Cronaca

Incidente mortale PSA: perizia esclude colpo di sonno

17 marzo 2026, 17:01 5 min di lettura
Incidente mortale PSA: perizia esclude colpo di sonno Immagine generata con AI Genova
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Una perizia tecnica sull'incidente mortale avvenuto al terminal PSA di Pra' esclude la causa del colpo di sonno. L'indagine si concentra su una "risposta anomala del conducente", escludendo guasti meccanici.

Perizia esclude colpo di sonno nell'incidente mortale

Le indagini sull'investimento fatale all'interno del terminal PSA di Pra' hanno preso una nuova direzione. Una perizia tecnica, richiesta dalla Procura, ha escluso categoricamente l'ipotesi del colpo di sonno. L'incidente, avvenuto nella notte tra il 17 e il 18 dicembre 2024, aveva causato la morte del portuale della Culmv, Giovanni Macciò. La relazione, redatta dall'ingegnere Filippo Begani, punta il dito verso una "risposta anomala del conducente" come causa principale. Questo elemento sposta il focus delle indagini, aprendo nuovi scenari sulla dinamica dei fatti.

Il conducente della ralla, Patrizio Randazzo, 56 anni, è deceduto alcuni mesi fa per cause naturali. La sua posizione era centrale nell'inchiesta, ma la sua scomparsa non ha fermato l'iter giudiziario. La Procura aveva iscritto nel registro degli indagati, oltre a Randazzo, anche cinque dirigenti e tecnici del PSA. Coinvolto anche il console della Culmv, Antonio Benvenuti. La perizia, estesa per 134 pagine, è stata svolta in contraddittorio con gli indagati. I legali che assistono gli indagati sono Pietro Bogliolo, Paolo Costa e Andrea Vernazza.

Mezzi perfettamente funzionanti: esclusi guasti meccanici

Un punto cruciale della perizia riguarda lo stato dei mezzi coinvolti nell'incidente. I test effettuati sui veicoli hanno confermato il loro perfetto funzionamento. In particolare, i test di frenata hanno dimostrato l'efficienza degli impianti di frenata e sterzo. Questo risultato esclude in modo definitivo la possibilità di guasti meccanici come causa diretta dell'evento tragico. L'attenzione si concentra quindi interamente sull'azione umana e sulle sue possibili anomalie. La tecnologia dei mezzi non ha giocato un ruolo scatenante.

Per ricostruire la manovra, sono stati effettuati rilievi meticolosi. I dati sono stati estratti dalla scatola nera della ralla che ha investito il portuale. Questi elementi hanno fornito informazioni precise sulla traiettoria seguita dal mezzo. Sono stati analizzati anche la velocità e l'accelerazione registrate in tempo reale. L'analisi completa della sequenza della manovra è stata fondamentale. La curva a U, la velocità massima raggiunta di 29 km/h, e l'intervento dei freni solo 0,7 secondi prima dell'impatto sono stati scrutinati.

Questi dati rendono inverosimile l'ipotesi del colpo di sonno. Una simile condizione avrebbe probabilmente portato a una traiettoria differente del mezzo. Inoltre, una distrazione avrebbe potuto indurre a una manovra correttiva diversa da quella osservata. Il perito ha sottolineato come la mancata reazione correttiva adeguata sia un elemento chiave. La continua accelerazione fino a pochi istanti prima dell'urto suggerisce una risposta non standard da parte del conducente.

Condizioni mediche del conducente sotto esame

La perizia ha anche analizzato le condizioni mediche del conducente, Patrizio Randazzo. Le verifiche hanno riguardato le visite mediche obbligatorie previste per la sua mansione. Nonostante fosse adibito alla guida della ralla al momento dell'incidente, Randazzo non possedeva un giudizio di idoneità in corso di validità. L'ultima visita medica risaliva a luglio 2023. Tuttavia, quella visita era stata condotta per una mansione diversa, che non contemplava la guida di mezzi di movimentazione.

In precedenza, Randazzo, assistito dal suo legale Paolo Scovazzi, aveva avanzato l'ipotesi di un colpo di sonno. Questa condizione poteva essere aggravata dall'assunzione di alcuni farmaci. La perizia, tuttavia, non sembra avvalorare questa tesi. L'assenza di un certificato di idoneità valido e la natura della visita precedente sollevano interrogativi sulla gestione della sicurezza sul lavoro. Questi aspetti potrebbero avere implicazioni significative per le future conclusioni dell'indagine.

Il terminal PSA di Pra' è un importante snodo logistico nel porto di Genova. La sua operatività è cruciale per l'economia regionale e nazionale. Incidenti di questa gravità mettono in luce la necessità di controlli rigorosi sulla salute dei lavoratori e sulla manutenzione dei mezzi. La sicurezza nei luoghi di lavoro, specialmente in contesti complessi come quello portuale, rimane una priorità assoluta. Le indagini proseguono per accertare tutte le responsabilità.

Nessuna responsabilità diretta per il PSA secondo la perizia

Allo stato attuale, la perizia non sembra far emergere responsabilità dirette da parte del PSA. La società era responsabile dell'organizzazione del lavoro all'interno del piazzale. Tuttavia, i risultati preliminari non indicano negligenze specifiche nella gestione operativa. La Procura, guidata dal PM Pischetola, attende ora ulteriori sviluppi. La consulenza medico-legale è un tassello fondamentale per trarre le conclusioni definitive.

L'inchiesta mira a fare piena luce sull'accaduto, per garantire giustizia per la vittima e prevenire futuri incidenti. La complessità della dinamica e le diverse ipotesi investigative richiedono un'analisi approfondita di tutti gli elementi. La sicurezza sul lavoro è un tema centrale, soprattutto in un settore ad alto rischio come quello portuale. Le autorità competenti continueranno a monitorare la situazione.

La città di Genova, con il suo porto storico, è da sempre un centro nevralgico per il commercio e la logistica. Il terminal PSA di Pra' rappresenta una delle sue infrastrutture più importanti. La sicurezza dei lavoratori e l'efficienza operativa sono elementi inscindibili per il suo successo. Questo tragico evento sottolinea l'importanza di un impegno costante nel migliorare le condizioni di lavoro e prevenire gli infortuni. La giustizia farà il suo corso, basandosi su dati scientifici e prove concrete.

Le indagini proseguiranno con l'acquisizione di ulteriori elementi. La Procura valuterà attentamente tutti i risultati delle consulenze tecniche e mediche. L'obiettivo è ricostruire con precisione la catena di eventi che ha portato alla morte di Giovanni Macciò. La comunità portuale di Genova attende risposte chiare e definitive. La sicurezza e la tutela dei lavoratori rimangono al centro dell'attenzione delle autorità e delle parti sociali. La perizia rappresenta un passo importante verso la verità.

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