Cronaca

Genova: stop al trasferimento depositi chimici, bocciatura del Consiglio di Stato

18 marzo 2026, 17:46 6 min di lettura
Genova: stop al trasferimento depositi chimici, bocciatura del Consiglio di Stato Immagine generata con AI Genova
AD: article-top (horizontal)

Il Consiglio di Stato ha respinto definitivamente il trasferimento dei depositi chimici a Genova, confermando la sentenza del Tar Liguria. La decisione blocca lo spostamento da Multedo a Sampierdarena, ritenuto non coerente con lo sviluppo portuale e non collegato al crollo del Ponte Morandi.

Stop al trasferimento dei depositi chimici a Genova

Il Consiglio di Stato ha emesso un verdetto decisivo riguardo al controverso trasferimento dei depositi chimici nel comune di Genova. La massima corte amministrativa ha rigettato il ricorso presentato da importanti enti e società. Tra questi figurano la Superba, l'Autorità di sistema portuale del Mar Ligure Occidentale e il commissario straordinario Marco Bucci. La sentenza annulla la procedura di adeguamento tecnico funzionale dell'area portuale. Questa procedura era stata precedentemente contestata e bocciata dal Tar Liguria nel 2024.

La decisione del Consiglio di Stato pone fine a una lunga e complessa vicenda. Si tratta della vicenda legata allo spostamento dei depositi chimici delle aziende Carmagnani e Superba. L'ipotesi di trasferimento era stata fortemente voluta dal centrodestra. Anche l'allora sindaco di Genova, Marco Bucci, aveva sostenuto l'operazione. L'obiettivo era allontanare i depositi dalle aree residenziali di Multedo. Tuttavia, il Tar Liguria aveva già espresso un parere negativo. Il tribunale aveva imposto che tale spostamento dovesse basarsi su una variante al Piano Regolatore Portuale. Non era sufficiente un semplice adeguamento tecnico funzionale, considerato troppo rapido e meno rigoroso.

Le motivazioni del verdetto del Consiglio di Stato

I giudici del Consiglio di Stato hanno confermato la linea tracciata dal Tar Liguria. Hanno stabilito che per trasferire i depositi chimici è necessaria una variante sostanziale al Piano Regolatore Portuale. La corte ha evidenziato la mancanza di coerenza tra la rilocalizzazione dei depositi e le finalità di sviluppo portuale. In particolare, non è stata dimostrata la connessione con la compensazione dei danni derivanti dal crollo del Ponte Morandi. I giudici hanno sottolineato come l'incremento dei traffici portuali non possa derivare da un mero spostamento di infrastrutture esistenti. Non è stata prodotta alcuna valutazione comparativa sugli effetti di tale ricollocazione. Le parti appellanti si sono limitate a mere affermazioni, prive di solide basi probatorie.

Inoltre, la corte ha rilevato che l'esigenza di trasferire i depositi non è connessa al crollo del Ponte Morandi. Si tratta, infatti, di una necessità preesistente. Questa circostanza è stata riconosciuta come pacifica e non contestata dalle parti coinvolte. Il Consiglio di Stato ha fatto riferimento a una consulenza tecnica approfondita. Questa consulenza, ritenuta attendibile, ha concluso che la modifica del Piano Regolatore Portuale non può avvenire tramite una procedura semplificata. L'impatto ambientale del progetto è stato riconosciuto come potenzialmente notevole. Il Mase (Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica) ha attribuito il progetto a una categoria che richiede almeno una verifica di assoggettabilità a Valutazione di Impatto Ambientale di competenza statale. Pertanto, la modifica del piano non può essere gestita con una procedura rapida come l'Adeguamento Tecnico Funzionale (ATF). Deve invece essere valutata con uno strumento più complesso e completo, garantendo un'analisi approfondita.

Le reazioni e il futuro dei depositi chimici a Genova

La decisione del Consiglio di Stato ha suscitato reazioni positive tra i comitati di residenti e le forze politiche contrarie al trasferimento. La presidente delle Officine Sampierdarenesi e portavoce dei comitati di residenti di Sampierdarena, Barbara Barroero, ha espresso grande soddisfazione. «Ammetto che sia una grande soddisfazione», ha dichiarato. Ha sottolineato come sia stato un «lavoro di gruppo, un prisma dalle molte facce». Ha ringraziato tutti i soggetti che hanno partecipato ai tavoli di confronto negli ultimi quattro anni. Anche il municipio Centro Ovest e gran parte del centrosinistra hanno espresso apprezzamento per la sentenza. La bocciatura del trasferimento dei depositi chimici rappresenta una vittoria per la sicurezza e la qualità della vita dei cittadini di Genova.

La vicenda dei depositi chimici a Genova è iniziata anni fa, con l'obiettivo di riqualificare l'area di Multedo. L'intenzione era quella di eliminare il rischio legato alla presenza di sostanze infiammabili in prossimità di zone abitate. Il piano prevedeva lo spostamento dei depositi nell'area portuale di Sampierdarena, vicino alla Lanterna. Tuttavia, il progetto ha incontrato fin da subito una forte opposizione. Le preoccupazioni riguardavano principalmente l'aumento del rischio in una zona già densamente popolata e vicina a infrastrutture sensibili. Le associazioni ambientaliste e i comitati di residenti hanno sollevato dubbi sulla sicurezza dell'operazione. Hanno anche contestato la validità delle procedure amministrative seguite per l'approvazione del trasferimento.

Il Tar Liguria, nel 2024, aveva accolto il ricorso presentato dai comitati, annullando la procedura di adeguamento tecnico funzionale. La sentenza aveva evidenziato la necessità di una variante al Piano Regolatore Portuale. Questa variante avrebbe dovuto essere sottoposta a un processo di valutazione ambientale più rigoroso. Il Consiglio di Stato, confermando questa decisione, ha rafforzato la tutela ambientale e la sicurezza dei cittadini. La sentenza sottolinea l'importanza di procedure amministrative trasparenti e rigorose. Soprattutto quando si tratta di progetti con un potenziale impatto significativo sulla salute pubblica e sull'ambiente. La vicenda dei depositi chimici a Genova si conclude quindi con una netta vittoria per le istanze di sicurezza e sostenibilità.

La decisione del Consiglio di Stato non solo blocca il trasferimento dei depositi chimici, ma riafferma anche la necessità di un'attenta pianificazione urbanistica e portuale. La corte ha chiarito che interventi di tale portata richiedono procedure più complesse. Devono essere basate su valutazioni approfondite dei rischi e degli impatti ambientali. Questo principio vale soprattutto quando si parla di aree portuali e di attività potenzialmente pericolose. La sentenza rappresenta un precedente importante per future decisioni in materia di sviluppo industriale e infrastrutturale. La tutela dell'ambiente e della salute dei cittadini prevale su procedure semplificate e su progetti non adeguatamente supportati da analisi scientifiche e tecniche. La comunità di Genova può tirare un sospiro di sollievo.

Il futuro dei depositi chimici delle aziende Carmagnani e Superba rimane quindi legato all'area di Multedo. La sentenza del Consiglio di Stato impedisce il loro trasferimento a Sampierdarena. Le aziende dovranno continuare a operare nella sede attuale, nel rispetto delle normative di sicurezza vigenti. La decisione apre anche la porta a nuove riflessioni sulla gestione delle aree industriali e sulla loro compatibilità con i contesti urbani. La ricerca di soluzioni alternative che garantiscano sia lo sviluppo economico che la sicurezza dei cittadini sarà fondamentale. La giustizia amministrativa ha posto un freno a un progetto ritenuto non idoneo. Ora la palla passa agli enti locali e alle aziende per trovare percorsi più sicuri e sostenibili.

AD: article-bottom (horizontal)