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Cento studenti universitari hanno manifestato a Genova contro la guerra e le politiche governative. Il corteo ha attraversato il centro cittadino, causando chiusure stradali. Le motivazioni della protesta riguardano il sostegno occidentale ai conflitti e le politiche repressive interne.

Studenti in corteo per la pace e contro il governo

Una marcia di protesta ha animato il centro di Genova. Circa cento studenti universitari hanno preso parte all'iniziativa. Il gruppo è partito da via Balbi per raggiungere piazza De Ferrari. L'evento è stato organizzato da Osa Genova e dal coordinamento dei collettivi antifascisti. Le autorità hanno predisposto la chiusura di diverse vie per garantire lo svolgimento della manifestazione. Le prime arterie sono state interdette al traffico intorno alle otto e trenta. La polizia locale ha gestito la viabilità cittadina. Le chiusure hanno interessato tratti significativi del centro.

Le strade interessate dalle chiusure includevano via Balbi e largo Zecca. Anche piazza della Nunziata è stata interessata dai provvedimenti. Il percorso si è esteso fino a piazza Corvetto. Successivamente, le chiusure hanno riguardato via XXV Aprile e via XX Settembre. Queste misure hanno avuto un impatto sulla circolazione veicolare in un'area nevralgica della città. La mobilitazione studentesca ha sollevato questioni di rilevanza sociale e politica.

Il percorso della protesta cittadina

Il corteo studentesco ha seguito un itinerario ben definito. La partenza è avvenuta da piazza De Ferrari. Da lì, il gruppo si è diretto verso via Roma. Successivamente, la marcia ha attraversato piazza Corvetto. Il percorso è proseguito lungo via XII Ottobre. Un altro tratto importante ha interessato via XX Settembre. La manifestazione si è poi spostata verso via Cadorna. Il corteo ha proseguito in via Duca D'Aosta. Un'ulteriore tappa è stata via Tommaso Invrea. La marcia è passata per piazza Alimonda. Il percorso è continuato in via Odessa. Infine, il corteo ha raggiunto corso Gastaldi. L'arrivo è previsto presso la Casa dello Studente. Questo tragitto ha coinvolto diverse zone centrali e semi-centrali della città.

Le ragioni della mobilitazione studentesca

Le motivazioni alla base della protesta sono state esplicitate in un volantino diffuso sui social media. Il 24 aprile 1945 è ricordato come il giorno della liberazione di Genova dal nazifascismo. Questo evento storico è il punto di partenza del messaggio degli studenti. Essi si sentono in dovere di raccogliere l'eredità della resistenza partigiana. La lotta attuale è diretta contro le politiche governative. Vengono definite «repressive e reazionarie». Si critica il sostegno occidentale agli attacchi imperialisti. Viene denunciato il genocidio in corso in Palestina. Gli studenti ritengono che il governo attuale appoggi queste azioni.

Nel volantino si citano esempi concreti di queste politiche. I disegni di legge sulla sicurezza sono considerati sempre più repressivi. Si evidenzia l'inasprimento delle pene per chi manifesta. Vengono criticate misure che colpiscono direttamente gli studenti impegnati in lotte. Parallelamente, si osserva una crescente militarizzazione della scuola e della cultura. Vengono menzionati progetti che normalizzano la presenza delle forze armate negli spazi educativi. Si segnalano finanziamenti maggiori al settore bellico. Questi fondi vengono sottratti all'istruzione pubblica. L'idea di futuro proposta è quella di studenti visti come «menti e braccia per le loro guerre».