Confindustria Genova giudica "imbarazzante" la discussione sulla possibile interruzione del progetto autostradale della Gronda. L'associazione sottolinea l'importanza di procedere con le decisioni prese quasi vent'anni fa.
Gronda: Confindustria Genova esprime forte disappunto
L'associazione datoriale di Genova ha manifestato profondo disagio. La riunione del Consiglio di presidenza ha evidenziato criticità. Si è discusso dell'opzione di modificare il progetto della Gronda autostradale.
Il presidente Fabrizio Ferrari ha espresso la sua posizione. La vicenda della Gronda ha visto un dibattito pubblico. Questo si è svolto nel 2009. L'iniziativa fu promossa dall'allora sindaca Marta Vincenzi. La Società Autostrade supportò l'evento. L'obiettivo era definire il progetto necessario per la città.
Si riteneva il progetto il più condiviso. Era considerato anche il più fattibile economicamente. Sulla base di queste conclusioni, il percorso progettuale è proseguito. Ha richiesto 9 anni per concretizzarsi. Si sono inclusi gli espropri. Tutto è avvenuto in contemporanea con il crollo del Ponte Morandi. Questo evento, però, non ha portato accelerazioni. Anzi, ha causato delle retrocessioni.
Il ruolo di Oti Nord e la visione infrastrutturale
Il 6 marzo scorso, a Genova, è stato presentato l'annuale rapporto Oti Nord. Questa iniziativa dura da 25 anni. Vi partecipano Assolombarda, Unione Industriali Torino e Confindustria Genova. Lo scopo è proporre e sostenere scelte. Si focalizza sui sistemi infrastrutturali.
Il metodo di Oti Nord è ritenuto molto utile. È stato richiesto ed esteso a tutto il Nord Italia. Da quest'anno, Confindustria lo ha adottato a livello nazionale. Nel rapporto, la Gronda non è vista come opera isolata. È considerata parte di un sistema più ampio. Un sistema volto a migliorare la mobilità di persone e merci.
A Genova, il sistema del nodo metropolitano è in forte ritardo. Molte opere sono bloccate. Altre sono ridotte o rimandate. Confindustria Genova pone una domanda retorica. Si può continuare in questo modo?
Connessioni sistemiche e prospettive future
Fabrizio Ferrari, presidente di Confindustria Genova, risponde negativamente. Uno dei punti di forza di Oti è la valutazione delle connessioni. Si analizza l'interazione tra i diversi sistemi. Viene posto un esempio concreto per Genova.
È possibile decidere interventi sul nodo metropolitano. Si può agire su componenti specifiche. Ma si può fare senza considerare il sistema portuale? O il Corridoio "Mare del Nord-Reno-Mediterraneo"? E ancora, il sistema dei valichi alpini? O gli interporti merci?
Si può pensare di potenziare il porto di Genova? Questo senza correlarsi con i tempi. O con la progettazione e l'uso delle risorse per investimenti terrestri? Ferrari auspica un cambio di prospettiva. Un cambiamento radicale, di 180 gradi.
Nel caso specifico della Gronda, si dovrebbe procedere. Si dovrebbe seguire quanto deciso quasi vent'anni fa. La decisione era già stata presa. L'opera rappresenta un tassello fondamentale. Un tassello per la mobilità e lo sviluppo del territorio ligure. L'incertezza attuale genera preoccupazione. Preoccupazione per gli investimenti e per il futuro economico.
La Liguria necessita di infrastrutture moderne. La Gronda è un progetto strategico. La sua realizzazione è attesa da tempo. Il dibattito pubblico del 2009 aveva definito un percorso. Quel percorso sembra ora messo in discussione. Questo genera perplessità tra gli operatori economici. Le associazioni di categoria chiedono chiarezza. Chiedono decisioni definitive.
Il nodo metropolitano di Genova è complesso. Coinvolge diversi attori. La sua ottimizzazione è cruciale. La Gronda è parte integrante di questo sistema. Un sistema che deve garantire fluidità. Fluidità per il traffico merci e passeggeri. La sua interconnessione con altre reti è vitale. Reti nazionali ed europee.
La visione sistemica proposta da Oti Nord è fondamentale. Evidenzia come le singole opere siano interdipendenti. Un intervento su un'area ha ripercussioni altrove. La mancata realizzazione o il ritardo di un'opera impatta sull'intero sistema. Questo vale per il porto, per i collegamenti ferroviari, per la logistica.
Confindustria Genova ribadisce la necessità di coerenza. Le decisioni prese devono essere rispettate. Il processo decisionale deve essere efficiente. Non può essere vanificato da ripensamenti tardivi. Il tempo perso rappresenta un costo. Un costo per l'economia e per la competitività del territorio.
Il presidente Ferrari conclude con un appello. Un appello a guardare oltre. A considerare il quadro generale. Le infrastrutture sono un motore di sviluppo. La loro pianificazione deve essere lungimirante. La Gronda è un esempio di questo. Un esempio di come un progetto strategico possa essere bloccato. Bloccato da discussioni che sembrano non finire mai.
La storia della Gronda è emblematica. Rappresenta le difficoltà. Difficoltà nell'attuare grandi opere. Difficoltà nel superare ostacoli burocratici e politici. La posizione di Confindustria Genova è chiara. Si chiede di riprendere il cammino. Un cammino deciso quasi vent'anni fa. Un cammino che porta a un futuro infrastrutturale migliore per Genova e la Liguria.