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Un uomo di 37 anni a Genova è stato colpito da un divieto di avvicinamento dopo aver tentato di investire la sua ex compagna. L'episodio segue una serie di minacce e aggressioni.

Aggressioni e minacce alla ex compagna

Un giudice ha imposto un divieto di avvicinamento a un uomo di 37 anni. L'accusa riguarda stalking e lesioni ai danni della sua ex compagna. La donna aveva concluso la loro relazione all'inizio di settembre. La rottura è avvenuta dopo tre anni di convivenza. La decisione di lasciarlo è stata motivata dall'aggressività e dalla violenza dell'uomo.

Le indagini hanno rivelato episodi gravi. In un'occasione, l'uomo avrebbe minacciato la donna di morte. Per farlo, avrebbe utilizzato un coltello. In un altro momento, avrebbe tentato di strangolarla. La fine della relazione e la denuncia della ragazza a metà settembre non hanno fermato il comportamento dell'uomo. Le minacce e gli insulti sono proseguiti anche in pubblico.

Tentativo di investimento e lesioni lievi

Il 5 ottobre si è verificato l'episodio più grave. L'uomo ha notato la sua ex compagna camminare sul marciapiede. Ha quindi sterzato improvvisamente con la sua auto. L'intenzione era di colpirla da dietro. La donna ha riportato lesioni lievi. La prognosi medica è stata di sette giorni.

L'uomo, assistito dall'avvocato Cristiano Mancuso, si è presentato davanti al giudice. Ha negato le accuse di stalking. Ha però ammesso l'episodio dell'auto, sebbene abbia cercato di ridimensionarlo. La giudice Martina Tosetti aveva condizionato il divieto di avvicinamento all'uso del braccialetto elettronico.

Il rifiuto del braccialetto elettronico

La misura del divieto di avvicinamento prevedeva che l'uomo non potesse avvicinarsi a meno di un chilometro dalla parte offesa. Questo era subordinato alla sua disponibilità a indossare il braccialetto elettronico. Tuttavia, è stata la stessa donna a negare il consenso all'utilizzo del dispositivo. Anche lei avrebbe dovuto indossare un apparecchio simile. Questo avrebbe permesso di verificare il rispetto della misura cautelare.

La vicenda evidenzia la gravità delle azioni e la complessità delle misure di protezione. La volontà della vittima gioca un ruolo cruciale nelle decisioni giudiziarie. La protezione della donna rimane la priorità. Le autorità continueranno a monitorare la situazione.