La tradizionale Via Crucis all'interno del carcere di Marassi a Genova è stata sospesa dopo 24 anni. Il sindacato Uil denuncia la decisione, definendola un segnale preoccupante per la gestione dell'istituto e per il dialogo con la comunità esterna.
Stop alla storica celebrazione religiosa
La consuetudine della Via Crucis, che si svolgeva annualmente nel penitenziario di Marassi, è stata interrotta. Questo evento, presente da quasi un quarto di secolo, univa detenuti, personale e cittadini in un momento di riflessione. I responsabili della struttura carceraria genovese hanno negato l'autorizzazione per la sua continuazione.
La celebrazione religiosa rappresentava un appuntamento consolidato per la comunità. Da anni offriva uno spazio di preghiera e condivisione. La sua cancellazione segna la fine di una tradizione significativa per l'istituto.
L'annullamento della Via Crucis ha suscitato una forte opposizione. Il sindacato Uil polizia penitenziaria ha espresso il suo disappunto. La decisione è vista come un passo indietro nella gestione dei rapporti tra carcere e città.
Protesta del sindacato Uil polizia penitenziaria
La reazione della Uil Fpl polizia penitenziaria è stata immediata e decisa. Il segretario regionale, Fabio Pagani, ha definito la sospensione un “segnale gravissimo”. Ha sottolineato il clima di tensione già presente nell'istituto.
Pagani ha ricordato recenti eventi critici. Tra questi, la rivolta del 4 giugno e diversi suicidi. Uno di questi casi ha portato a un procedimento giudiziario. Ha anche menzionato l'incremento delle aggressioni ai danni degli agenti di polizia penitenziaria.
Impedire lo svolgimento della Via Crucis, in vigore dal 2002, è considerato un ulteriore fattore di preoccupazione. Questo evento era un simbolo di speranza. Favoriva anche il dialogo tra il carcere e la società esterna.
Un evento simbolico per carcere e città
Nel corso degli anni, la Via Crucis organizzata dal Vicariato di Marassi-Staglieno aveva assunto un valore altamente simbolico. La porta del carcere era stata spesso equiparata a una “Porta Santa”.
La partecipazione a questa celebrazione era stata significativa. Nel 2025, ad esempio, aveva visto la presenza dell'arcivescovo Marco Tasca. Questo testimoniava l'importanza dell'evento per la diocesi e per la città di Genova.
La sospensione dopo 24 anni di continuità interrompe un legame importante. Questo legame univa la realtà carceraria con la vita religiosa e sociale del territorio.
L'allarme sulla gestione dell'istituto
Secondo il sindacato, negare l'accesso alla Via Crucis dopo un così lungo periodo rafforza il loro “grido d’allarme”. La gestione attuale della direzione e del comando dell'istituto è considerata “al capolinea”.
Il sindacato avverte che senza una guida autorevole e aperta al territorio, il sistema penitenziario rischia un progressivo deterioramento. La mancanza di iniziative che favoriscano il reinserimento e il dialogo è un problema serio.
La Uil evidenzia come la carenza di attività trattamentali e religiose contribuisca a isolare ulteriormente la struttura. Questo, unito ai problemi di sicurezza, potrebbe rendere il carcere di Marassi un luogo sempre più distante dalla città.
La situazione attuale potrebbe portare a un aumento della tensione interna. Il rischio è che l'istituto diventi “potenzialmente esplosivo” per la gestione quotidiana. La sicurezza degli agenti e dei detenuti è una priorità assoluta.
Carcere sempre più isolato
La sigla sindacale sottolinea come la mancanza di iniziative concrete peggiori la situazione. Le attività che favoriscono il recupero e la spiritualità sono fondamentali. La loro assenza crea un vuoto che si ripercuote sull'ambiente carcerario.
Il carcere di Marassi, situato nel quartiere omonimo di Genova, è una delle strutture penitenziarie storiche della Liguria. La sua posizione, sebbene vicina al centro cittadino, rischia di diventare metaforicamente e praticamente sempre più distante dalla società.
La decisione di interrompere la Via Crucis, un evento che per oltre due decenni ha rappresentato un ponte tra il mondo esterno e quello interno, è vista come un sintomo di un problema più ampio. Questo problema riguarda la capacità dell'istituto di mantenere legami significativi con la comunità.
La Uil chiede un intervento urgente. È necessario un cambio di passo nella gestione per evitare un ulteriore peggioramento delle condizioni. La speranza è che si possa ripristinare un dialogo costruttivo.
La protesta del sindacato non si limita alla singola cancellazione. Mira a sensibilizzare l'opinione pubblica e le istituzioni. L'obiettivo è evidenziare la necessità di una gestione più umana e inclusiva all'interno delle carceri. La Via Crucis era un esempio di questa inclusione.
La tradizione della Via Crucis a Marassi era iniziata nel 2002. Da allora, ha rappresentato un momento di forte impatto emotivo e spirituale. La sua interruzione lascia un vuoto difficile da colmare. La comunità spera in un ripensamento.
La chiusura di questo canale di dialogo e riflessione solleva interrogativi sulla direzione futura della gestione carceraria. La Uil continuerà a vigilare sulla situazione. L'obiettivo è garantire condizioni dignitose e un percorso di reinserimento efficace per i detenuti.
La decisione di vietare la Via Crucis è stata presa dai vertici dell'istituto. Non sono state fornite motivazioni dettagliate. Questo silenzio aumenta le perplessità del sindacato e del personale. La trasparenza nella gestione è fondamentale.
Il carcere di Marassi ha una lunga storia. Ha visto passare generazioni di detenuti e operatori. Eventi come la Via Crucis contribuivano a umanizzare l'ambiente. La loro rimozione rischia di accentuare la durezza della detenzione.
La Uil ha ribadito la sua disponibilità al dialogo. Tuttavia, chiede che questo dialogo avvenga su basi di rispetto e collaborazione. La priorità resta la sicurezza e il benessere di tutti coloro che operano e vivono all'interno del carcere.
La speranza è che questa protesta porti a una revisione della decisione. La Via Crucis rappresentava un momento di speranza. La sua interruzione è un segnale negativo in un contesto già complesso. La città di Genova osserva con attenzione gli sviluppi.