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Il Teatro Carlo Felice di Genova intraprende un percorso di risanamento e rilancio, mostrando un incremento significativo di abbonati e presenze. La nuova gestione punta a una maggiore sostenibilità finanziaria e a un appeal rinnovato verso il pubblico.

Nuova governance per il Teatro Carlo Felice

Una commissione consiliare congiunta ha esaminato lo stato attuale e le prospettive future della Fondazione Teatro Carlo Felice. L'incontro ha visto la partecipazione di figure chiave dell'amministrazione comunale, tra cui l'assessore alla Cultura Giacomo Montanari e il vicesindaco Alessandro Terrile. Erano presenti anche il sovrintendente Michele Galli, i vertici della gestione teatrale, rappresentanti della Regione Liguria e le organizzazioni sindacali.

Il dibattito si è concentrato sulla relazione economico-gestionale che copre il periodo dal 23 aprile 2025 al 29 aprile 2026. La Fondazione ha intrapreso una rimodulazione del proprio cartellone. L'obiettivo è garantire una maggiore sostenibilità finanziaria. Si cerca anche di aumentare l'attrattiva per il pubblico.

Strategie artistiche per attrarre il pubblico

Tra le modifiche più rilevanti, si segnala la sostituzione dell'opera Der ferne Klang con il Don Giovanni. Quest'ultimo spettacolo è stato ampliato a sei recite. È stato inoltre inserito un titolo di grande richiamo popolare come Tosca. Questa strategia ha già dato i suoi frutti.

Il Concerto di Capodanno e Carmina Burana hanno registrato il tutto esaurito. Per le festività natalizie del 2025, la produzione inizialmente prevista di Coppélia è stata trasformata nel Boléro di Ravel. Per l'estate del 2026, è in programma una riorganizzazione capillare dei concerti. Questi eventi si svolgeranno in diverse località liguri, estendendosi da Imperia a Sarzana, fino a Laigueglia.

Sono previste anche importanti collaborazioni internazionali. Un esempio è il progetto CLIP a Portofino. La direzione artistica mira a unire qualità e accessibilità per un pubblico più ampio.

Riorganizzazione amministrativa e efficientamento

Sul fronte amministrativo, la Fondazione ha avviato una profonda riorganizzazione interna. Verrà introdotto un nuovo organigramma. Sarà definito un piano triennale per il fabbisogno del personale. Si procederà anche all'adeguamento del Modello Organizzativo 231. Entro luglio 2026, si completerà il trasferimento dei materiali scenici. Questi troveranno nuova collocazione nei magazzini di San Giorgio di Casale Monferrato.

Dopo un periodo di quattro anni di inattività, è ripartita la manutenzione della macchina scenica. Grazie al Fondo Strategico Regionale, a luglio 2026 la sala principale sarà dotata di illuminazione a LED. Questo intervento mira all'efficientamento energetico della struttura.

Attraverso i fondi interprofessionali, sono stati recuperati 64mila euro destinati alla formazione interna del personale. La messa a reddito delle sale ha generato entrate per 431mila euro nel corso del 2025. Per il 2026, sono già stati contrattualizzati introiti per 700mila euro.

Raccolta fondi e crescita del pubblico

Per la prima volta, il Teatro si è dotato di una struttura professionale dedicata alla raccolta fondi. Il progetto denominato «I custodi del faro» ha già ottenuto l'adesione di importanti partner. Tra questi figurano IREN, Banca Passadore ed ENI. L'obiettivo è ambizioso: raccogliere 1,65 milioni di euro entro la fine del 2026.

Il numero di spettatori ha registrato un incremento notevole. Gli abbonamenti sono passati da 1.371 a 1.952, segnando un aumento del 42%. Parallelamente, la strategia sui social media ha prodotto risultati record. Si contano oltre 12 milioni di visualizzazioni su Facebook e 3,4 milioni su Instagram nell'ultimo semestre.