di lavoro, mentre 3.751 sono avvenuti nel tragitto casa-lavoro (in itinere). Il numero totale di infortuni che hanno interessato le donne è stato di 7.108, segnando un aumento dell'1,2% rispetto all'anno precedente (2024). Le lavoratrici rappresentano il 38% del totale degli infortuni registrati nella regione.

La contrattazione collettiva come strumento di prevenzione

Roberta Cavicchioli e Giuseppe Gulli, segretari confederali regionali della Uil Liguria, hanno evidenziato il ruolo cruciale della contrattazione collettiva. Essi sostengono che essa offra un bagaglio prezioso di strumenti e idee per promuovere una nuova fase di prevenzione. Questa strategia non dovrebbe limitarsi alla mera protezione dai pericoli fisici.

La prevenzione dovrebbe invece concentrarsi sulla cura complessiva della persona. Dovrebbe mirare a migliorare la qualità delle relazioni interpersonali sul luogo di lavoro. Fondamentale è la costruzione di ambienti lavorativi che siano inclusivi e sostenibili. Tali ambienti devono essere capaci di valorizzare il benessere dei dipendenti come leva strategica per l'innovazione e la competitività aziendale.

L'approccio proposto dalla Uil mira a superare una visione tradizionale della sicurezza, che spesso si focalizza solo sugli aspetti tecnici e strutturali. Si propone invece un modello più olistico, che consideri il benessere psicofisico dei lavoratori come un elemento centrale per la produttività e la serenità lavorativa. Questo significa investire nella formazione, nella gestione dei conflitti e nella promozione di una cultura aziendale positiva.

La regione Liguria, con la sua specifica conformazione economica e sociale, presenta sfide uniche nella gestione della sicurezza sul lavoro. L'elevata presenza di settori come il turismo, la logistica e i servizi, unita a una forza lavoro in parte composta da donne in ruoli spesso a contatto con il pubblico o in contesti di cura, rende la problematica degli infortuni femminili particolarmente sentita.

Le statistiche fornite dall'Inail sono un campanello d'allarme che non può essere ignorato. La necessità di interventi mirati è evidente, soprattutto per contrastare le aggressioni e le violenze che minano la sicurezza e la dignità delle lavoratrici. La collaborazione tra sindacati, istituzioni e aziende diventa essenziale per implementare politiche efficaci.

La contrattazione collettiva, come sottolineato dai rappresentanti della Uil, può svolgere un ruolo di primo piano. Attraverso accordi specifici, è possibile introdurre misure di prevenzione più efficaci, migliorare le procedure di segnalazione e gestione degli incidenti, e promuovere campagne di sensibilizzazione sui rischi psicosociali. L'obiettivo è creare un ambiente di lavoro dove le donne possano sentirsi sicure e valorizzate, libere da ogni forma di violenza o discriminazione.

La regione Liguria si trova quindi di fronte a un bivio: continuare a registrare un aumento degli infortuni femminili, con tutte le conseguenze umane ed economiche che ne derivano, oppure intraprendere un percorso deciso verso una maggiore tutela e sicurezza sul lavoro per tutte le lavoratrici. La strada indicata dalla Uil sembra essere quella più promettente, puntando su un approccio integrato che metta al centro la persona e il suo benessere.

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